martedì 2 ottobre 2018

Recensione: Fiorirà l'aspidistra (George Orwell)

Buongiorno carissimi lettori, oggi vi lasciamo la recensione di un piccolo gioiello della letteratura. Si può parlar d'altro quando il romanzo in questione è di Orwell? Se ancora non avete mai letto nulla di suo, iniziate da 1984 ma anche questo romanzo merita, merita, merita ** Assolutamente consigliato!


FIORIRÀ L'ASPIDISTRA
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Mondadori |  268 pp. | €13,00
Londra, anni Trenta. Il giovane Gordon Comstock coltiva ambizioni letterarie e, per mantenersi, fa il commesso in libreria. Figlio della piccola borghesia britannica, si ribella alla morale della sua classe: il rifiuto della rispettabilità e del mito del "buon posto" gli fa intraprendere una vera e propria discesa agli inferi. Per affermare i diritti della poesia contro il mondo dominato dal denaro, vive in solitudine, povertà e squallore, macerandosi nel vittimismo e nella frustrazione. Fino a che una notizia inaspettata segna la sua "resurrezione", o forse la resa al sogno di una casa con le tendine ricamate e una pianta di aspidistra alla finestra.


"Ciò di cui si rese conto, e sempre più chiaramente col passar del tempo, fu che il culto del denaro è stato elevato a religione. Forse è la sola vera religione - la sola religione veramente sentita- che ci sia rimasta. Il denaro è ormai ciò che Dio soleva essere."

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Un eroe, un vagabondo della vita, un reietto della società, un uomo alieno alle normali abitudini e concezioni socio-culturali-economiche della Londra degli anni Trenta. Uno degli ultimi dei componenti ancora in vita della famiglia Comstock. Un poeta, uno scrittore di versi, un'anima sensibile che combatte contro il capitalismo, il materialismo, la borghesia che sprofonda nel denaro e nell'agio più irreprensibile. Una guerra personale, di corpo e di spirito, contro il denaro, il cosiddetto Dio Quattrino che tutti sottomette rendendo gli uomini una schiera di schiavi, di morti che operano, lavorano, camminano, si affaccendano, solo ed esclusivamente per asservire i desideri e i dettami del loro Dio. 


"Ecco, cosa significava adorare il dio quattrino! Sistemarsi, Far Bene, vendere l’anima per un nulla e per un’aspidistra! Diventare il tipico serpentello con la bombetta – l’ometto di Strube – il cittadino docile che rincasa alle diciotto e quindici, ogni sera, per consumare una cena a base di pasticcio di carne alla campagnola e di pere sciroppate in scatola, ascoltare per una mezz’oretta alla radio il concerto sinfonico della B.B.C. e infine, forse, un po’ di leciti rapporti sessuali, sempre che la moglie “si senta in vena”! Che destino! No, non era così che intendeva vivere. Uno aveva il dovere di tirarsi fuori da tutto ciò, fuori dal puzzo di quattrini. Era una specie di complotto che egli veniva tramando. Era come se egli si fosse votato a questa guerra contro il denaro"

Risultati immagini per la stagione dell'aspidistraGordon cerca di fuggire, di librarsi libero al di sopra di tutto e tutti. Non vuole un "buon posto" che gli possa permettere una vita agiata ed ordinaria, una famiglia, più di quanto non gli serva. Vuole essere libero dalla logica del mercato, del pragmatismo, delle necessità, della rispettabilità. Non vuole essere "morto" come tutti gli altri, vuole vivere. Vivere di letteratura, di versi, di poesia. Un Poeta contro la mediocrità e il marciume della società circostante. E fa di tutto pur di perseguire la sua dottrina, la sua fede, i suoi ideali. Rifiuta le raccomandazioni, lascia il "buon posto" che aveva trovato, diviene un semplice libraio in una vecchia libreria di quartiere, con un salario minimo che gli permetta di vivere in una pensione decadente dove possa finire i suoi scritti. "Piaceri Londinesi" è l'opera che sta cercando di concludere altalenando tra momenti di speranza e disillusione, un'opera che potrebbe immortalarlo per sempre tra i maggiori autori di successo (successo che non è arrivato con la pubblicazione della sua prima opera). Così ingaggia un'aspra battaglia contro il denaro e tutto ciò che ruota intorno ad esso; così non può assicurare un futuro alla sua amante Rosemary, non può dedicarsi completamente alla sua aspirazione, non può permettersi di mangiare nei ristoranti, di prendere un taxi, di comprare un vestito nuovo. Si ritrova così a condurre una vita fatta di stenti, rinunce, sacrifici, delusioni, insicurezza e fragilità. Più scappa dal Dio Quattrino, padre della borghesia, più cade in un vortice agghiacciante che lo porterà una sera al culmine, esasperato e quasi del tutto sprofondato nel "fango, il sottosuolo, il mondo più vero ma anche più infimo". 

Riuscirà alla fine a vincere contro l'aspidistra, simbolo per Gordon della borghesia, della loro vita agiata ma asservita al denaro? Fino a che punto gli ideali avranno forza? Quanto resisterà l'eroe anti-sociale di fronte alle difficoltà e alle incombenze della povertà e alla perdita dell'ultimo barlume di dignità e vitalità? Riuscirà a scalare tutti i gradini sociali in una sorta di declassamento volontario? Cosa troverà alla fine? 

Risultati immagini per aspidistra"Quei piccoli borghesi là, dietro le loro tendine ricamate, coi loro figli, i loro mobili dozzinali e le loro aspidistre, essi vivevano secondo il codice del denaro, senza dubbio, e riuscivano ciò nonostante a conservare la loro dignità. Avevano le loro norme, i loro inviolabili punti d’onore. Si “mantenevano rispettabili”: facevano garrire le loro aspidistre, come bandiere."

Gordon sacrifica tutto, persino se stesso, sino alla notizia che alla fine gli farà cambiare direzione radicalmente. Sconfitta o resurrezione. Gordon alla fine sarà contento. Se siete curiosi, scoprirete perché: avrà vinto la sua battaglia o sarà contento, anche se sconfitto? 
Come in 1984, il cerchio si chiude in maniera ambigua e beffarda, con vincitori e sconfitti. Anche in questo caso, Orwell si mostra capace di una scrittura tagliante ed interessante, sviluppando i temi trattati e le ideologie in maniera impeccabile. Anche in questo caso non possiamo far altro che chiamarlo visionario. 

Una storia ossessiva, ancora concreta e ricca di spunti di riflessione. Un romanzo di formazione ma anche di invettiva sociale, di scontro tra ideologie e la concretezza del mondo circostante, tra essere e materia.




Voi lo avete letto?
Che ne pensate?



2 commenti:

  1. Non conoscevo questo romanzo di Orwell.Ho letto "La fattoria degli animali" e "1984". La tua recensione mi ha incuriosita, mi piacerebbe scoprire le motivazioni che porteranno Gordon a cambiare idea sulla sua "libertà". Prendo nota :)

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    1. Neanche io lo conoscevo ed è un vero peccato! Molto bello te lo consiglio, sempre molto orwelliano :P

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