ANTOLOGIA "Narrami o Musa"

mercoledì 1 ottobre 2014

Narrami O Musa: vincitore quarta sessione!

Buongiorno carissimi lettori! L'università è ricominciata a pieno ritmo ma, essendo i corsi all'inizio, abbiamo ancora tanto tempo da dedicare ai libri e al blog! Oggi siamo lieti di annunciare il vincitore della quarta sessione del nostro laboratorio di scrittura "Narrami O Musa" per il quale questa volta avevamo proposto il tema della GUERRA! Ecco a voi un piccolo estratto del brano che si è aggiudicato il primo posto :P

ALBA



La scossa che seguì le gettò addosso uno dei cartoni. Vecchie foto, libri e altre cianfrusaglie la ricoprirono completamente dalla testa ai piedi. Alba trattenne a stento un grido. Agitò le braccia e si liberò degli oggetti come se il loro solo contatto gli provocasse dolore. Il suo respiro diventò sempre più pesante, aveva bisogno di aria pulita, di fuggire via dalla presenza del ragno. Alzò lo sguardo; dov'era? Si guardò intorno con ansia, schiacciandosi il pugno contro le labbra. Il capitano della nave giaceva poco distante, tramortito prima dalla caduta e infine schiacciato da un anonimo album di foto. Aveva 
le zampe raggomitolate sul busto e adesso che aveva smesso di muoversi, di incutere timore, quella piccola e indifesa creatura smosse qualcosa nel suo cuore. Improvvisamente si ritrovò a provare per lui della pena. Indossava un bianco tutù poiché, prima dell'arrivo della tempesta, Alba si stava preparando al saggio di danza classica. Un rumore di spari la riportò alla realtà. Era lei adesso il capitano della nave. "Barra a tribordo" sussurrò. Non sapeva cosa significasse quel comando, l'aveva solo sentito dire in uno di quei film che guardava sempre suo padre. Qualcun altro come lei urlò un comando in una lingua straniera ma era lontano, in strada. Sembrava molto arrabbiato. Alba scostò le cianfrusaglie e poggiò la schiena contro il muro, abbracciandosi le gambe e infilando la testa fra esse. Strinse forte sulle orecchie e i suoni esterni diventarono più cupi e distanti. Forse se riusciva a non sentirli più poteva cambiare le cose. "Sono più forti di noi" ricordò. Era stato suo fratello maggiore a dirlo. "Vinceranno loro" quindi era quello il prezzo della sconfitta? Una buia e polverosa cantina? Allora non biasimava per niente i vincitori. Una volta le era capitato di vincere un premio al campo estivo. Lei lo aveva condiviso con tutti gli altri. Non le era piaciuto lo sguardo di chi stava sotto il podio, tutto pieno zeppo d'invidia e odio. Concluse quindi che nemmeno vincere le piaceva. Dunque cosa bisognava fare? Forse semplicemente condividere sia la cantina buia che il podio con tutti. Provò a dormire ma ogni volta che socchiudeva le palpebre, un'esplosione lontana la faceva sobbalzare. Aveva paura, aveva tantissima paura. Allora cominciò a piangere ma in silenzio, come le aveva ordinato suo padre. Si sentiva debole, incapace di dominare i propri sentimenti. Piangeva anche per quel ragno, forse perfino i suoi genitori gli avevano detto di non uscire da lì e di attendere la fine delle scosse. [...] "Non uscire senza di noi" erano state le ultime raccomandazioni di suo padre. Eppure Alba non riusciva più a resistere. Afferrò la foto ingiallita di sua madre e si avvicinò alla porta. Ne lambì la maniglia di ferro con delicatezza, sollevandosi sulle punte, e tirò verso il basso. Il legno scricchiolò in modo sinistro, una fioca luce offuscata dalla polvere s'introdusse di traverso nello scantinato. Un fuoco bruciava poco più avanti tra le pareti distrutte e il mobilio irriconoscibile, alimentato dai dipinti del suo zio preferito. Restò a osservarlo per un attimo, la mano ancora serrata sulla maniglia. La sua casa era ormai solo un ricordo e l'unica parte ancora salva era la sua nave. Tutt'intorno regnava la desolazione, la distruzione. Alba calò l'ancora e decise di avanzare nonostante il cuore le battesse a mille. Avanzò tra vetri rotti, mattoni distrutti, fogli di carta che si libravano nell'aria, caricatori vuoti e travi spezzate. Quello dove si trovava ora doveva essere il giardino. Le piante che sua madre adorava erano diventate nere come il carbone. Un pezzo di altalena era finito sull'asfalto e giaceva a pochi metri dal corpo di un uomo. La ragazzina si avvicinò a esso e lo guardò con un misto di confusa paura e insana quiete. Non respirava né si muoveva. Allora sollevò la foto di sua madre e coprì alla vista il volto distorto del cadavere, sostituendolo con quello sorridente di lei. Camminò ancora. Ogni volta che incontrava una persona morta, copriva il suo volto con l'immagine della madre. La tempesta era stata davvero forte, pensò. Tutti quei marinai annegati, tutte quelle navi distrutte. Dei corvi gracchiarono lontano, delle pareti pericolanti crollarono sollevando nubi di polvere. Alba spostava la foto di sua madre sul volto di ognuno e lo fece per un tempo indefinito, quasi come si trattasse di un gioco. Raggiunse persino il centro della città e fu in quel luogo che la fantasia non riuscì più a oscurare la cruda realtà. Accadde che quando spostò la foto dal volto di un corpo, questo non cambiò. Era identico a quello di sua madre, aveva persino lo stesso colore dei capelli e lo stesso sorriso. "Sono più forti di noi, vinceranno loro" Alba sollevò più e più volte la foto nella speranza di vedere quel volto mutare in un'altra persona. Ricordò della guerra, ricordò quello che le persone più forti di lei le facevano a scuola. Ricordò il colore del sangue, il tocco della disperazione. Allora capì. Non la ragione della guerra, quella non importava. Capì che le persone dovevano essere deboli come lei, indifese, prive del desiderio della vittoria. Dovevano avere paura, abbandonare il coraggio, essere dei bambini. Nessun debole vuole prevalere, nessun debole desidera vincere. Il fine non giustifica un bel niente, decise Alba, perché il risultato cambia in base al mezzo che si usa per raggiungerlo. Alba si voltò dal lato opposto e camminò a ritroso, operando nel medesimo modo. Questa volta però ogni faccia, contagiata forse dalla foto, le sorrideva. Sollevava la foto su di essa e quando la riabbassava, da disperato il loro volto s'increspava in un confortante sorriso. Raggiunto il ripostiglio, la bambina si chiuse la porta di legno dietro le spalle e riordinò il cartone caduto. Una volta completato il lavoro, lo ripose sugli altri e tirò un sospiro di sollievo. Si riaccomodò con le spalle sul muro, carezzò l'immagine di sua madre e tirò l'ancora. Adesso che la tempesta era passata poteva riprendere il suo lungo viaggio. Infine si addormentò. Probabilmente per sempre.


