Visualizzazione post con etichetta Aimee Molloy. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Aimee Molloy. Mostra tutti i post

mercoledì 19 settembre 2018

Review Party: La madre perfetta di Aimee Molloy

Buongiorno lettori, qualche giorno fa ho pubblicato la tappa del blogtour dedicato a La madre perfetta, il nuovo thriller edito Giunti e scritto da Aimee Molloy. Oggi ritorno per parlarvi di questo libro e di ciò che non mi è piaciuto durante la lettura. 
La mia è la voce fuori dal coro, come ho notato dalle altre ragazze che hanno partecipato al blogtour, quindi vi invito a leggere le diverse recensioni per avere un'idea chiara sul libro e diversi punti di vista. 



LA MADRE PERFETTA
Giunti | 352 pp. | €19,00
Si chiamano "Le madri di maggio", perché hanno tutte avuto un figlio nello stesso mese. Due volte alla settimana si incontrano in un parco a Brooklyn per scambiarsi consigli e confidenze, con carrozzine e biberon al seguito. Finché, una sera, decidono di lasciare a casa i bambini per passare finalmente qualche ora tra amiche e staccare dalla sfiancante routine di neo-mamme. È il 4 luglio, fa un caldo infernale, il locale è affollato e scorrono fiumi di alcol. Ma qualcosa va terribilmente storto. Bellissima, sensuale, misteriosa, Winnie è una madre single che per la prima volta si è lasciata convincere ad affidare il piccolo Midas a una babysitter consigliata da Nell, manager in carriera. Quando però la donna chiama piangendo, Nell si sente subito risucchiata in un incubo: il bambino è scomparso dalla culla, qualcuno si è introdotto in casa e l'ha rapito. E nel frattempo di Winnie si è persa ogni traccia: si è forse allontanata con quel bel ragazzo che le stava offrendo da bere? O c'è dell'altro dietro il suo strano comportamento? Inizia una corsa contro il tempo per ritrovare il piccolo Midas: 13 giorni in cui tutto viene messo in dubbio, in cui le vite delle "madri di maggio" vengono letteralmente sezionate e nessuno è escluso dal sospetto. Perché ogni madre ha i suoi segreti, ogni coppia le sue bugie, ogni amicizia la sua dose di invidia. E ogni donna il suo lato oscuro.


Quando ho letto per la prima volta la trama de La madre perfetta ne sono rimasta colpita, ero entusiasta all’idea di poterlo leggere in anteprima e ancora più curiosa di scoprire quali segreti si celassero dietro questo gruppo di neomamme protagoniste della storia.
Una volta finita la lettura però mi sono resa conto di quanto mi sia fatta ingannare da una trama ben studiata ma che poi si è rivelata essere forse il solo punto forte del libro. Infatti, La madre perfetta non ha nulla di eccezionale, mi è stato presentato come thriller ma poi del genere ha davvero poco. Per chi come me ama il genere, ritrovarsi a leggere una storiella così poco articolata e piatta è una versa delusione.

Le “May mothers” sono un gruppo di mamme alle prese dapprima con la gravidanza e poi, dopo il fatidico mese di maggio, con i loro minuscoli pargoli. Sono un gruppo di donne, di età diversa, che si vedono puntualmente per parlare insieme dei progressi dei loro figli e sempre alla ricerca di consigli per come crescere al meglio la loro prole, rigorosamente con allattamento al seno e altre pratiche che le renderanno delle vere madri amorevoli. Quando però una sera le May mothers decidono di ritagliarsi una serata tutta per loro, lontane dalle preoccupazioni e con la speranza di far riprendere la povera Winnie, madre single e depressa, l’inimmaginabile accade. Il piccolo Midas, figlio proprio di quest’ultima, viene rapito mentre è a casa accudito dalla nuova babysitter.
Inizia così un calvario straziante che porterà Winnie, ma ancora maggiormente le mamme più accanite Francie, Colette e Nell, nello sconforto più totale e nell’incubo di non ritrovare mai più Midas.

