Visualizzazione post con etichetta the middle heart. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta the middle heart. Mostra tutti i post

mercoledì 8 aprile 2015

Vincitori giveaway "The Middle Heart 2"

Carissimi lettori finalmente oggi, dopo giorni di festa e di studio, sono riuscita a fare il sorteggio per i due giveaway del nostro evento The Middle Heart 2!
Prima però mi prendo due minuti per ringraziare tutti coloro che hanno partecipando, siete stati fantastici *-* sono felice che tutti gli articoli vi siano piaciuti! Un grazie speciale, ancora una volta, va a tutti gli ospiti di questa edizione dell'evento. Ringrazio Laura Piras, Julia Sienna e Angie Reina per avermi sostenuta e per avermi accompagnata in questa avventura nella Terra di Mezzo, GRAZIE!!!

Il sorteggio è stato fatto con il sito rangom.org, abbiamo fatto due sorteggi, uno per ogni libro.
Vi ricordo i due libri in palio...





Il primo estratto vince il libro Le avventure di Tom Bombadil; mentre il secondo vince Roverandom, le avventure di un cane alato

Di seguito vi lascio lo screen dell'estrazione. Troverete la lista con tutti i nomi dei partecipanti, ovviamente i vincitori sono i primi di ogni elenco...


Vince Le avventure di Tom Bombadil...


Mirial



Vince Roverandom, le avventure di un cane alato...


Silvia Romagnoli


Complimenti alle due vincitrici!!



Prego le due vincitrici a inviare un'email a cry.calva@hotmail.it, con l'indirizzo al quale spedire il libro. 






sabato 28 marzo 2015

The Middle Heart 2 - La nostalgia della natura nelle opere di Tolkien (Angie Reina)

Oggi continuiamo la giornata in bellezza, con un articolo della carissima Angie Reina, in molti la conoscerete per il suo blog Il Portale Segreto. Ma lei oltre ad essere una bravissima blogger è come tutti noi una lettrice accanita di Tolkien, Angie è anche una socia dell'associazione tolkieniana italiana!
Anche lo scorso anno ho avuto l'onore di ospitarla e ha deliziato tutti con un bellissimo articolo sull'importanza delle fiabe nella letteratura di Tolkien: qui.
Quest'anno invece ci parlerà dell'amore di Tolkien per la natura, e dell'importanza che essa ha nelle sue opere.


“In tutte le opere, io sto dalla parte degli alberi, contro i loro nemici.” così affermava Tolkien in una
lettera. E il tema della Natura, tanto caro al Professore, emerge con forza dai suoi capolavori attraverso meravigliose descrizioni e donando ai boschi, alle montagne e ai fiumi, un ruolo fondamentale nelle vicende. La Natura permea ogni suo scritto ed è proprio attraverso la descrizione dei suoi paesaggi, dei suoi colori e odori che la storia e il tempo procedono. Il profondo amore di Tolkien per gli alberi procura nel lettore una sorta di nostalgia che lo avvolge completamente grazie all’intenso spessore evocativo che suscitano le meravigliose e magiche descrizioni che Tolkien tesse con le parole. Un vero e proprio linguaggio della Natura che suscita nostalgia, ed è proprio questa nostalgia ancestrale e spontanea a rendere ancora più speciali i suoi capolavori. L’uomo ha perso purtroppo il contatto vero e indissolubile con la sua Terra ma nonostante questo nostro vivere moderno e innaturale, qualcosa di istintivo è rimasto nella nostra memoria spirituale e non possiamo rimanere immuni da questo inconscio richiamo.