Antonio Polosa

giovedì 25 settembre 2014

Una lettera per ogni scrittore

Buongiorno carissimi lettori! Stanotte ho avuto l'illuminazione per questo post *_*
Si tratta di associare a ogni lettera dell'alfabeto il nome/cognome di uno scrittore e il relativo libro che ho letto! Volete provarci anche voi? Ahimè qualche lettera è rimasta mancante ma la maggior parte dell'alfabeto è stato completato! Provateci anche voi :P

Allende Isabel: La Casa degli spiriti
Bradbury: Fahrenheit 451
Calvino Italo: Le città invisibili
Diane Setterfield: La tredicesima storia
Edwards Kim:Figlia del silenzio
Falcones: La cattedrale del mare
George Orwell: 1984
Hosseini: Mille splendidi soli
Irene Nemirovsky: Il ballo
J. k. Rowling: Harry Potter
Ken Follett: Pilastri della terra
Licia Troisi: Cronache del mondo emerso
Margaret Mazzantini: Venuto al mondo
Niccolò Ammaniti: Come Dio comanda
Omero: Odissea
Patrick McGrath: Follia
Roth: Divergent
Saramago Jose: Cecità
Waters Sarah: L'ospite
Zafòn: Marina


mercoledì 24 settembre 2014

Libri a spasso nelle sale cinematografiche

Buon pomeriggio! Come procedono le vostre letture?
Vogliamo parlare di alcuni libri che, nel 2014, hanno trovato posto anche nelle sale cinematografiche. Devo ammettere che non ho visto molti di questi film e non ho letto i corrispettivi libri ma confesso di essere un po' scettico su alcuni.. mentre è alto il mio entusiasmo per altri! 



