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lunedì 24 settembre 2018

10 Prossime uscite da non perdere

È da un po' che non parliamo di anteprime, quindi ho deciso di raggruppare insieme alcune delle prossime uscite più interessanti. Scopriamo insieme quali libri troveremo nei prossimi giorni o settimane in libreria. 



Per Mondadori usciranno due attesissimi libri, precisamente il 25 Settembre arriverà in Italia Il principe crudele, successo di Holly Black (18,00€ | 313 pp.). 
Invece dovremo aspettare il 16 Ottobre per poter leggere il nuovo libro di Neil Gaiman Miti del nord (19,00€ | 228 pp.).



Sempre il 16 Ottobre sarà pubblicato La regina del nord di Rebecca Ross per Piemme (€17,50 | n.d.).  
No Exit di Taylor Adams invece è una nuova pubblicazione per DeA Planeta e sarà in libreria dal 9 Ottobre (17,00€ | 352 pp.).



Ecco altri due attesissimi libri e che io ho già inserito in wishlist. Figli di sangue e ossa di Tomi Adeyem arriverà finalmente in Italia il 2 Ottobre grazie a Rizzoli (18,00€ | 552 pp.).
Il 27 Settembre invece Garzanti pubblica l'ultimo lavoro di Federica Bosco, atteso da tutte le sue lettrici, Il nostro momento imperfetto (17,90€ | 310 pp.).



Newton Compton editori invece ci accontenta con altri due attesissimi seguiti. Chi ha ucciso mia sorella (12,00€ | 364 pp.) arriva il 27 Settembre e segna il ritorno di Julia Heaberlin, autrice che ho amato per Gli occhi neri di Susan (qui la mia recensione). 
Sempre il 27 Settembre uscirà anche La battaglia della corona maledetta di Kendare Blake (14,90€ | 416 pp.), secondo volume della serie Three Dark Crowns, iniziata con La battaglia delle tre corone.





Altro seguito tanto atteso è il secondo volume della serie fantasy Viking di Linnea Hartsuyker (qui la recensione del primo libro); arriverà il 3 Ottobre Viking. La regina del mare per Giunti (18,00€ | 576 pp.).
L'11 Ottobre invece HarperCollins pubblicherà il nuovo libro di Kiersten White La buia discesa di Elisabeth Frankestein


Che ne pensate di queste prossime uscite?
Quale vi interessa maggiormente?


mercoledì 19 settembre 2018

Review Party: La madre perfetta di Aimee Molloy

Buongiorno lettori, qualche giorno fa ho pubblicato la tappa del blogtour dedicato a La madre perfetta, il nuovo thriller edito Giunti e scritto da Aimee Molloy. Oggi ritorno per parlarvi di questo libro e di ciò che non mi è piaciuto durante la lettura. 
La mia è la voce fuori dal coro, come ho notato dalle altre ragazze che hanno partecipato al blogtour, quindi vi invito a leggere le diverse recensioni per avere un'idea chiara sul libro e diversi punti di vista. 



LA MADRE PERFETTA
Giunti | 352 pp. | €19,00
Si chiamano "Le madri di maggio", perché hanno tutte avuto un figlio nello stesso mese. Due volte alla settimana si incontrano in un parco a Brooklyn per scambiarsi consigli e confidenze, con carrozzine e biberon al seguito. Finché, una sera, decidono di lasciare a casa i bambini per passare finalmente qualche ora tra amiche e staccare dalla sfiancante routine di neo-mamme. È il 4 luglio, fa un caldo infernale, il locale è affollato e scorrono fiumi di alcol. Ma qualcosa va terribilmente storto. Bellissima, sensuale, misteriosa, Winnie è una madre single che per la prima volta si è lasciata convincere ad affidare il piccolo Midas a una babysitter consigliata da Nell, manager in carriera. Quando però la donna chiama piangendo, Nell si sente subito risucchiata in un incubo: il bambino è scomparso dalla culla, qualcuno si è introdotto in casa e l'ha rapito. E nel frattempo di Winnie si è persa ogni traccia: si è forse allontanata con quel bel ragazzo che le stava offrendo da bere? O c'è dell'altro dietro il suo strano comportamento? Inizia una corsa contro il tempo per ritrovare il piccolo Midas: 13 giorni in cui tutto viene messo in dubbio, in cui le vite delle "madri di maggio" vengono letteralmente sezionate e nessuno è escluso dal sospetto. Perché ogni madre ha i suoi segreti, ogni coppia le sue bugie, ogni amicizia la sua dose di invidia. E ogni donna il suo lato oscuro.


