Buongiorno
carissimi lettori! Finalmente dopo le vacanze estive siamo ritornati
alla carica con nuove idee, progetti e curiosità! Oggi vi proponiamo
un nuovo articolo accompagnato da una piccola sorpresina. . .
"La
fiaba è il luogo di tutte le ipotesi: essa ci può dare delle chiavi
per entrare nella realtà per strade nuove, può aiutare il bambino a
conoscere il mondo."
Sognare,
immaginare, crescere: tutto questo è possibile attraverso la lettura
di fiabe e favole, racconti apparentemente banali e fanciulleschi ma
che in realtà hanno la capacità di sviluppare l'intelletto e la
creatività dei bambini accompagnandoli nel loro percorso
educativo-evolutivo: non a caso due psicoterapeuti, Maiolo e
Franchini, hanno pubblicato nel 2003 "Ciripò,
Lilli, Rataplan e altri animali paurosi", una raccolta di favole
aventi come protagonisti dei cuccioli di animali che devono
affrontare le difficoltà comuni della crescita, con lo scopo di
aiutare i bambini a fronteggiare le loro paure, fornendo risposte e soluzioni che sono in grado di maturare attraverso quel mondo ricco di simboli e metafore, offrendo loro
consolazione, fiducia, speranza nella vita e nei sogni, con la certezza che alla fine il bene trionfa sempre sul male (lo stesso Freud considerava le favole come la risoluzione catartica dei problemi del bambino in crescita). Sicuramente ognuno di noi è cresciuto leggendo storie di tal genere letterario. . ma quanto ne sappiamo effettivamente? Bisogna innanzitutto fare una distinzione tra la favola e la fiaba che, nonostante abbiano diversi punti di contatto come l'origine etimologica, presentano anche delle differenze che spesso vengono confuse o dimenticate.. ma entrambe sono antiche quanto la storia dell'uomo e di questo rappresentano uno specchio di vizi e virtù, atteggiamenti e propensioni, una carrellata di difetti e tipi umani, riscontrabili negli altri ma anche in noi stessi.
La fiaba è una narrazione medio-breve e inverosimile di origine popolare dove predominano esseri soprannaturali e fantastici (fate, streghe, maghi,orchi, folletti..) isolati temporalmente e spazialmente, impegnati in avvenimenti meravigliosi e ricchi di magia. Mentre negli ultimi secoli la fiaba ha avuto sopratutto l'intento di intrattenere un pubblico di bambini, in passato coinvolgevano invece anche le donne che potevano così astrarsi mentalmente mentre svolgevano lavori automatici trovando magari una consolazione o una speranza in questi racconti che mettevano in luce miglioramenti di vita, un cambiamento che forse anche loro aspettavano o speravano per i figli, l'apoteosi di ogni personaggio, di ogni battaglia, di ogni storia: proprio loro erano i narratori principali e i maggiori depositari di storie di antiche generazioni. Ma come nasce la fiaba? Secondo Vladimir Propp i vari elementi della fiaba sono stati desunti da "riti sociali di iniziazione" durante i quali veniva festeggiato il passaggio dall'infanzia all'età adulta. In queste occasioni i fanciulli dovevano superare diverse prove mostrandosi maturi e capaci di affrontare le sfide della vita; il rito si concludeva con l'ingestione di sostanze stupefacenti che provocavano una morte temporanea dopo la quale ognuno veniva considerato ufficialmente parte della comunità adulta: secondo questa interpretazione questi riti, persi col tempo, sono stati trasposti nelle fiabe trasformando i fanciulli in eroi, le armi che venivano loro affidate in doni magici, gli stregoni che guidavano le prove in maghi, streghe e orchi. Sicuramente i più rinomati "autori di fiabe" sono i fratelli Grimm che hanno raccolto e rielaborato varie favole della tradizione popolare tedesca che ultimamente sono state "addolcite" per un pubblico di bambini che altrimenti sarebbe stato inadeguato a causa dell'eccessiva ambientazione oscura e tenebrosa e dettagli realistici cruenti: si ritiene che i Grimm abbiano comunque attuato un lavoro di labor limae per eliminare contenuti sessualmente espliciti ma nonostante questo non mancò certo il dibattito e la critica cui Jacob Grimm rispose:
"Le fiabe per bambini sono mai state concepite e inventate per bambini? Io non lo credo affatto e non sottoscrivo il principio generale che si debba creare qualcosa di specifico appositamente per loro. Ciò che fa parte delle cognizioni e dei precetti tradizionali da tutti condivisi viene accettato da grandi e piccoli, e quello che i bambini non afferrano e che scivola via dalla loro mente, lo capiranno in seguito quando saranno pronti ad apprenderlo."
La favola invece presenta un maggior carattere realistico allontanandosi in parte dall'ambiente fantastico e immaginario: i protagonisti infatti sono, nella maggior parte dei casi, animali parlanti o oggetti inanimati che si muovono in uno spazio tangibile rappresentanti difetti e pregi degli uomini ( ad esempio il leone rappresenta la forza, la volpe l'astuzia,il lupo l'ingordigia infida).
Inoltre, a differenza della fiabe, le favole hanno manifestamente intenti educativi e moralistici investendo sia la sfera privata che la sfera pubblica. In questo caso ricordiamo le famose favole di Esopo e Fredo, considerati i maggiori esponenti e capostipiti.
Passiamo adesso alla nostra sorpresa. . . Abbiamo deciso di mettere in palio una copia delle fiabe dei fratelli Grimm, il cui vincitore verrà scelto tramite un'estrazione random domenica 14! Per partecipare basta semplicemente rispondere alla seguente domanda accompagnandola con il link di un'immagine:
"Quale è la vostra fiaba/favola preferita? Perchè?"
Aspettiamo le vostre risposte e i vostri commenti all'articolo e . . . BUONA FORTUNA!








