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giovedì 21 giugno 2018

Recensione: Osservatore oscuro

Buongiorno cari lettori! Oggi torno con una nuova recensione a tema thriller, voglio infatti parlarvi di Osservatore oscuro di Barbara Baraldi, per Giunti. Si tratta del secondo volume della serie dedicata ad Aurora Scalviati, profiler della polizia, che abbiamo già conosciuto nel primo libro Aurora nel buio (qui la mia recensione) e che personalmente avevo molto apprezzato.


OSSERVATORE OSCURO
Giunti | 528 pp. | €19,00
"L'osservatore oscuro" è l'alter ego negativo che ci portiamo dentro, quello che ci dice che non ce la faremo, quello che alimenta le nostre paranoie, gli incubi peggiori... Per Aurora Scalviati, giovane profiler della polizia di Sparvara, i colleghi Bruno Colasanti, Tom Carelli e Silvia Sassi sono diventati la famiglia che non ha mai avuto. Ma tutto è destinato a cambiare con il ritrovamento, alla Certosa di Bologna, del cadavere di un uomo senza nome né documenti di riconoscimento. Gli unici indizi sono la bocca cucita, il corpo martoriato da un'antica, feroce tortura e un tatuaggio sul petto con il nome di Aurora, eseguito postmortem. Sospettata di essere coinvolta nell'omicidio e interrogata senza sosta, Aurora deve scontrarsi non solo con la diffidenza dei superiori, ma anche con quella dei suoi più stretti collaboratori. Persino il suo rapporto con Bruno viene messo a dura prova. Il poliziotto, avvilito per le complicazioni del suo rapporto con Aurora, si è fatto coinvolgere, sotto falso nome, in un giro di corse clandestine in cui bazzicano neonazisti e membri della malavita organizzata. Tom e Silvia, invece, sono troppo impegnati con i loro nuovi incarichi, l'uno presso la polizia postale e l'altra con l'accorpamento dei forestali con i carabinieri. Ognuno di loro, però, non sa di essere diventato il bersaglio di un serial killer che ha intenzione di uccidere uno per uno le persone più vicine ad Aurora. La sua rete di morte, gravata di minacciose simbologie nordiche che affondano nei più sanguinosi riti vichinghi, si stringe fino a raggiungere il collo di Isaak Stoner, il maestro di Aurora, il suo padre spirituale. Valraven è il nome in codice dell'assassino, il corvo sovrannaturale che per le antiche popolazioni scandinave divorava i corpi dei morti sul campo di battaglia. Solo una ragazza ferita e sofferente come Aurora Scalviati può raccogliere questa sfida. Lei e i fantasmi che la scortano e che, ancora una volta, si dimostreranno terribilmente reali...


Dopo quasi un anno dall’uscita di Aurora nel buio, finalmente possiamo tornare a leggere con Osservatore oscuro la storia della protagonista e giovane profiler della polizia Aurora Scalviati, da poco trasferita in Emilia per motivi disciplinari e dal passato turbolento.
Aurora è la classica protagonista che entra nel cuore del lettore, soprattutto per le sue insicurezze e i vari ostacoli che ha dovuto affrontare nella vita, tutto ciò la rende umana ai nostri occhi ed è impossibile non provare empatia.
In questo secondo capitolo le cose non saranno più semplici per la protagonista, anzi tutt’altro. viene ritrovato un cadavere in una posizione macabra e con un tatuaggio molto più significativo: sul petto dell’uomo sono tatuate due parole “Aurora Scalviati”. Perché una vittima dovrebbe avere il nome della profiler tatuato? È possibile che lei c’entri qualcosa?
Quando sembra che finalmente possa iniziare ad ambientarsi e lasciarsi il passato alle spalle, ecco che invece
In un turbinio di eventi, tra omicidi e indagini, per Aurora venirne fuori pulita non sarà semplice. Alla ricerca di un serial killer che sembra averla presa di mira, Aurora – messa di lato dai superiori – dovrà andare avanti da sola, farsi forza e contare sui pochi amici che le sono rimasti. Ritroveremo una Aurora come l’abbiamo conosciuta nel primo libro, caparbia e ostinata, ma allo stesso tempo sensibile e spaventata da un caso che sembra essere troppo grande per lei.