Quando ho letto per la prima volta la trama de La madre perfetta ne sono rimasta colpita, ero entusiasta all’idea di poterlo leggere in anteprima e ancora più curiosa di scoprire quali segreti si celassero dietro questo gruppo di neomamme protagoniste della storia.
Una volta finita la lettura però mi sono resa conto di quanto mi sia fatta ingannare da una trama ben studiata ma che poi si è rivelata essere forse il solo punto forte del libro. Infatti, La madre perfetta non ha nulla di eccezionale, mi è stato presentato come thriller ma poi del genere ha davvero poco. Per chi come me ama il genere, ritrovarsi a leggere una storiella così poco articolata e piatta è una versa delusione.

Le “May mothers” sono un gruppo di mamme alle prese dapprima con la gravidanza e poi, dopo il fatidico mese di maggio, con i loro minuscoli pargoli. Sono un gruppo di donne, di età diversa, che si vedono puntualmente per parlare insieme dei progressi dei loro figli e sempre alla ricerca di consigli per come crescere al meglio la loro prole, rigorosamente con allattamento al seno e altre pratiche che le renderanno delle vere madri amorevoli. Quando però una sera le May mothers decidono di ritagliarsi una serata tutta per loro, lontane dalle preoccupazioni e con la speranza di far riprendere la povera Winnie, madre single e depressa, l’inimmaginabile accade. Il piccolo Midas, figlio proprio di quest’ultima, viene rapito mentre è a casa accudito dalla nuova babysitter.
Inizia così un calvario straziante che porterà Winnie, ma ancora maggiormente le mamme più accanite Francie, Colette e Nell, nello sconforto più totale e nell’incubo di non ritrovare mai più Midas.

Ma andiamo con ordine, cercherò di spiegarvi al meglio quello che non mi è piaciuto di questo libro.
La madre perfetta inizia raccontando di questo gruppo di mamme che ci vengono presentate alla rinfusa, come un’accozzaglia di nomi messi insieme che hanno messo a dura prova la mia memoria, a questi aggiungiamoci poi anche i nomi dei pargoli ed ecco che ogni volta mi ritrovavo smarrita perché non capivo di chi si stesse parlando. Solo dopo il rapimento sembra che la storia si focalizzi principalmente sulle 4 protagoniste e finalmente, solo allora, ho iniziato ad associare i nomi ai vari personaggi (per i bambini ho perso le speranze). Tutt’ora però mi rimangono dubbi su chi faccia cosa, pazienza.
Parlando della storia come dicevo l’ho trovata piatta e difficilmente definibile come thriller. Quando il piccolo viene rapito, ecco che il lettore spera che la storia prenda una piega diversa e che il ritmo si faccia incalzante, invece anche qui sono stata delusa. La storia rimane sullo stesso tono, anche quando arrivano i colpi di scena e i così tanto attesi segreti (“Perché ogni madre ha i suoi segreti”) in realtà non è nulla di sensazionale, il tutto arricchisce la storia di particolari niente più. Per non parlare della voce fuori campo che ogni tanto – a caso – fa capolino e che, in teoria, dovrebbe aumentare la nostra ansia e curiosità. Beh, se forse fosse più presente magari capirei qualcosina in più, piuttosto che metterla lì due o forse tre volte in tutta la storia.
Per aumentare il ritmo della narrazione e l’adrenalina della lettura l’autrice ha avuto la brillante idea di inserire latte che gronda dalle tette delle mamme, altre il cui latte non ne vuole sapere più di uscire e pianti isterici dei piccoli che non permettono alle mamme di riposare. Insomma, ogni tanto pensavo di avere davanti un libro dedicato alle neomamme e ai consigli utili, piuttosto che un thriller brillante come mi aspettavo.
Sono tante le cose che non mi sono piaciute di La madre perfetta. Penso che l’idea di base fosse buona e anche originale, però non è stata realizzata altrettanto bene. Non ho trovato suspense, cosa che ci si aspetta da un thriller; anche lì dove l’autrice sembra voler insinuare il dubbio sui vari personaggi, in realtà questo decade subito. Non so bene come spiegarvi quello che non ho trovato in questo libro.
Insomma, per me è una bocciatura, penso comunque che i lettori non avvezzi al genere possano trovare in questo libro un punto di inizio per avvicinarsi al thriller. 