“Quelli erano giorni in cui ogni cosa era più ampia e spaziosa! Vi fu un tempo in cui camminavo e cantavo tutto il giorno, e non udivo altro che il suono della mia voce echeggiare nelle caverne dei boschi. E il profumo dell’aria! Impiegavo una settimana soltanto per respirare.”
Gli alberi infatti non sono esseri inanimati e non appaiono mai senza ragione. In molti suoi scritti infatti i boschi non sono ambienti lontani e insignificanti, al contrario sono vivi e senzienti. Hanno una loro volontà e tirano le fila delle storie diventando spesso cruciali nella risoluzione delle vicende. Ma gli alberi non sono tutti uguali, ogni bosco ha una propria personalità e ciò dipende da quanto l’uomo ha contaminato quel luogo. Come spiega Tolkien in una lettera del 1972:
“Lothlorien è bellissima proprio perché lì gli alberi sono amati, in altre parti le foreste sono rappresentate nel momento in cui si destano a nuova consapevolezza di se stesse. La Vecchia Foresta era ostile ai bipedi a causa del ricordo delle molte ferite subite. La Foresta di Fangorn era antica e bella, ma all’epoca del mio racconto piena di ostilità perché minacciata da un nemico che adorava le macchine. Bosco Atro era caduto sotto il dominio di un potere che odiava tutte le cose viventi, ma riacquistò l’antica bellezza e divenne Bosco Verde il Grande prima della fine della storia”.
Anche se, nel Signore degli Anelli ad esempio, i protagonisti subiscono spesso passivamente la forza degli elementi venendo vinti dalla natura. Viene messo in evidenza quanto il sano rapporto uomo-natura sia fondamentale per una convivenza pacifica, equa e profonda. Tutti gli eroi devono fare i conti con la Natura, uno scontro epico in cui l’uomo necessariamente soccomberà, anche e sopratutto se la distrugge. Come ad esempio nell’episodio del Caradhras dove la Montagna ha una sua propria volontà e impedisce ai viandanti di proseguire scatenando una tempesta di neve o in quella del Vecchio Uomo Salice della Vecchia Foresta in cui gli hobbit vengono catturati e salvati solo grazie all’aiuto di Tom Bombadil. Attraverso le storie di Tolkien, possiamo percepire un ritorno al passato nel nostro antico e autentico rapporto con la Natura contro la civiltà meccanica di oggi. Prendendo ad esempio il rispetto per la natura degli Elfi e la loro armonia con tutto ciò che li circonda, potremmo imparare a vivere con più consapevolezza. La tecnologia può essere utilizzata solo se riusciamo a gestirla senza prevaricare sulla natura. La realtà contadina degli hobbit ne è un esempio. Il rispetto per l’equilibrio della Terra, mostra come si possano usare le conoscenze senza distruggere o manipolare ciò che di bello esiste nel mondo. La natura va aiutata e ascoltata, bisogna vivere rispettando i suoi cicli, non dominarla e contrastarla. Gli hobbit infatti «non capiscono e non amano macchinari più complessi del soffietto del fabbro, del mulino ad acqua o del telaio a mano, quantunque abilissimi nel maneggiare attrezzi di ogni tipo». Tolkien infatti provava una forte avversione vero la tecnologia, l’industrializzazione e il consumismo, soffrì molto lo sfruttamento e la devastazione della sua amata campagna a causa della rivoluzione industriale, così come subì l’utilizzo incontrastato delle macchine durante la guerra che creava oggetti solo per distruggere ciò che ci permette di vivere. Quando la civiltà prende il sopravvento sulla Natura, la natura si ribella e noi stessi ci danneggiamo perché non possiamo abusarne ignorando le esigenze della Natura senza subirne le gravi conseguenze.

“Vi sono deserti pieni di ceppi e di rovi, là ove un tempo si udiva il bosco cantare.”
Ci sono due esempi che più di tutti possono mostrare le due facce del dominio dell’uomo sulla natura ed entrambe sono destinate a fallire e a ritorcersi contro noi stessi. Una è la desolante negazione della natura di Mordor. Lì non c’è niente che cresca, niente di vivo. Esiste solo un annichilimento totale, un deserto desolante a cui non c’è rimedio. L’altro è forse il più incisivo emblema della folle ricerca del potere, dell’uomo che improvvisamente si sente onnipotente o desidera esserlo arrivando alla follia nella sua distruzione della natura. È questo il caso di Saruman, che dopo aver appreso i segreti di Fangorn, decide di usarli per i suoi scopi e prevaricare sulla Natura, una degenerazione che porta alla distruzione dell’equilibrio naturale. E la sua Ortanc con i suoi Uruk-hai sono l’esempio perfetto della condanna all’industria innaturale e dannosa.