In Osservatore oscuro, oltre che Aurora, ritroviamo anche altri personaggi già incontrati nel primo libro, che in questo secondo capitolo avranno un impatto altrettanto importante nella storia. Alcuni di loro diventano bersagli, insieme alla protagonista, dello spietato serial killer deciso a farli fuori uno dopo l’altro. Nuovi dettagli e nuove scene ci permettono di conoscere più a fondo ognuno di loro, conoscere le loro vite private e le loro famiglie. Insieme ad Aurora entreremo nelle loro case e sarà impossibile non affezionarsi.
Una nuova storia adrenalinica quella raccontata da Barbara Baraldi, che ancora una volta rivela la sua abilità nello scrivere thriller. Con uno stile lineare ma avvincente riesce a catturare l’attenzione del lettore, che non può far altro che farsi coinvolgere dalle indagini alla ricerca dell’assassino. Ricerca che risulta difficile, complicata anche dai colpi di scena che spiazzano il lettore, facendo decadere le sue ipotesi.
Nonostante le più di 500 pagine, Osservatore oscuro scorre via molto velocemente, grazie al ritmo serrato e incalzante con cui Barbara Baraldi racconta la sua storia. Nella narrazione si alternano voci diverse, che permettono al lettore di avere una visione più ampia di tutta la situazione. Ho apprezzato tanto il cambio di punto di vista, per diverse ragioni tra cui, appunto, la possibilità di vedere il caso da un’altra prospettiva, oltre a quella di Aurora.

Osservatore oscuro è il perfetto finale che noi tutti aspettavamo. La conclusione di una storia, quella di Aurora Scalviati, che è riuscita a farsi amare da lettori, del genere e non, e che riconferma Barbara Baraldi tra le migliori autrici italiane di thriller!




mercoledì 21 giugno 2017

Recensione: Aurora nel buio

Buongiorno carissimi lettori, oggi non so quando riuscirò a collegarmi, ma ho programmato questa recensione perché ci tenevo a farvela leggere. In realtà ho impiegato un po' di tempo per scriverla perché ho voluto davvero farvi arrivare la bellezza di questo libro e spero di esserci riuscita.
Aurora nel buio è il nuovo thriller di Barbara Baraldi, autrice italiana molto conosciuta soprattutto per la serie Urban Fantasy Scarlett, oltre ai tanti altri libri, di vario genere, pubblicati.
Ringrazio la Giunti per avermi dato la possibilità di leggere il libro.

AURORA NEL BUIO
Giunti | 528 pp. | €16,90
Aurora Scalviati era la migliore, fino al giorno di quel conflitto a fuoco, quando un proiettile ha raggiunto la sua testa. Da allora, la più brava profiler della polizia italiana soffre di un disturbo bipolare che cerca di dominare attraverso i farmaci e le sedute clandestine di una terapia da molti considerata barbara: l'elettroshock.
Quando per motivi disciplinari Aurora viene trasferita in una tranquilla cittadina dell'Emilia, si trova di fronte a uno scenario diverso da come lo immaginava.
Proprio la notte del suo arrivo, una donna viene uccisa. Il marito è scomparso e l'assassino ha rapito la loro bambina, Aprile, di nove anni. Su una parete della casa, una scritta tracciata col sangue della vittima: ''Tu non farai alcun male''.
Aurora è certa che si tratti dell'opera di un killer che ha già ucciso in passato e che quella scritta sia un indizio che può condurre alla bimba, una specie di ultimatum... Ma nessuno la ascolta.
Presto Aurora capirà di dover agire al di fuori delle regole, perché solo fidandosi del proprio intuito potrà dissipare la coltre di nebbia che avvolge ogni cosa. Solo affrontando i demoni della propria mente potrà salvare la piccola Aprile ed evitare nuove morti...