lunedì 17 settembre 2018

BLOGTOUR: La madre perfetta di Aimee Molloy

Cari lettori buongiorno, oggi parliamo di thriller - cosa che farà felice molti di voi - con un blogtour dedicato all'ultima uscita per Giunti editore. Si tratta de La madre perfetta di Aimee Molloy, che io ho letto nei giorni scorsi e di cui vi parlerò nei prossimi giorni.

LA MADRE PERFETTA
Giunti | 352 pp. | €19,00
Si chiamano "Le madri di maggio", perché hanno tutte avuto un figlio nello stesso mese. Due volte alla settimana si incontrano in un parco a Brooklyn per scambiarsi consigli e confidenze, con carrozzine e biberon al seguito. Finché, una sera, decidono di lasciare a casa i bambini per passare finalmente qualche ora tra amiche e staccare dalla sfiancante routine di neo-mamme. È il 4 luglio, fa un caldo infernale, il locale è affollato e scorrono fiumi di alcol. Ma qualcosa va terribilmente storto. Bellissima, sensuale, misteriosa, Winnie è una madre single che per la prima volta si è lasciata convincere ad affidare il piccolo Midas a una babysitter consigliata da Nell, manager in carriera. Quando però la donna chiama piangendo, Nell si sente subito risucchiata in un incubo: il bambino è scomparso dalla culla, qualcuno si è introdotto in casa e l'ha rapito. E nel frattempo di Winnie si è persa ogni traccia: si è forse allontanata con quel bel ragazzo che le stava offrendo da bere? O c'è dell'altro dietro il suo strano comportamento? Inizia una corsa contro il tempo per ritrovare il piccolo Midas: 13 giorni in cui tutto viene messo in dubbio, in cui le vite delle "madri di maggio" vengono letteralmente sezionate e nessuno è escluso dal sospetto. Perché ogni madre ha i suoi segreti, ogni coppia le sue bugie, ogni amicizia la sua dose di invidia. E ogni donna il suo lato oscuro.

Oggi però non vi parlerò del libro, la mia recensione la troverete nei prossimi giorni, ma piuttosto parliamo di un argomento tanto interessante quanto macabro.

DONNE ASSASSINE: OMICIDIO AL FEMMINILE

Ho scelto questa tappa perché negli anni ho letto di tante storie che vedono come protagoniste omicide donne. Associazione, quella tra donna e omicidio, che spesso si fa fatica ad immaginare, ma che la storia ci insegna essere invece un connubio perfetto e spietato, forse più del classico uomo omicida. 
Ma perché una donna, a volte una madre, è spinta a compiere un gesto così terribile? E in che cosa si differenzia un omicidio al femminile da quello al maschile?
Sono questi interrogativi che mi sono posta con il tempo e a cui cercherò di dare una risposta in occasione di questo blogtour. 

Partiamo da un dato statistico: Le donne serial killer al mondo sono circa l’8% del totale degli assassini seriali, oltre il 70% di queste vestali della morte vive negli Stati Uniti.