The giver – Jonas ha dodici anni e vive in un mondo perfetto. Nella sua Comunità non esistono più guerre, differenze sociali o sofferenze. Tutto quello che può causare dolore o disturbo è stato abolito, compresi gli impulsi sessuali, le stagioni e i colori. Le regole da rispettare sono ferree ma tutti i membri della Comunità si adeguano al modello di controllo governativo che non lascia spazio a scelte o profondità emotive, ma neppure a incertezze o rischi. Ogni unità familiare è formata da un uomo e una donna a cui vengono assegnati un figlio maschio e una femmina. Ogni membro della Comunità svolge la professione che gli viene affidata dal Consiglio degli Anziani nella Cerimonia annuale di dicembre. E per Jonas quel momento sta arrivando...




Divergent – Dopo la firma della Grande Pace, Chicago è suddivisa in cinque fazioni consacrate ognuna a un valore: la sapienza per gli Eruditi, il coraggio per gli Intrepidi, l'amicizia per i Pacifici, l'altruismo per gli Abneganti e l'onestà per i Candidi. Beatrice deve scegliere a quale unirsi, con il rischio di rinunciare alla propria famiglia. Prendere una decisione non è facile e il test che dovrebbe indirizzarla verso l'unica strada a lei adatta, escludendo tutte le altre, si rivela inconcludente: in lei non c'è un solo tratto dominante ma addirittura tre! Beatrice è una Divergente, e il suo segreto - se reso pubblico - le costerebbe la vita. Non sopportando più le rigide regole degli Abneganti, la ragazza sceglie gli Intrepidi: l'addestramento però si rivela duro e violento, e i posti disponibili per entrare davvero a far parte della nuova fazione bastano solo per la metà dei candidati. Come se non bastasse, Quattro, il suo tenebroso e protettivo istruttore, inizia ad avere dei sospetti sulla sua Divergenza

Maze runner. Il labirinto – Quando Thomas si risveglia, le porte dell'ascensore in cui si trova si aprono su un mondo che non conosce. Non ricorda come ci sia arrivato, né alcun particolare del suo passato, a eccezione del proprio nome di battesimo. Con lui ci sono altri ragazzi, tutti nelle sue stesse condizioni, che gli danno il benvenuto nella Radura, un ampio spazio limitato da invalicabili mura di pietra, che non lasciano filtrare neanche la luce del sole. L'unica certezza dei ragazzi è che ogni mattina le porte di pietra del gigantesco Labirinto che li circonda vengono aperte, per poi richiudersi di notte. Ben presto il gruppo elabora l'organizzazione di una società disciplinata dai Custodi, nella quale si svolgono riunioni dei Consigli e vigono rigorose regole per mantenere l'ordine. Ogni trenta giorni qualcuno si aggiunge a loro dopo essersi risvegliato nell'ascensore. Il mistero si infittisce quando - senza che nessuno se lo aspettasse - arriva una ragazza. È la prima donna a fare la propria comparsa in quel mondo, ed è il messaggio che porta con sé a stupire, più della sua stessa presenza. Un messaggio che non lascia alternative. Ma in assenza di qualsiasi altra via di fuga, il Labirinto sembra essere l'unica speranza del gruppo... o forse potrebbe rivelarsi una trappola da cui è impossibile uscire.

Colpa delle stelle – Hazel ha sedici anni, ma ha già alle spalle un vero miracolo: grazie a un farmaco sperimentale, la malattia che anni prima le hanno diagnosticato è ora in regressione. Ha però anche imparato che i miracoli si pagano: mentre lei rimbalzava tra corse in ospedale e lunghe degenze, il mondo correva veloce, lasciandola indietro, sola e fuori sincrono rispetto alle sue coetanee, con una vita in frantumi in cui i pezzi non si incastrano più. Un giorno però il destino le fa incontrare Augustus, affascinante compagno di sventure che la travolge con la sua fame di vita, di passioni, di risate, e le dimostra che il mondo non si è fermato, insieme possono riacciuffarlo. Ma come un peccato originale, come una colpa scritta nelle stelle avverse sotto cui Hazel e Augustus sono nati, il tempo che hanno a disposizione è un miracolo, e in quanto tale andrà pagato.

