giovedì 2 novembre 2017

Recensione: Il segno

Buongiorno lettori, anche oggi torno con una nuova recensione. Oggi vi parlo de Il segno di Sarah Lotz, un libro che ho acquistato al Libraccio e che avevo in wishlist da quando era stato pubblicato.

IL SEGNO
TEA | 460 pp. | €5,00
12 gennaio 2012, il giorno che ha cambiato la storia. Il giorno in cui quattro aerei di linea si sono schiantati al suolo: in quattro continenti diversi e quasi nello stesso istante. Nessun atto di terrorismo, solo un'assurda, tragica fatalità. O forse no. Perché, contro ogni logica, in tre casi ci sono stati dei superstiti. Tre bambini, usciti senza nemmeno un graffio dai rottami. E ben presto quei bambini sono diventati prima un mistero inspiegabile, poi un enigma inquietante. Nel disastro aereo in Giappone, infatti, un altro passeggero è sopravvissuto all'impatto, sebbene solo per pochi istanti, riuscendo a registrare un messaggio vocale sul cellulare: "Eccoli... Il bambino... Il bambino guarda i morti, ossignore quanti sono... Presto ce ne andremo tutti quanti... Il bambino non deve..." Sono passati anni da quel maledetto giorno, eppure i Tre - come sono stati chiamati i bambini superstiti - sono ancora al centro del dibattito mondiale. Per fare luce sul mistero, alla giornalista Elspeth Martins non rimane che raccogliere tutte le informazioni disponibili, comprese le interviste rilasciate nel corso del tempo da chi si è preso cura dei Tre dopo gli incidenti aerei. E una cosa ben presto risulta chiara. I Tre hanno una forte influenza su chi sta loro vicino. A volte è un'influenza positiva, a volte invece è come se emanassero una forza malefica. E più Elspeth indaga sulla loro storia, più gli interrogativi si accavallano...


Volevo da tempo leggere questo libro, ma adesso che sono arrivata alla fine non ho ben capito che effetto abbia avuto su di me. Sicuramente mi aspettavo di più, ma la verità è che l’avevo immaginato proprio diverso. Quello che mi sono trovata davanti è infatti un libro dentro un libro. Dopo il primo capitolo che ci descrive i fatti dal punto di vista di uno dei passeggeri sull’aereo, il resto prende una via diversa. Sarà infatti la giornalista Elspeth Martins, con il suo libro (dentro il libro), a raccontarci il seguito, presentandoci tanti personaggi – troppi – e ricostruendo attraverso vari documenti l’intera vicenda. 
Inizia tutto il 12 Gennaio 2012 quando in pochi minuti 4 aerei di linea si schiantano in posti diversi del mondo. Tutto fa supporre che non ci siano sopravvissuti, gli incidenti sono stati violenti e la speranza è lieve. Ma clamorosamente tre bambini, imbarcati su tre voli diversi, sono vivi. Com’è possibile? Sarà stato il caso o forse c’è dietro qualcosa di spaventoso? 
È da qui che tutto prende un’altra piega, il mondo sembra iniziare a temere questo episodio, come l’inizio di una sciagura imminente che forse porterà alla fine del mondo.  L’episodio sarà la scusante per religiosi, fanatici, politici, …  di portare dalla loro parte quanta più gente possibile, vedendo complotti in ogni dettaglio di questo disastro, anche lì dove non ci sono.
Elsepth Martins che sarà per l’intero libro la nostra narratrice lascia prove, testimonianze, interviste,
tutto quello che ci permette di avere un quadro più o meno chiaro delle conseguenze che ha avuto l’evento. Il lettore a quel punto non può fare altro che leggere, provare a farsi un’idea, per poi cambiarla e così via di nuovo, perché sempre nuove prove sembrano emergere. Sarà difficile quindi, fino all’ultimo, capire davvero quale sia la verità e cosa ci sia dietro ai disastri aerei. Non sapremo di chi fidarci e di chi no, se credere all’idea complottista o semplicemente al caso.
Il segno si rivela essere una storia strana, originale sicuramente, in cui il libro si trasforma in un’indagine personale di Elsepth che conosceremo solo alla fine e solo a quel punto conosceremo una mezza verità. 
Quella raccontata da Sarah Lotz è una storia prolissa, anche troppo, ma sicuramente non thriller nonostante ci venga presentata come tale. In realtà infatti Il segno è un mix di generi diversi che bene si accostano tra loro. Diversi saranno i colpi di scena e le parti adrenaliniche, sarà forse per questo che è stato classificato come un thriller? 
La storia che sicuramente è originale, secondo me poteva essere sfruttata meglio e ridotta. La presenza nella storia di troppi personaggi che ci vengono presentati minuziosamente rende difficile al lettore tenere il filo del discorso, spesso infatti mi sono ritrovata a chiedermi chi fosse il personaggio di cui si parlava. Troppi nomi da ricordare. Lo stesso vale per le ambientazioni della storia, che variano da un capitolo all’altro facendoci saltare da un continente all’altro con troppa facilità.
Credo che Il segno sia un libro bello, ma troppo dispersivo. Una storia che consiglio di leggere, ma partendo con un’idea diversa da quella che vi farete leggendo la trama. 








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