Aurora nel buio è il classico thriller dalle tinte cupe e dallo stile adrenalico. Tutto di questo libro, dalla trama ai personaggi, mi ricorda i grandi thriller americani, quelli che hai voglia di leggere perché sei sicuro che ti trasmetteranno emozioni forti, come paura, adrenalina e tanta voglia di scoprire la verità.
Barbara Baraldi nel suo libro è riuscita a mettere tutto questo e molto di più, creando una storia forte e perfetta nei minimi dettagli. Ci sono tutti gli elementi per renderlo un piccolo capolavoro di genere.
Aurora Scalviati, la straordinaria protagonista di questo libro, è superstite di un conflitto a fuoco in cui sembra essere rimasta viva per miracolo, portando con sé per il resto della vita un frammento di proiettile nel cervello e la consapevolezza di aver causato la morte del collega. È passato del tempo da quel giorno e Aurora ancora non ha superato quella storia. Per motivi disciplinari è stata trasferita in Emilia, dove non succede mai nulla di strano e tutto sembra tranquillo. Ma proprio il giorno del suo arrivo quella zona viene turbata dal ritrovamento del cadavere di una donna e la scomparsa del figlio. L’assassino ha lasciato sulle pareti una scritta con il sangue: Tu non farai alcun male. Tutto sembra far pensare ad un conflitto familiare e si parte alla ricerca del marito della donna. Ma Aurora, a causa del suo passato, viene subito messa da parte nelle indagini, relegata ad un lavoro di ufficio.
Fin da subito infatti la protagonista viene giudicata per quell’errore che le è costato tanto e i suoi superiori non si fidano di lei, nonostante sembra l’unica che possa realmente scoprire la verità sull’omicidio e riportare a galla i fantasmi del passato della piccola cittadina.
Aurora incarna la figura del perfetto protagonista di thriller. Una donna forte e determinata, che fa del suo lavoro la sua vita e che sembra essere nata per scovare la verità, anche lì dove le cose sembrano tanto facili. Ho apprezzato parecchio Aurora, soprattutto perché sebbene sia circondata da figure maschili riesce ad emergere e a non farsi mettere i piedi in testa da nessuno. Nonostante il suo passato turbolento, sa trarre vantaggio dagli errori per andare avanti, lentamente, nella vita.  

Aurora nel buio insomma è un thriller tutto da scoprire e assaporare. La mole di pagine sfila via velocemente grazie alla suspense che tiene alto, continuamente, il ritmo della storia. Barbara Baraldi riesce ad incuriosire, con il suo stile diretto, e a far temere per il peggio. Tutto ciò rende il lettore incapace di interrompere la lettura.
Starei qui ancora e ancora a parlarvi di questo libro e a elogiarvi le sue qualità, ma spero di avervi fatto capire abbastanza con queste poche righe. Non vi resta che leggerlo per credere. 






giovedì 16 aprile 2015

La settimana dell'emergente: Intervista a Barbara Baraldi

Per oggi abbiamo riservato l'intervista a Barbara Baraldi che ci parla della sua esperienza e che fornisce dei consigli agli scrittori emergenti ^^ 



Quando e come hai iniziato a scrivere? Cosa rappresentava la scrittura per te? E oggi?
Ho cominciato a scrivere piuttosto tardi, anche se in realtà ho cominciato a raccontare storie molto prima, quando da adolescente mi capitava di fare da babysitter ai miei fratelli più piccoli e raccontavo loro storie che inventavo sul momento. Un giorno qualcuno mi ha detto: «Sei brava a raccontare storie, perché non le scrivi?». Così, mi sono procurata un computer portatile di seconda mano e ho cominciato a scrivere. Da allora non mi sono più fermata. Considera che sono sempre stata un’appassionata lettrice, e mi sono formata sui classici della letteratura gotica e romantica, quindi fin dall’inizio le mie influenze più forti sono quelle romanzi come "Il rosso e il nero" o "Madame Bovary" almeno quanto le poesie dei poeti maledetti o i racconti di Poe. Rispetto ai miei esordi, probabilmente oggi ho maggiore consapevolezza nell’usare lo “strumento” della scrittura.