«La terra infatti tramava. I pozzi percorrevano ripidi pendii sotterranei e scale a spirale conducevano a profonde caverne ove Saruman teneva i suoi tesori, i suoi magazzini, gli arsenali, le fucine e le grandi fornaci. Ivi ruote di ferro giravano ininterrottamente, martelli battevano; di notte pennacchi di fumo esalavano dalle condutture, illuminati dal basso di luce rossa, blu, o verde veleno» Attraverso la distruzione perpetrata da Saruman nelle sue manie di onnipotenza, si può percepire la condanna al progresso eccessivo, a quella corsa verso l’ultima tecnologia che può sfuggirci di mano, quel nostro cercare di dominare la natura distruggendola senza ricordarci che è la nostra stessa casa, il nostro ossigeno, la nostra fonte di vita e come tale dovremmo rispettarla perché ne facciamo noi stessi parte.
“Credo di capire adesso che cosa stia combinando. Sta progettando di diventare una Potenza. Ha un cervello fatto di metallo e d’ingranaggi: nulla gl’importa di ciò che cresce, se non gli serve in un’occasione immediata.”
E questa frase veritiera e profetica detta da Barbalbero nei confronti di Saruman, potremmo estenderla a molte persone che hanno perso di vista il giusto utilizzo delle tecnologie e l’importanza dell’equilibrio naturale. Una vera condanna al mondo progressista e degenerato dell’industria che ha perso il legame con la natura e le sue forme di vita. Ma ciò che traspare ancora di più dalle sue storie è il legame con la Terra di alcuni popoli e personaggi che portano a noi la nostalgia di cui ho parlato all’inizio. È questo richiamo a emozionarci, a farci comprendere quanto stiamo andando nella direzione sbagliata e quanto sia fondamentale riconnetterci alla Natura. Natura non come entità astratta e oggetti immateriali, ma come vero e proprio spirito, nostra fonte di vita e di gioia.
“Mai come allora aveva percepito così all’improvviso e con tale intensità il contatto e la consistenza della corteccia di un albero e della vita che vi scorreva. Il legno in se stesso, ed il suo contatto, gli procuravano una gioia diversa da quella del falegname o della guardia forestale: era la gioia vissuta dall'albero che penetrava in lui.”

 Che ne pensate di questo articolo? 
Fatecelo sapere commentando! ^^










The Middle Heart 2 - Secondo giveaway: Roverandom, Le avventure di un cane alato

Carissimi lettori oggi per la terza giornata del The Middle Heart 2 oltre all'articolo di Angie Reina, che arriverà nel pomeriggio, vi possiamo svelare il premio del secondo giveaway!
Purtroppo a causa delle nostre scarse finanze, dobbiamo limitarci a due giveaway, ma speriamo che apprezziate ugualmente il nostro impegno.
Questa volta abbiamo pensato ad un libro poco conosciuto ma che promette molto bene, si tratta di Roverandom - Le avventure di un cane alato. Libro scritto, ovviamente, da Tolkien per uno dei suoi figli. All'interno del libro troverete anche delle illustrazioni fatte dallo stesso autore, quindi come potete perdervelo?

ROVERANDOM
Le avventure di un cane alato

Bompiani | 173 pp. | €10,50

Mentre è in vacanza nel 1925 il piccolo Michael, cinque anni, perde l'amatissimo cane sulla spiaggia. Suo padre, J.R.R. Tolkien, per consolarlo gli racconta la storia di un cane di nome Rover che, trasformato in un minuscolo giocattolo da un mago, affronta una tumultuosa girandola di avventure. Rover finisce nella vetrina di un negozio di giocattoli, poi tra le mani di un bambino che lo smarrisce. Cominciano così le mirabolanti peripezie di Roverandom, come viene ribattezzato, che lo portano a viaggiare a dorso di gabbiano fino alla luna, dove impara a volare, e poi in un palazzo sottomarino abitato da fate, gnomi e sirene. Solo allora l'incantesimo potrà essere rotto, solo allora Roverandom potrà realizzare il suo desiderio più grande: tornare a casa come un cane normale.




Come partecipare?
Come avevo già scritto nel post introduttivo, non ci sono delle vere e proprie regole. Dovrete solamente commentare il post di introduzione qui, oppure questo post del giveaway, confermando la vostra partecipazione. Il vostro nome sarà inserito direttamente nella lista per il sorteggio, che si farà sul sito random.org.