Il canto della rivolta. Parte I – Contro ogni previsione, Katniss Everdeen è sopravvissuta all'Arena degli Hunger Games. Due volte. Ora vive in una bella casa, nel Distretto 12, con sua madre e la sorella Prim. E sta per sposarsi. Sarà una cerimonia bellissima, e Katniss indosserà un abito meraviglioso. Sembra un sogno... Invece è un incubo. Katniss è in pericolo. E con lei tutti coloro a cui vuole bene. Tutti coloro che le sono vicini. Tutti gli abitanti del Distretto. Perché la sua ultima vittoria ha offeso le alte sfere, a Capitol City. E il presidente Snow ha giurato vendetta. Comincia la guerra. Quella vera. Al cui confronto l'Arena sembrerà una passeggiata.



Lo Hobbit. Racconto di un ritorno – Pubblicato per la prima volta nel 1937, Lo Hobbit è per i lettori di tutto il mondo il primo capitolo del Signore degli Anelli, uno dei massimi cicli narrativi del XX secolo. Protagonisti della vicenda sono, per l'appunto, gli hobbit, piccoli esseri "dolci come il miele e resistenti come le radici di alberi secolari", che vivono con semplicità e saggezza in un idillico scenario di campagna: la Contea. La placida esistenza degli hobbit viene turbata quando il mago Gandalf e tredici nani si presentano alla porta dell'ignaro Bilbo Baggins e lo trascinano in una pericolosa avventura. Lo scopo è la riconquista di un leggendario tesoro, custodito da Smaug, un grande e temibile drago. Bilbo, riluttante, si imbarca nell'impresa, inconsapevole che lungo il cammino s'imbatterà in una strana creatura di nome Gollum.

Storia di una ladra di libri-È il 1939 nella Germania nazista. Tutto il Paese è col fiato sospeso. La Morte non ha mai avuto tanto da fare, ed è solo l'inizio. Il giorno del funerale del suo fratellino, Liesel Meminger raccoglie un oggetto seminascosto nella neve, qualcosa di sconosciuto e confortante al tempo stesso, un libriccino abbandonato lì, forse, o dimenticato dai custodi del minuscolo cimitero. Liesel non ci pensa due volte, le pare un segno, la prova tangibile di un ricordo per il futuro: lo ruba e lo porta con sé. Così comincia la storia di una piccola ladra, la storia d'amore di Liesel con i libri e con le parole, che per lei diventano un talismano contro l'orrore che la circonda. Grazie al padre adottivo impara a leggere e ben presto si fa più esperta e temeraria: prima strappa i libri ai roghi nazisti perché "ai tedeschi piaceva bruciare cose. Negozi, sinagoghe, case e libri", poi li sottrae dalla biblioteca della moglie del sindaco, e interviene tutte le volte che ce n'è uno in pericolo. Lei li salva, come farebbe con qualsiasi creatura. Ma i tempi si fanno sempre più difficili. Quando la famiglia putativa di Liesel nasconde un ebreo in cantina, il mondo della ragazzina all'improvviso diventa più piccolo. E, al contempo, più vasto. Raccontato dalla Morte - curiosa, amabile, partecipe, chiacchierona - "Storia di una ladra di libri" è un romanzo sul potere delle parole e sulla capacità dei libri di nutrire lo spirito.


Voi quali di questi libri avete letto? Quali film avete visto? Siamo curiosi di sapere i vostri suggerimenti e le vostre critiche! 


A caccia di miti #2

Buongiorno carissimi lettori! Nonostante sia ormai in procinto di partire (domani torno nella mia amata Roma) non vi abbandono di certo.. e anche se sentiamo la mancanza della nostra Christy (che presto tornerà tra noi), come si dice.. the show must go on! u.u
Oggi vi presento un nuovo mito che sicuramente conoscerete!