Movente
Difficilmente una donna uccide senza un movente e tanto meno lo fa per libidine sessuale, piuttosto la donna vede motivo di rancore e, talvolta, di odio e morte nel denaro, nel profitto, nella sua considerazione nella vita sociale. Molto spesso, inoltre, la donna è calcolatrice e paziente, aspetta il momento opportuno per svolgere il suo "compito", per lasciare meno tracce possibili, sono molto rari i casi in cui le donne uccidano colte da un raptus o uccidano una vittima occasionale. Se questo accade è spesso a causa di disordini psicologici, di cui un esempio è il complesso di Medea. 

Modus operandi
Le differenze tra uomo e donna non si limitanto al movente, ma anche nel modus operandi con cui compiono l'omicidio; inoltre, le donne uccidono intorno ai 30-40 anni, quindi in età più avanzata rispetto agli uomini. 
Parlando di modus operandi, le donne rifiutano il contatto fisico con la loro vittima, cosa che si discosta di molto dall'uomo. Per questo le donne sono portate ad usare armi che consentano di uccidere a distanza, quindi armi da fuoco o molto più frequentemente veleno (sembra essere l'arma preferita dalle donne). 

DONNE ASSASSINE NELLA STORIA
Alla fine di questo post, mi piace lasciarvi alcune testimonianze di donne assassine realmente esistite, le cui storie sembrano uscite da un film dell'orrore. 

BELLE GUNNESS
Le furono attribuiti dai 40 ai 60 omicidi. Trasferitasi dalla Norvegia, sua terra natia, negli Stati Uniti, si sposò due volte ed in entrambi i casi i mariti morirono in circostanze poco chiare. Belle è l’esempio di donna malvagia, sanguinaria che uccideva per un fine: i soldi. Tutta la sua vita e anche la sua morte sono avvolti nel mistero, infatti pare che fosse morta a causa di un incendio appiccato nella fattoria dove viveva ma non si è mai saputo con certezza se tra i corpi ritrovati ci fosse anche il suo. Qualcuno pensa che il tutto non fu altro che un suo piano di fuga per far perdere le proprie tracce.



LEONARDA CIANCIULLI
detta la saponificatrice di Correggio: è una delle killer di casa nostra più ricordate, nota per il suo modus operandi che consisteva nell’immersione del cadavere della sua vittima in un calderone per bollirlo con soda caustica al fine di ricavarne sapone. Non fu mai chiaro quale fosse stato il suo movente, anche perché tutte le informazioni sui tre delitti da lei commessi sono contenuti nel suo memoriale, che molti ritengono creato dai suoi avvocati per farle ottenere le attenuanti al processo. In ogni caso, fu condannata e rinchiusa in manicomio fino alla morte.




