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martedì 13 giugno 2017

Recensione: La ragazza nel giardino del tè

Bentornati cari lettori, oggi vi lascio la mia recensione di questo bel libro storico e romantico *-*
La ragazza nel giardino del tè, edito da Newton Compton, è il nuovo libro della famosa scrittrice Janet MacLeod Trotter, autrice del precedente La figlia del mercante di tè. La CE mi ha inviato a sorpresa una copia del libro e mi sono immersa tra le sue pagine con grande curiosità, non essendo un genere che amo molto. Ma devo dire che questo libro è riuscito a conquistarmi!




LA RAGAZZA NEL GIARDINO DEL TÈ
Newton Compton | 480 pp. | €10,00
Adela Robson è una studentessa che sogna di calcare il palcoscenico, in un’India in cui l’impero è prossimo alla morte. Quando scappa dalla scuola con Sam Jackman, sa che sta andando incontro a una nuova vita. Ma quello che il futuro ha in serbo per lei non è ciò che Adela immaginava. Anni dopo, a Simla, la sede estiva del governo del Raj, Adela può abbandonarsi a ogni tipo di divertimento che la società degli anni Trenta è in grado di offrirle. Ma proprio quando le sue ambizioni sembrano sul punto di diventare realtà, conosce un principe, affascinante ma viziato, e quell’incontro scatena una serie di eventi dalle conseguenze devastanti. Allo scoppio della seconda guerra mondiale, Adela è in Inghilterra, in un Paese in cui ha vissuto da bambina, ma di cui non ha ricordi. La sua vita ormai sembra senza speranza, non ha nemmeno un amore a cui aggrapparsi. E ha un terribile segreto da nascondere. Solo il coraggio e la volontà di resistere la terranno a galla in tempi tanto bui, fino a quando potrà tornare a quella che, almeno nel suo cuore, è la sua vera patria.



La ragazza nel giardino del tè è un libro storico tinto da sfumature rosa che lo rendono un piccolo tesoro tutto da scoprire per i lettori. È una storia profumata, ricca dei sapori e dei colori che rappresentano l’India, un Paese tanto variopinto e che magistralmente è stato portato su carta dalle affascinanti descrizioni dell’autrice. Questo ci consente di immergerci totalmente nel paesaggio e di sentire sulla nostra pelle quello che i protagonisti percepiscono con i loro sensi. 

India, 1933. Adela Robson è una ragazzina inglese nonostante le origini dei suoi antenati, ma questo sembra bastare per poter essere esclusa dal gruppo di amiche della scuola femminile che frequenta. Con un sogno nel cassetto, quello di diventare un’attrice, e con tanta tristezza per la situazione vissuta Adela decide di scappare con Sam Jackman da quella scuola e tornare nella sua casa, tra le tenute di tè dei suoi genitori. Iniziamo così a conoscere la protagonista principale della storia che durante la lettura sarà alternata ad altre voci e altri personaggi. Adela arrivata a casa dovrà affrontare i genitori per poter provare a cambiare scuola e, meglio ancora, provare a realizzare i propri sogni.
Durante la lettura quindi saremo accompagnati dalla protagonista, la vedremo crescere e affrontare tante perdite, ma c’è una costante in tutti gli anni trascorsi ed è Sam, quel ragazzo che una volta l’ha aiutata e che sembra non aver mai trovato pace per la perdita del padre. Negli anni i due si ritroveranno tante volte, ma mai con il coraggio di confessare i propri sentimenti.
Nella seconda metà del libro la storia entra nel vivo della seconda guerra mondiale. Questa volta cambia scenario, troviamo Adela in Inghilterra, un Paese tanto diverso dalla sua India ma dove ha conosciuto tante persone buone e che l’hanno accolta nella loro grande famiglia. Da qui tutto prosegue molto velocemente, gli anni scorrono uno dopo l’altro con l’avanzare della guerra, ma il lettore non riesce a tenere il passo con quello che accade. Questo è una delle cose non mi sono piaciute di questo libro, mentre la prima parte è ostinatamente lenta, nella seconda – quella a mio parere più importante – il tempo sembra sfuggire di mano all’autrice, che inizia a raccontare tutto frettolosamente.

Quella raccontata dalla Trotter è la storia di Adela, che rappresenta lo stereotipo femminile del tempo, in un India dove l’Impero britannico è padrone dei veri abitanti del posto e dove si vivono lotte continue nella speranza di dare indipendenza agli indiani. Il lettore così viene a conoscenza delle condizioni storiche dell’epoca in un Paese, come l’India, poco conosciuto e poco raccontato nei libri.
La ragazza nel giardino del tè è un libro molto interessante, ho apprezzato davvero tanto la storia della protagonista e, soprattutto, le bellissime descrizioni dell’autrice. Ma la scelta di dare poco risalto agli anni della seconda guerra mondiale e il finale mi hanno delusa. Il finale risulta troppo banale e prevedibile, fin dall’inizio si capisce che sarebbe finita così.
Quindi il mio giudizio è un po’ incerto, non so bene ancora se mi sia davvero piaciuto o meno.





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