Ma andiamo con ordine, cercherò di spiegarvi al meglio quello che non mi è piaciuto di questo libro.
La madre perfetta inizia raccontando di questo gruppo di mamme che ci vengono presentate alla rinfusa, come un’accozzaglia di nomi messi insieme che hanno messo a dura prova la mia memoria, a questi aggiungiamoci poi anche i nomi dei pargoli ed ecco che ogni volta mi ritrovavo smarrita perché non capivo di chi si stesse parlando. Solo dopo il rapimento sembra che la storia si focalizzi principalmente sulle 4 protagoniste e finalmente, solo allora, ho iniziato ad associare i nomi ai vari personaggi (per i bambini ho perso le speranze). Tutt’ora però mi rimangono dubbi su chi faccia cosa, pazienza.
Parlando della storia come dicevo l’ho trovata piatta e difficilmente definibile come thriller. Quando il piccolo viene rapito, ecco che il lettore spera che la storia prenda una piega diversa e che il ritmo si faccia incalzante, invece anche qui sono stata delusa. La storia rimane sullo stesso tono, anche quando arrivano i colpi di scena e i così tanto attesi segreti (“Perché ogni madre ha i suoi segreti”) in realtà non è nulla di sensazionale, il tutto arricchisce la storia di particolari niente più. Per non parlare della voce fuori campo che ogni tanto – a caso – fa capolino e che, in teoria, dovrebbe aumentare la nostra ansia e curiosità. Beh, se forse fosse più presente magari capirei qualcosina in più, piuttosto che metterla lì due o forse tre volte in tutta la storia.
Per aumentare il ritmo della narrazione e l’adrenalina della lettura l’autrice ha avuto la brillante idea di inserire latte che gronda dalle tette delle mamme, altre il cui latte non ne vuole sapere più di uscire e pianti isterici dei piccoli che non permettono alle mamme di riposare. Insomma, ogni tanto pensavo di avere davanti un libro dedicato alle neomamme e ai consigli utili, piuttosto che un thriller brillante come mi aspettavo.
Sono tante le cose che non mi sono piaciute di La madre perfetta. Penso che l’idea di base fosse buona e anche originale, però non è stata realizzata altrettanto bene. Non ho trovato suspense, cosa che ci si aspetta da un thriller; anche lì dove l’autrice sembra voler insinuare il dubbio sui vari personaggi, in realtà questo decade subito. Non so bene come spiegarvi quello che non ho trovato in questo libro.
Insomma, per me è una bocciatura, penso comunque che i lettori non avvezzi al genere possano trovare in questo libro un punto di inizio per avvicinarsi al thriller. 




lunedì 17 settembre 2018

BLOGTOUR: La madre perfetta di Aimee Molloy

Cari lettori buongiorno, oggi parliamo di thriller - cosa che farà felice molti di voi - con un blogtour dedicato all'ultima uscita per Giunti editore. Si tratta de La madre perfetta di Aimee Molloy, che io ho letto nei giorni scorsi e di cui vi parlerò nei prossimi giorni.

LA MADRE PERFETTA
Giunti | 352 pp. | €19,00
Si chiamano "Le madri di maggio", perché hanno tutte avuto un figlio nello stesso mese. Due volte alla settimana si incontrano in un parco a Brooklyn per scambiarsi consigli e confidenze, con carrozzine e biberon al seguito. Finché, una sera, decidono di lasciare a casa i bambini per passare finalmente qualche ora tra amiche e staccare dalla sfiancante routine di neo-mamme. È il 4 luglio, fa un caldo infernale, il locale è affollato e scorrono fiumi di alcol. Ma qualcosa va terribilmente storto. Bellissima, sensuale, misteriosa, Winnie è una madre single che per la prima volta si è lasciata convincere ad affidare il piccolo Midas a una babysitter consigliata da Nell, manager in carriera. Quando però la donna chiama piangendo, Nell si sente subito risucchiata in un incubo: il bambino è scomparso dalla culla, qualcuno si è introdotto in casa e l'ha rapito. E nel frattempo di Winnie si è persa ogni traccia: si è forse allontanata con quel bel ragazzo che le stava offrendo da bere? O c'è dell'altro dietro il suo strano comportamento? Inizia una corsa contro il tempo per ritrovare il piccolo Midas: 13 giorni in cui tutto viene messo in dubbio, in cui le vite delle "madri di maggio" vengono letteralmente sezionate e nessuno è escluso dal sospetto. Perché ogni madre ha i suoi segreti, ogni coppia le sue bugie, ogni amicizia la sua dose di invidia. E ogni donna il suo lato oscuro.