Come è iniziato il tuo iter di pubblicazione? Quale è stato il tuo primo libro pubblicato?
Ho inviato il manoscritto del mio primo romanzo "La ragazza dalle ali di serpente" ad alcuni editori a cui secondo me poteva interessare. È un romanzo “di formazione”, con una forte componente erotica e un mistero di sottofondo che collega tra loro le tre protagoniste del libro. La prima a rispondere è stata una piccola casa editrice romagnola, che mi ha proposto un contratto di pubblicazione. Inizialmente ho scelto di uscire sotto pseudonimo, ma poi è arrivata la vittoria al Gran Giallo Città di Cattolica con il racconto Una storia da rubare, che è stato pubblicato nella collana Il Giallo Mondadori. Così, quando è arrivato il momento di pubblicare il mio secondo romanzo con la bolognese Perdisa, la fiaba nera "La collezionista di sogni infranti", ho dovuto abbandonare lo pseudonimo.

Ultimamente è uscita la tua trilogia per la Mondadori.. pensi ci siano differenze significative tra una grande casa editrice e una casa editrice emergente?
In Italia ci sono molte case editrici piccole che lavorano ai testi con serietà e professionalità. In Perdisa ho avuto la fortuna di lavorare con il compianto Luigi Bernardi, che era stato editor Einaudi e fondatore della collana Stile Libero Noir insieme a Carlo Lucarelli. La differenza sostanziale tra piccole e grandi case editrici credo risieda nella maggior distribuzione. Uscire con una grande casa come Mondadori permette senza dubbio una visibilità maggiore.

Uno scrittore punta di più a una casa editrice importante con maggiore visibilità? Come fare il "salto di qualità"?
Il salto di qualità… credo si giochi soprattutto sulla qualità del testo che si va a proporre. È indispensabile una certa dose di modestia, rileggere molto ciò che si è scritto e riscriverlo se necessario. Il primo critico del proprio romanzo deve essere l’autore stesso.

Consigli per nuove e affermate case editrici? E per gli scrittori emergenti?
Agli scrittori emergenti consiglio di partecipare ai concorsi letterari, quelli seri che consentono di essere letti dagli “addetti ai lavori”. Di non seguire le mode ma di seguire soprattutto la voce dei personaggi. Alle case editrici auguro coraggio e determinazione nel proporre materiale di qualità piuttosto che seguire il mercato. Perché sono fermamente convinta che il mercato… premia gli audaci.

Scarlett.
È recentemente stata raccolta l’intera saga di Scarlett in un unico volume intitolato «Scarlett – La trilogia» che contiene i primi due volumi e l’inedito «La terza luna». Si tratta di una saga young adult la cui protagonista, Scarlett, è una ragazza caparbia e sognatrice che finisce per innamorarsi del ragazzo “sbagliato”: Mikael, bassista della band più popolare del liceo che frequenta. Mikael è un mezzo demone, e finisce per coinvolgerla suo malgrado nella lotta millenaria con le forze demoniache che vorrebbero riprendere il controllo della Terra. Scarlett è una ragazza che si sente diversa da tutte le altre, ama rifugiarsi nella lettura e, come tutti noi, si trova a compiere delle scelte, a costo di sbagliare. L’ambientazione della saga è una Siena suggestiva, ricca di mistero. Ognuno dei romanzi della serie ha un forte richiamo verso le tradizioni locali e alla religione, a partire dalla figura di Mikael, ispirato all’arcangelo Michele, che con la sua spada fiammeggiante era posto a guardia delle gole da cui il male poteva risalire.


   

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