"Il mito è dunque un ingrediente vitale della civiltà umana; 
non favola inutile, ma forza attiva costruita nel tempo" (Bronislaw Malinowski)


ORFEO E EURIDICE

Orfeo, il più famoso poeta e musicista che la storia abbia mai avuto, che non aveva eguali tra uomini e dei era figlio di Eagro, re della Tracia e della musa Calliope (o secondo altri di Apollo e di Calliope). 
Il Dio Apollo un giorno gli donò una lira e le muse gli insegnarono ad usarla e acquistò una tale padronanza dello strumento che aggiunse anche altre due corde portando a nove il loro numero per avere una melodia più soave.Ogni creature amava Orfeo ed era incantata dalla sua musica e dalla sua poesia ma Orfeo aveva occhi solo per una donna: Euridice, figlia di Nereo e di Doride che divenne sua sposa. Il destino però non aveva previsto per loro un amore duraturo infatti un giorno la bellezza di Euridice fece ardere il cuore di Aristeo che si innamorò di lei e cercò di sedurla. La fanciulla per sfuggire alle sue insistenze si mise a correre ma ebbe la sfortuna di calpestare un serpente nascosto nell'erba che la morsicò, provocandone la morte istantanea.Orfeo, impazzito dal dolore e non riuscendo a concepire la propria vita senza la sua sposa decise di scendere nell'Ade per cercare di strapparla dal regno dei morti. Convinse con la sua musica Caronte a traghettarlo sull'altra riva dello Stige; il cane Cerbero ed i giudici dei morti a farlo passare e nonostante fosse circondato da anime dannate che tentavano in tutti i modi di ghermirlo, riuscì a giungere alla presenza di Ade e Persefone. Una volta giunto al loro cospetto, Orfeo iniziò a suonare e a cantare la sua disperazione e solitudine e le sue melodie erano così piene di dolore e di disperazione che gli stessi signori degli inferi si commossero; le Erinni piansero; la ruota di Issione si fermò ed i perfidi avvoltoi che divoravano il fegato di Tizio non ebbero il coraggio di continuare nel loro macabro compito. Anche Tantalo dimenticò la sua sete e per la prima volta nell'oltretomba si conobbe la pietà. Fu così che fu concesso ad Orfeo di ricondurre Euridice nel regno dei vivi a condizione che durante il viaggio verso la terra la precedesse e non si voltasse a guardarla fino a quando non fossero giunti alla luce del sole.Orfeo, presa così per mano la sua sposa iniziò il suo cammino verso la luce.Durante il viaggio, un sospetto cominciò a farsi strada nella sua mente pensando di condurre per mano un'ombra e non Euridice. Dimenticando così la promessa fatta si voltò a guardarla ma nello stesso istante in cui i suoi occhi si posarono sul suo volto Euridice svanì, ed Orfeo assistette impotente alla sua morte per la seconda volta.Invano Orfeo per sette giorni cercò di convincere Caronte a condurlo nuovamente alla presenza del signore degli inferi ma questi per tutta risposta lo ricacciò alla luce della vita. Si rifugiò allora Orfeo sul monte Rodope, in Tracia trascorrendo il tempo in solitudine e nella disperazione. Rifiutava le donne e riceveva solo ragazzi e adolescenti maschi che istruiva all'astinenza e sull'origine del mondo e degli dei.


"Ed Ella, morendo per la seconda volta, non si lamentò; e di che cosa avrebbe infatti dovuto lagnarsi se non d'essere troppo amata? Porse al marito l'estremo addio, che Orfeo a stento riuscì ad afferrare, e ripiombò di nuovo nel luogo donde s'era mossa"




CONOSCEVATE QUESTO MITO? CHE NE PENSATE? ASPETTIAMO I VOSTRI COMMENTI!

martedì 23 settembre 2014

Il mondo dei fumetti

Buon pomeriggio carissimi lettori! Che siano considerati appartenenti al mondo letterario o meno, tutti siamo cresciuti leggendo, chi più chi meno, dei fumetti.. perché non saperne qualcosa in più?