Oggi però non vi parlerò del libro, la mia recensione la troverete nei prossimi giorni, ma piuttosto parliamo di un argomento tanto interessante quanto macabro.

DONNE ASSASSINE: OMICIDIO AL FEMMINILE

Ho scelto questa tappa perché negli anni ho letto di tante storie che vedono come protagoniste omicide donne. Associazione, quella tra donna e omicidio, che spesso si fa fatica ad immaginare, ma che la storia ci insegna essere invece un connubio perfetto e spietato, forse più del classico uomo omicida. 
Ma perché una donna, a volte una madre, è spinta a compiere un gesto così terribile? E in che cosa si differenzia un omicidio al femminile da quello al maschile?
Sono questi interrogativi che mi sono posta con il tempo e a cui cercherò di dare una risposta in occasione di questo blogtour. 

Partiamo da un dato statistico: Le donne serial killer al mondo sono circa l’8% del totale degli assassini seriali, oltre il 70% di queste vestali della morte vive negli Stati Uniti.

Movente
Difficilmente una donna uccide senza un movente e tanto meno lo fa per libidine sessuale, piuttosto la donna vede motivo di rancore e, talvolta, di odio e morte nel denaro, nel profitto, nella sua considerazione nella vita sociale. Molto spesso, inoltre, la donna è calcolatrice e paziente, aspetta il momento opportuno per svolgere il suo "compito", per lasciare meno tracce possibili, sono molto rari i casi in cui le donne uccidano colte da un raptus o uccidano una vittima occasionale. Se questo accade è spesso a causa di disordini psicologici, di cui un esempio è il complesso di Medea. 

Modus operandi
Le differenze tra uomo e donna non si limitanto al movente, ma anche nel modus operandi con cui compiono l'omicidio; inoltre, le donne uccidono intorno ai 30-40 anni, quindi in età più avanzata rispetto agli uomini. 
Parlando di modus operandi, le donne rifiutano il contatto fisico con la loro vittima, cosa che si discosta di molto dall'uomo. Per questo le donne sono portate ad usare armi che consentano di uccidere a distanza, quindi armi da fuoco o molto più frequentemente veleno (sembra essere l'arma preferita dalle donne). 

DONNE ASSASSINE NELLA STORIA
Alla fine di questo post, mi piace lasciarvi alcune testimonianze di donne assassine realmente esistite, le cui storie sembrano uscite da un film dell'orrore. 

BELLE GUNNESS
Le furono attribuiti dai 40 ai 60 omicidi. Trasferitasi dalla Norvegia, sua terra natia, negli Stati Uniti, si sposò due volte ed in entrambi i casi i mariti morirono in circostanze poco chiare. Belle è l’esempio di donna malvagia, sanguinaria che uccideva per un fine: i soldi. Tutta la sua vita e anche la sua morte sono avvolti nel mistero, infatti pare che fosse morta a causa di un incendio appiccato nella fattoria dove viveva ma non si è mai saputo con certezza se tra i corpi ritrovati ci fosse anche il suo. Qualcuno pensa che il tutto non fu altro che un suo piano di fuga per far perdere le proprie tracce.



LEONARDA CIANCIULLI
detta la saponificatrice di Correggio: è una delle killer di casa nostra più ricordate, nota per il suo modus operandi che consisteva nell’immersione del cadavere della sua vittima in un calderone per bollirlo con soda caustica al fine di ricavarne sapone. Non fu mai chiaro quale fosse stato il suo movente, anche perché tutte le informazioni sui tre delitti da lei commessi sono contenuti nel suo memoriale, che molti ritengono creato dai suoi avvocati per farle ottenere le attenuanti al processo. In ogni caso, fu condannata e rinchiusa in manicomio fino alla morte.