ELIZABETH BATHORY
Contessa ungherese, colta e intelligente, con una cura maniacale verso sé stessa e sempre alla ricerca della bellezza, fece uccidere più di 300 donne, convinta che la loro giovinezza sarebbe servita a realizzare l’elisir di lunga vita. Secondo il suo diario personale, le vittime risalirebbero però a 600.
Durante la sua infanzia, Erzsébet Bàrthory, fu spesso testimone di condanne a morte atroci e punizioni corporali con mutilazioni che probabilmente contribuirono a segnare la sua psiche. Iniziò da giovane ad eseguire le prime torture verso gli animali, sviluppando una innata propensione verso il sadismo. All’età di 15 anni sposò il conte Ferenc Nádasdy, uomo brutale che amava torturare e infierire sulle vittime. Insieme a lui, Elizabeth trovò sfogo e complicità per i suoi crimini: Cuciva con del filo la bocca di chi (secondo lei) aveva mentito, conficcava aghi sotto le unghie, bruciare il sesso delle giovani con una candela o spalmava di miele il corpo delle presunte ladre per poi abbandonarle nel bosco, legate a un albero, alla mercé di insetti e altri animali. La storia dei “bagni di sangue” nasce da una racconto, dove si narra che una serva, dopo essere stata schiaffeggiata dalla contessa,  versò erroneamente alcune gocce di sangue colante dal naso, sulla regnante, che pulendosi, si rese conto che la pelle appariva più pallida e luminosa. Da allora, fece costruire negli scantinati del suo castello vere e proprie macchine di tortura, dove le vittime perdevano la vita dopo lunghe agonie e sofferenze. L’obbiettivo era raccogliere il loro sangue convinta che rinvigorissero la sua pelle e la rendessero giovane. Si pensa che la famosa macchina di tortura chiamata la “vergine di ferro” sia stata un’invenzione della Contessa stessa.
Assetata di sangue e dopo aver esaurito le giovani contadine nella sua zona iniziò a concentrarsi sulle ragazze provenienti da famiglie nobili minori. I parenti delle giovani (ufficialmente assunte come domestiche) non avendone più notizie, iniziarono a insospettirsi e denunciarne la scomparsa. Quando le denuncie arrivarono all’imperatore Mattia II iniziarono le denunce e vennero aperte delle indagini sulla nobildonna. La Bathory venne colta in flagranza mentre torturava delle ragazze grazie alla curiosità di alcuni ospiti presenti nel Castello.  
Fu condannata ad essere murata viva fino alla morte, Erzsébet si suicidò dopo quattro anni lasciandosi morire di fame. La sua storia ispirà il film “La contessa” realizzato ed interpretato dall’attrice Julie Delpy. Nel film si narra il suo amore per un giovane che promesso sposo ad un’altra la avrebbe lasciata. Questo avrebbe portato la contessa alla crudeltà e chiusura dei suoi sentimenti, ma questa versione non ha fonti storiche attestate. Considerata la donna più sanguinaria della storia, si pensa avesse praticato anche cannibalismo e vampirismo, visto che tra i suoi parenti vi era il celebre Principe Vlad III Dracula. La sua leggenda ispirò molti romanzi e film oltre ad essere citata in canzoni e videogiochi.

Di quest'ultima vi ho lasciato l'intera storia perché è una figura che conoscevo già e che mi ha sempre affascinato. Sulla sua storia vi consiglio un libro uscito tempo fa per Garzanti, di cui trovate la recensione sul blog (vi basterà cercare sul blog il suo nome). 

Spero che la mia tappa vi abbia incuriosito e ora non mi resta che invitarvi a scoprire tutte le altre tappe di questo bellissimo ed inquietante blogtour!

 




martedì 31 luglio 2018

5 Tascabili da portare in vacanza

Buongiorno lettori, oggi ripropongo una lista di libri, come quella nel precedente post, perché mi avete scritto in tanti e ho visto un certo entusiasmo ^^ Una lettrice, soprattutto, mi ha scritto chiedendomi alcuni consigli, da qui l'idea per questo secondo post. 
Si sa, in valigia dobbiamo mettere tantissime cose e lo spazio per i libri è spesso ridotto e portare libri pesanti e ingombranti è sempre difficile. Così ho pensato di segnalarvi 5 novità in copertina flessibile da portare facilmente in borsa, senza appesantirvi. 


VA TUTTO BENE
Rizzoli | 183 pp. | €16,00
«Va tutto bene, grazie.» È così che impari a rispondere, quando qualcuno ti domanda: «Come stai?». Perché sai che, in fondo, la verità non importa a nessuno. Sai che lei ti manca da morire, ma non ci sono parole tanto potenti da farla tornare indietro. Sai che l'amore, quando lo perdi, fa male davvero, eppure sei tu l'unica persona che può capire quel dolore. L'amore è fatto così: non si spiega, non ti parla. Ti fa vivere tutto con un'intensità che non pensavi possibile, ti fa esistere tantissimo e poi, all'improvviso, ti fa credere di non esistere più. A cosa serve il tempo, se non lo riempi con una persona da amare? A cosa servono le emozioni, se non hai accanto qualcuno che possa comprenderle? Eppure c'è una cosa che puoi fare, quando tutto ti sembra nero: scrivere. Scrivere significa aprire il cuore e condividere i tuoi pensieri, le tue paure, le tue emozioni. Quando scrivi non ci sono regole o limiti, e neppure risposte di circostanza. Ci sei solo tu, la tua parte più vera, la tua parte migliore. Quella che non si vergogna di dire come sta. Questo libro racconta la storia di un cuore giovane, ferito e ostinato, che non ha paura di soffrire e ha scelto di andare avanti, nonostante tutto.