Il fumetto è un modo di rappresentare, attraverso due diverse forme di comunicazione (la parola scritta e il disegno), storie vere o inventate: è un nuovo linguaggio che trasmette idee, informazioni, messaggi. Il termine "fumetto" è un neologismo che deriva dal termine "fumo" perché le nuvolette, entro cui sono inscritte le parole, somigliano a boccate di fumo di sigaretta.
Come nasce un fumetto? Quali sono i vari passaggi?
Una storia a fumetti nasce dalla fantasia di un soggettista, a cui è adibito il compito di scrivere le storie di un personaggio inventato, storico o leggendario; una volta trascritta, la storia viene sceneggiata, cioè divisa in tante scene con i rispettivi dialoghi, battute, parole onomatopeiche. La sceneggiatura, una volta ricevuto il consenso per la pubblicazione dalla casa editrice, viene quindi consegnata prima al disegnatore che prepara gli schizzi a matita e successivamente al letterista cioè a colui che scrive le parole nel fumetto (interessante sottolineare a questo proposito che cosa sia il lettering: è una operazione di scrittura materiale del testo nelle vignette, nelle nuvolette o nelle didascalie, è la scelta del carattere grafico più adatto. Per dare maggiore o minore risalto a certe parole si possono variare le dimensioni o lo spessore delle lettere, oppure le scritte possono essere più o meno calcate. Il carattere usato è comunque sempre lo stampato maiuscolo) Il materiale torna quindi al disegnatore che ripassa le scene con inchiostro di china ed eventualmente le colora. Il fumetto è pronto per la stampa e la divulgazione. Ogni fumetto è quindi costituito da diverse vignette nelle quali figurano generalmente il paesaggio, i personaggi, le parole e le didascalie. Il fumetto ha una sola regola di lettura: di solito le vignette si leggono da sinistra verso destra, come la scrittura occidentale.

Il contorno di una vignetta viene indicato col termine di "cornice". La cornice tradizionale prevede un segno continuo e lineare; quando l'autore però vuol far capire che la scena rappresentata è un ricordo o un sogno allora il contorno utilizzato è ondulato o tratteggiato. A volte una vignetta può non avere cornice. Immaginiamo ogni vignetta come una fotografia: nel suo spazio, i personaggi e gli oggetti si possono presentare più o meno vicini all'obiettivo della macchina fotografica: si possono così conoscere, a seconda della distanza dall'obbiettivo, diversi piani:
  • Dettaglio: viene raffigurato un particolare del volto o del corpo del personaggio o un oggetto di piccole dimensioni da fare però risaltare perché importante nella storia
  • Primissimo piano: viene inquadrato il volto di un personaggio che copre interamente la vignetta. Questo tipo di inquadratura viene generalmente usato per fare risaltare i sentimenti del personaggio esprimendo, senza bisogno di parole, stati d'animo e pensieri.
  • Primo piano: Le figure sono tagliate all'altezza del petto.. viene usato sia con la funzione del primissimo piano, sia per evidenziare particolari battute di dialogo.
  • Piano medio: la figura viene tagliata a mezzo busto. È molto usato nei dialoghi e nei contrasti verbali.
  • Piano americano: la figura viene tagliata all'altezza delle ginocchia. Questa inquadratura è molto usata quando si vogliono mettere in evidenza i movimenti degli arti superiori
  • Figura intera: la figura umana riempe l'intera vignetta o in senso orizzontale o in senso verticale
  • Campo totale: la figura del personaggio è inserita chiaramente nell'ambiente che lo circonda
  • Campo lungo: la figura umana non è più al centro della scena, l'interesse è puntato sull'insieme della scena stessa.
  • Campo lunghissimo: ha le stesse caratteristiche del campo lungo con un uso maggiore del panorama.


La nuvoletta o balloon contiene le parole.
  • Contorno unito: la coda della nuvoletta è rivolta verso un personaggio che pronuncia le parole con un tono di voce normale o alterato leggermente
  • Contorno tratteggiato: le parole sono sussurrate a voce più bassa del normale
  • Contorno a spigoli acuti: può indicare la voce proveniente da un mezzo meccanico ( come radio, tv, telefono) oppure la voce molto alterata di un personaggio
  • Contorno ondulato: indica un sogno o una fantasticheria. Se la coda è composta da bollicine indica un pensiero, una riflessione.

Nei balloon troviamo anche lettere dell'alfabeto con funzione di suoni e rumori che indicano sentimenti (Sigh:singhiozzo.. Sob:rimpianto) o il verso di un animale; punti esclamativi, interrogativi variamente disposti per indicare meraviglia, stupore, dubbio; metafore visualizzate come la lampadina che si illumina (per indicare un'idea); il contenuto di una situazione psicologica
(un cuoricino per indicare che il personaggio è innamorato).
Oltre a quelle contenute nelle nuvolette, vi sono altre parti di testo scritto nei fumetti: sono le didascalie, cioè le spiegazioni inserite nella parte alta o in quella bassa della vignetta o i colonnini cioè i blocchi di testo posti al lato della vignetta. Le didascalie e i colonnini possono indicare un cambiamento di tempo o di spazio dell'azione.