ELIZABETH BATHORY
Contessa ungherese, colta e intelligente, con una cura maniacale verso sé stessa e sempre alla ricerca della bellezza, fece uccidere più di 300 donne, convinta che la loro giovinezza sarebbe servita a realizzare l’elisir di lunga vita. Secondo il suo diario personale, le vittime risalirebbero però a 600.
Durante la sua infanzia, Erzsébet Bàrthory, fu spesso testimone di condanne a morte atroci e punizioni corporali con mutilazioni che probabilmente contribuirono a segnare la sua psiche. Iniziò da giovane ad eseguire le prime torture verso gli animali, sviluppando una innata propensione verso il sadismo. All’età di 15 anni sposò il conte Ferenc Nádasdy, uomo brutale che amava torturare e infierire sulle vittime. Insieme a lui, Elizabeth trovò sfogo e complicità per i suoi crimini: Cuciva con del filo la bocca di chi (secondo lei) aveva mentito, conficcava aghi sotto le unghie, bruciare il sesso delle giovani con una candela o spalmava di miele il corpo delle presunte ladre per poi abbandonarle nel bosco, legate a un albero, alla mercé di insetti e altri animali. La storia dei “bagni di sangue” nasce da una racconto, dove si narra che una serva, dopo essere stata schiaffeggiata dalla contessa,  versò erroneamente alcune gocce di sangue colante dal naso, sulla regnante, che pulendosi, si rese conto che la pelle appariva più pallida e luminosa. Da allora, fece costruire negli scantinati del suo castello vere e proprie macchine di tortura, dove le vittime perdevano la vita dopo lunghe agonie e sofferenze. L’obbiettivo era raccogliere il loro sangue convinta che rinvigorissero la sua pelle e la rendessero giovane. Si pensa che la famosa macchina di tortura chiamata la “vergine di ferro” sia stata un’invenzione della Contessa stessa.
Assetata di sangue e dopo aver esaurito le giovani contadine nella sua zona iniziò a concentrarsi sulle ragazze provenienti da famiglie nobili minori. I parenti delle giovani (ufficialmente assunte come domestiche) non avendone più notizie, iniziarono a insospettirsi e denunciarne la scomparsa. Quando le denuncie arrivarono all’imperatore Mattia II iniziarono le denunce e vennero aperte delle indagini sulla nobildonna. La Bathory venne colta in flagranza mentre torturava delle ragazze grazie alla curiosità di alcuni ospiti presenti nel Castello.  
Fu condannata ad essere murata viva fino alla morte, Erzsébet si suicidò dopo quattro anni lasciandosi morire di fame. La sua storia ispirà il film “La contessa” realizzato ed interpretato dall’attrice Julie Delpy. Nel film si narra il suo amore per un giovane che promesso sposo ad un’altra la avrebbe lasciata. Questo avrebbe portato la contessa alla crudeltà e chiusura dei suoi sentimenti, ma questa versione non ha fonti storiche attestate. Considerata la donna più sanguinaria della storia, si pensa avesse praticato anche cannibalismo e vampirismo, visto che tra i suoi parenti vi era il celebre Principe Vlad III Dracula. La sua leggenda ispirò molti romanzi e film oltre ad essere citata in canzoni e videogiochi.

Di quest'ultima vi ho lasciato l'intera storia perché è una figura che conoscevo già e che mi ha sempre affascinato. Sulla sua storia vi consiglio un libro uscito tempo fa per Garzanti, di cui trovate la recensione sul blog (vi basterà cercare sul blog il suo nome). 

Spero che la mia tappa vi abbia incuriosito e ora non mi resta che invitarvi a scoprire tutte le altre tappe di questo bellissimo ed inquietante blogtour!

 




Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...