IL SOGNATORE
Fazi editore |  524 pp. | €14,50
È il sogno a scegliere il sognatore, e non il contrario: Lazlo Strange ne è sicuro, ma è anche assolutamente.certo che il suo sogno sia destinato a non avverarsi mai. Orfano, allevato da monaci austeri che hanno cercato in tutti i modi di estirpare dalla sua mente il germe della fantasia, il piccolo Lazlo sembra destinato a un'esistenza anonima. Eppure il bambino rimane affascinato dai racconti confusi di un monaco anziano, racconti che parlano della città perduta di Pianto, caduta nell'oblio da duecento anni: ma quale evento inimmaginabile e terribile ha cancellato questo luogo mitico dalla memoria del mondo? I segreti della città leggendaria si trasformano per Lazlo in un'ossessione. Una volta diventato bibliotecario, il ragazzo alimenterà la sua sete di conoscenza con le storie contenute nei libri dimenticati della Grande Biblioteca, pur sapendo che il suo sogno più grande, ossia vedere la misteriosa Pianto con i propri occhi, rimarrà irrealizzato. Ma quando un eroe straniero, chiamato il Massacratore degli Dèi, e la sua delegazione di guerrieri si presentano alla biblioteca, per Strange il Sognatore si delinea l'opportunità di vivere un'avventura dalle premesse straordinarie.

IL VIZIO DEL MALE
Giunti | 400 pp. | €16,00
Liam Mulligan è uno dei più esperti reporter del Dispatch, un duro dal cuore tenero con un debole per il whisky, il blues, e le donne dalla pelle scura e vellutata. Conosce tutti a Providence, Rhode Island, e sa sempre a quale porta bussare per ottenere una dritta per le sue inchieste. Ma la stampa tradizionale è ormai in crisi, le notizie corrono su internet alla velocità della luce e il Dispatch è sull'orlo del fallimento: con redazioni e tirature ridotte all'osso, anche giornalisti di lungo corso come Mulligan sono costretti a occuparsi un po' di tutto, persino di eventi mondani e necrologi. Purtroppo però son ben altri i titoli che finiscono in prima pagina scuotendo l'opinione pubblica: in un porcile è stato ritrovato il braccio mutilato di una bambina, e in fondo alla celebre scarpata di Cliff Walk, a Newport, viene rinvenuto il corpo di Salvatore Maniella, famoso pornografo. Apparentemente due morti accidentali, ma mentre Mulligan scava nel florido business del sesso a pagamento, nell'unico stato americano in cui la prostituzione è ancora legale, cominciano a emergere strane coincidenze e retroscena sempre più inquietanti. Con l'aiuto di un giovane "raccomandato" apprendista e di una bellissima avvocatessa, Mulligan scoprirà cosa si cela dietro la facciata di perbenismo e pubblica virtù di Providence.