Il primo fumetto: Yellow Kid
Il 17 luglio 1895 sulle pagine dell'edizione domenicale del giornale statunitense New York World, il disegnatore Richard Felton Outcault presentava una pagina a colori dove era raffigurato un vicolo zeppo di personaggi curiosi tra i quali un ragazzo calvo, Yellow Kid, ritratto a piedi scalzi e con un lungo camicione: la novità era che il personaggio si esprimeva a fumetti oppure le frasi erano scritte sul suo abito.

Cosa ne pensate? 
Quali fumetti avete letto?

La libreria infinita

Salve carissimi lettori! Oggi abbiamo deciso di pubblicare un post un po' particolare: si tratta di un elenco di tutti i libri che sostano da tempo tra gli scaffali della mia libreria e che aspettano ancora di essere letti. Due sono principalmente i motivi di questo post: confrontarlo il prossimo anno con un post simile per vedere quanto si sia accorciata la lista... e avere dei suggerimenti da parte vostra riguardo ai titoli che leggerete! Bene, non ci resta altro che presentarvi i libri che reclamano a gran voce di essere ancora letti piuttosto che fungere da arredamento u.u

-Il mistero del mare (Bram Stoker)
-Le cronache di Narnia (C.S.Lewis)
-Hunger Games III (Suzanne Collins)
-Il marchio del diavolo (Glenn Cooper)
-Insurgent (Roth)
-Hope (Cailin Og)
-L'inverno del mondo (Ken Follett)
-La mano di Fatima (Falcones)
-Il lupo della steppa (Hermann Hesse)
-La morte nell'anima (Sartre)
-Cent'anni di solitudine (G.G.Marquez)
-L'amore ai tempi del colera (G.G.Marquez)
-Dieci piccoli indiani (Agatha Christie)
-Alice nel paese delle meraviglie (Lewis Carroll)
-Questa notte mi ha aperto gli occhi (J.Coe)
-La figlia della fortuna (Isabel Allende)
-Il gattopardo (Tomasi di Lampedusa)
-Frankenstein (Mary Shelley)
-Dracula (Stoker)
-La crociera (Virginia Woolf)
-Racconti (Virginia Woolf)
-La stanza di Jacob (Virginia Woolf)
-Al faro (Virginia Woolf)
-L'urlo e il furore (Faulkner)
-I nostri antenati (Italo Calvino)
-L'eleganza del riccio (Barbery)
-Il ritratto di Dorian Gray (Wilde)
-Solar (McEwan)

Avete letto qualcuno di questi libri? Cosa ne pensate?
E la vostra lista che titoli contiene? 

lunedì 22 settembre 2014

Recensione: "Hybrid" di Kat Zhang

Buongiorno carissimi lettori! Mi dispiace se la scorsa settimana siamo stati assenti ma la connessione mi ha abbandonato e Christy ha dovuto sbrigare diverse faccende per l'imminente partenza! Oggi vi propongo la recensione di un libro, vinto un anno fa con un giveaway, che ho terminato lo scorso fine settimana!

HYBRID

AUTORE: Kat Zhang
EDITORE: Giunti Y  
PAGINE: 411
PREZZO: 14,50



In un futuro distopico, ogni persona nasce con due diverse personalità, due anime. Con il passare del tempo, in modo naturale, l'anima dominante prende il sopravvento e quella recessiva viene dimenticata, scompare come un amico immaginario che ci ha tenuto compagnia solo nell'infanzia. Il sopravvivere delle due anime dopo la pubertà è illegale e visto dalla società come un'aberrazione da correggere. Ma in Addie, nonostante i suoi sedici anni, è ancora presente Eva, la sua seconda anima ancora attiva. È proprio Eva la voce narrante che ci fa vivere le emozioni dal suo punto di vista. Rannicchiata nella mente di Addie, Eva interagisce con l'altra parte di sé: come due vere sorelle si amano, si proteggono, ma possono diventare anche gelose l'una dell'altra. Nonostante tutti i tentativi per difendere e nascondere l'esistenza della debole Eva, il segreto di Addie viene scoperto e le due vengono rinchiuse in un agghiacciante centro per ibridi non resettati. L'unico modo per sopravvivere entrambe è una fuga impossibile.


In ognuno di noi coesistono diverse personalità che cercano di trovare un compromesso, un'armonia per stabilizzare e affermare l'identità di un individuo nella sua complessità, non siamo tele monocromatiche ma quadri adornati da diverse tonalità, diverse pennellate, diversi schizzi. Dalla molteplicità dell'essere si diparte l'idea di questo romanzo che, nonostante all'inizio sembri essere malfermo e procedere a rilento, si impone agli occhi del lettore come una nuova, originale, avvincente avventura nei meandri di un mondo distopico. Ogni corpo presenta al suo interno, sin dalla nascita, due diverse anime, una dominante e una recessiva, che si ritrovano a condividere lo stesso spazio, forse ristretto, forse soffocante e carente di libertà, ma in cui le due diverse anime si intrecciano, imparano a conoscersi e a coesistere, imparano a essere supporto l'una per l'altra, a accettarsi, a amarsi. Ma ben presto deve giungere l'era della stabilizzazione: all'età di circa dieci anni l'anima dominante deve prendere il sopravvento mentre l'anima recessiva sprofonda in un sonno pieno di sogni ma lontano dalla realtà. Idea alquanto originale che richiama non solo teorie filosofiche ma che mette in evidenza anche l'effettiva natura dell'uomo: mutevole, cangiante, molteplice, varia, illimitata. 
Che sia un invito a accettare se stessi nella propria complessità, a fare riunire piuttosto che cozzare le diverse spinte dinamiche che riguardano il nostro io?
Essendo un romanzo chiaramente distopico, sono riscontrabili diversi elementi tipici di questo genere letterario tra cui la rivoluzione, la guerra tra un regime autoritario e ingannevole e i cosiddetti"ibridi", coloro che non sono riusciti a stabilizzarsi, che hanno scoperto il nascondiglio della verità, l'hanno appresa e adesso sentono il bisogno di diffonderla. È un libro che parla di lotta contro il dispotismo, contro la menzogna, contro regole stabilite e comunemente accettate dietro cui si nascondono delle menti volte al potere e al controllo totale.. Quale è il confine tra verità e realtà? Ma quello che emerge principalmente è la lotta per la difesa di se stessi, della propria identità e questo emerge chiaramente quando leggiamo le emozioni che l'anima recessiva prova man mano che ricomincia ad acquistare controllo del corpo e di se stessa. Non spetta forse anche a lei vivere?

La protagonista è Addie... o forse dovrei dire che le due protagoniste sono Addie e Eva, le due anime che coesistono nello stesso corpo e che sin dai primi passi hanno mostrato difficoltà nel processo di stabilizzazione: nonostante i continui controlli, esami, cure, consulenze, non hanno mai raggiunto la "guarigione" e sono state costrette a vivere con il loro segreto per anni mentendo persino di fronte ai genitori. Addie e Eva sono due facce della stessa medaglia: ognuna ha la propria personalità, i propri pensieri, le proprie emozioni che mai rimangono isolate ma che spesso si mescolano, si confondono, si intrecciano rendendo complementari le loro due menti. All'inizio proprio a causa della "doppia" protagonista credevo che il caos narrativo sarebbe stato presente nella mia mente a causa dei dialoghi tra le due anime, nonché della presentazione dei pensieri di entrambe.. ma la scrittrice, giovane e creativa, è riuscita a far procedere linearmente la storia. Insieme ai co-protagonisti (che sono principalmnete Hally/Lissa e Devon/Ryan) Addie/Eva si ritroveranno a dover affrontare la realtà e a dover toccare con mano un tragico destino: verranno infatti rinchiuse in una clinica che ha l'obiettivo, attraverso esami e cure accurate che si scopriranno essere depositarie di un segreto nazionale, di permettere la guarigione degli ibridi ovvero estirpazione totale e senza ritorno dell'anima recessiva. Tra i corridoi e i pavimenti bianchi inondati di luce, lo sguardo austero delle infermiere, il sorriso bonario ma falso dei medici, si sente il senso opprimente e claustrofobico dell'ambiente clinico che segue, controlla, incarcera il corpo e le menti schiacciate dalla paura e dall'incertezza. Ma ben presto si scopre come anche il sistema migliore abbia le sue falle, come un briciolo di umanità sia sempre presente. Ce la faranno i nostri protagonisti a sfuggire? E che cosa riserva il futuro per gli ibridi? Non vedo l'ora di leggere il seguito di questo romanzo che, nonostante abbia diversi prevedibili risvolti, rimane aperto su diversi orizzonti.


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