RESTA CON ME
HarperCollins | 336 pp. | €15,00
Giovani, innamorati e con un roseo futuro di fronte, Tami Oldham e il suo fidanzato Richard Sharp hanno trascorso alcuni mesi a visitare le isole polinesiane a bordo di una piccola barca a vela. Sono skipper provetti, e la proposta di portare l'Hazana, un modernissimo yacht a vela, fino al porto di San Diego è per loro un'occasione imperdibile che accettano con entusiasmo. Quando salpano da Tahiti il cielo è limpido e azzurro, ma a poco più di due settimane dalla partenza scoprono che un violento uragano sta facendo rotta su di loro, e avanza così velocemente che non c'è modo di sfuggirgli. È una delle tempeste più violente della storia, e i due giovani si ritrovano ad affrontare pioggia battente, onde alte come grattacieli e venti che soffiano a quasi 260 chilometri all'ora. Tami scende sotto coperta, e proprio mentre si sta assicurando con una cima sente Richard gridare. Un rumore assordante, e poi il buio. Tami rimane incosciente per ore. Quando si risveglia l'imbarcazione è semidistrutta. Non ci sono navi né terra in vista, solo una sconfinata distesa d'acqua tutto intorno. "Resta con me" è la storia di due giovani e di quarantun giorni trascorsi in alto mare su un'imbarcazione che è poco più di un relitto, senza motore né alberi, con la strumentazione di bordo in avaria e una riserva d'acqua e cibo limitata. Ma è soprattutto una storia che parla di sopravvivenza, di forza di volontà e di resilienza, e della straordinaria forza dell'amore.

LE SORELLE DONGURI
Feltrinelli | 110 pp. | €12,00
Rimaste orfane, Guriko e Donko gestiscono un sito di posta del cuore che si chiama Le sorelle Donguri (donguri significa ghianda in giapponese). Donko è tanto energica e indipendente quanto la sorella è solitaria e taciturna. Questo fino a quando Guriko riceve il messaggio di una donna che le scrive del dolore per la perdita del marito, parole che inducono Guriko a ripensare al suo primo amore, Mugi, incontrato ai tempi della scuola e poi sparito nel nulla. Segretamente cova da sempre il desiderio e la speranza di ritrovarlo, decide allora di interrompere la sua clausura e di andare a cercarlo. Attraverso la voce narrante di Guriko, Banana Yoshimoto affronta temi quali la perdita e il superamento del dolore, ponendo l'accento sul potere salvifico della condivisione e sulla capacità dei sogni di sciogliere tensioni e problemi.

 Avete letto qualcuno di questi libri?
Quale porterete con voi in vacanza?


giovedì 21 giugno 2018

Recensione: Osservatore oscuro

Buongiorno cari lettori! Oggi torno con una nuova recensione a tema thriller, voglio infatti parlarvi di Osservatore oscuro di Barbara Baraldi, per Giunti. Si tratta del secondo volume della serie dedicata ad Aurora Scalviati, profiler della polizia, che abbiamo già conosciuto nel primo libro Aurora nel buio (qui la mia recensione) e che personalmente avevo molto apprezzato.


OSSERVATORE OSCURO
Giunti | 528 pp. | €19,00
"L'osservatore oscuro" è l'alter ego negativo che ci portiamo dentro, quello che ci dice che non ce la faremo, quello che alimenta le nostre paranoie, gli incubi peggiori... Per Aurora Scalviati, giovane profiler della polizia di Sparvara, i colleghi Bruno Colasanti, Tom Carelli e Silvia Sassi sono diventati la famiglia che non ha mai avuto. Ma tutto è destinato a cambiare con il ritrovamento, alla Certosa di Bologna, del cadavere di un uomo senza nome né documenti di riconoscimento. Gli unici indizi sono la bocca cucita, il corpo martoriato da un'antica, feroce tortura e un tatuaggio sul petto con il nome di Aurora, eseguito postmortem. Sospettata di essere coinvolta nell'omicidio e interrogata senza sosta, Aurora deve scontrarsi non solo con la diffidenza dei superiori, ma anche con quella dei suoi più stretti collaboratori. Persino il suo rapporto con Bruno viene messo a dura prova. Il poliziotto, avvilito per le complicazioni del suo rapporto con Aurora, si è fatto coinvolgere, sotto falso nome, in un giro di corse clandestine in cui bazzicano neonazisti e membri della malavita organizzata. Tom e Silvia, invece, sono troppo impegnati con i loro nuovi incarichi, l'uno presso la polizia postale e l'altra con l'accorpamento dei forestali con i carabinieri. Ognuno di loro, però, non sa di essere diventato il bersaglio di un serial killer che ha intenzione di uccidere uno per uno le persone più vicine ad Aurora. La sua rete di morte, gravata di minacciose simbologie nordiche che affondano nei più sanguinosi riti vichinghi, si stringe fino a raggiungere il collo di Isaak Stoner, il maestro di Aurora, il suo padre spirituale. Valraven è il nome in codice dell'assassino, il corvo sovrannaturale che per le antiche popolazioni scandinave divorava i corpi dei morti sul campo di battaglia. Solo una ragazza ferita e sofferente come Aurora Scalviati può raccogliere questa sfida. Lei e i fantasmi che la scortano e che, ancora una volta, si dimostreranno terribilmente reali...


Dopo quasi un anno dall’uscita di Aurora nel buio, finalmente possiamo tornare a leggere con Osservatore oscuro la storia della protagonista e giovane profiler della polizia Aurora Scalviati, da poco trasferita in Emilia per motivi disciplinari e dal passato turbolento.
Aurora è la classica protagonista che entra nel cuore del lettore, soprattutto per le sue insicurezze e i vari ostacoli che ha dovuto affrontare nella vita, tutto ciò la rende umana ai nostri occhi ed è impossibile non provare empatia.
In questo secondo capitolo le cose non saranno più semplici per la protagonista, anzi tutt’altro. viene ritrovato un cadavere in una posizione macabra e con un tatuaggio molto più significativo: sul petto dell’uomo sono tatuate due parole “Aurora Scalviati”. Perché una vittima dovrebbe avere il nome della profiler tatuato? È possibile che lei c’entri qualcosa?
Quando sembra che finalmente possa iniziare ad ambientarsi e lasciarsi il passato alle spalle, ecco che invece
In un turbinio di eventi, tra omicidi e indagini, per Aurora venirne fuori pulita non sarà semplice. Alla ricerca di un serial killer che sembra averla presa di mira, Aurora – messa di lato dai superiori – dovrà andare avanti da sola, farsi forza e contare sui pochi amici che le sono rimasti. Ritroveremo una Aurora come l’abbiamo conosciuta nel primo libro, caparbia e ostinata, ma allo stesso tempo sensibile e spaventata da un caso che sembra essere troppo grande per lei.

In Osservatore oscuro, oltre che Aurora, ritroviamo anche altri personaggi già incontrati nel primo libro, che in questo secondo capitolo avranno un impatto altrettanto importante nella storia. Alcuni di loro diventano bersagli, insieme alla protagonista, dello spietato serial killer deciso a farli fuori uno dopo l’altro. Nuovi dettagli e nuove scene ci permettono di conoscere più a fondo ognuno di loro, conoscere le loro vite private e le loro famiglie. Insieme ad Aurora entreremo nelle loro case e sarà impossibile non affezionarsi.
Una nuova storia adrenalinica quella raccontata da Barbara Baraldi, che ancora una volta rivela la sua abilità nello scrivere thriller. Con uno stile lineare ma avvincente riesce a catturare l’attenzione del lettore, che non può far altro che farsi coinvolgere dalle indagini alla ricerca dell’assassino. Ricerca che risulta difficile, complicata anche dai colpi di scena che spiazzano il lettore, facendo decadere le sue ipotesi.
Nonostante le più di 500 pagine, Osservatore oscuro scorre via molto velocemente, grazie al ritmo serrato e incalzante con cui Barbara Baraldi racconta la sua storia. Nella narrazione si alternano voci diverse, che permettono al lettore di avere una visione più ampia di tutta la situazione. Ho apprezzato tanto il cambio di punto di vista, per diverse ragioni tra cui, appunto, la possibilità di vedere il caso da un’altra prospettiva, oltre a quella di Aurora.

Osservatore oscuro è il perfetto finale che noi tutti aspettavamo. La conclusione di una storia, quella di Aurora Scalviati, che è riuscita a farsi amare da lettori, del genere e non, e che riconferma Barbara Baraldi tra le migliori autrici italiane di thriller!




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