Cosa ne pensate di questo libro?

venerdì 27 marzo 2015

The Middle Heart 2 - Tolkien, l'artista sconosciuto (Julia Sienna)

Cari lettori ecco finalmente anche il secondo articolo del nostro evento The Middle Heart 2. Questa mattina è stato pubblicato il primo giveaway: qui.
Innanzitutto ringrazio già i partecipanti che hanno commentato, siete già molti e sono contenta che apprezziate i miei sforzi, ma soprattutto apprezziate il lavoro dei nostri ospiti.
A proposito di ospiti, oggi è la volta di Julia Sienna, giovane autrice italiana, mia carissima amica. Ho da pochi giorni pubblicato proprio la recensione del suo libro, primo di una trilogia (qui la mia recensione). Anche l'anno scorso Julia ha partecipato all'evento, scrivendo un articolo davvero particolare:  "le istruzioni d'uso" per leggere Tolkien *-* qui
Anche quest'anno Julia si è cimentata in qualcosa di davvero particolare, ha scovato un libro bellissimo pieno di disegni creati proprio dalla mano del Professore.
Ma lascio la parola a lei...



Cari amici, buongiorno!
Sono contentissima di essere di nuovo qui con voi, anche quest'anno, per parlare del nostro amato Professore. Ringrazio Christy per questo secondo delizioso evento che, come ormai sapete, cerca di rendere omaggio a una delle figure più emblematiche della letteratura moderna e avvicinare quante più persone possibile alle sue fantastiche opere.
Di chi stiamo parlando? Ma di J.R.R. Tolkien ovviamente!
Chi è già veterano del Middle Heart (o molto più banalmente mi conosce) saprà che non mi dilungo mai in articoli tecnicistici, quanto più desidero incuriosirvi e portare il lettore stesso ad avvicinarsi a alla mai banale figura del Professore.
Ecco, anche quest'anno voglio darvi un motivo per leggere Tolkien, ma questo motivo non riguarda direttamente le sue opere letterarie, o meglio, non solo.
Voglio parlarvi di un Tolkien diverso, che pochi conoscono, per farvi capire quanto possa essere interessante addentrarsi tra le sue storie con la consapevolezza che non stiamo leggendo solo dei grandi libri, ma sveliamo, pagina dopo pagina, dei veri, grandi, mondi.
Di cosa parleremo quindi? Di Tolkien, ma come artista.
Artista, mi direte? Ma cosa ti sei bevuta?
Oh non vi sbagliate, miei cari... dico proprio artista. Tolkien fu pittore, disegnatore, ma soprattutto grande acquarellista e ornatista che seppe adattare lo spirito Art Nouveau degli anni '10 e '20 alle sue opere.
Forse qualcuno di voi avrà in mente qualche schizzo che spesso allegano alle pubblicazioni (adesso sta uscendo qualcosa con illustrazioni più serie). Carini, non c'è che dire, ma non sono quelli di cui sto parlando. Parlo di opere complesse, studiate e progettate che il Professore stesso realizzava quasi sempre per uso personale, come immagine per fissare i luoghi da lui narrati, e più di rado pensandole come elementi di contorno alle sue pubblicazioni.
Tolkien crea un mondo vero e palpabile attraverso le immagini, studiando con minuzia ogni paesaggio e ogni elemento che traduce in linguaggio grafico. Illustra ogni angolo interno ed esterno di Arda, descrive le scene chiave delle sue storie... ma non si ferma a questo. Crea una sub cultura, una sotto-storia-dell'arte che ricalca e rispecchia l'evoluzione artistica che lui stesso stava vivendo nel mondo reale. Ci troviamo di fronte quindi a opere chiaramente e del tutto iscrivibili tra i movimenti Arts & Crafts e Art Nouveau (o Liberty se preferite), che oltre ogni ragionevole evidenza, Tolkien conosceva, amava e sapeva in modo perfetto interpretare.
Il Professore illustra personalmente tutte le panoramiche dei suoi romanzi, in modo così dettagliato che spesso non è servito altro che rielaborare i suoi disegni per creare le suggestive scenografie dei film di Jackson.
Ma non si ferma a paesaggi e interni: studia i minimi dettagli del suo mondo e lo rende vivo. Crea decorazioni, motivi per arazzi, tappeti, maioliche, suddividendoli per popolo. Inventa codici miniati in elfico, piastrelle nùmenoriane, tessuti con i quali vestire i suoi personaggi.
Capiamo quindi che non ci troviamo di fronte a realizzazioni minori (schizzi, che brutta parola) di un grande scrittore, ma a vere opere di uno Scrittore che era anche Artista. Non potrebbero mai essere casuali simili disegni, simili declinazioni e interpretazioni in chiave tanto pura quanto precisa.
Ma ora non vi voglio annoiare con pagine di critica alle sue opere. Voglio che le vediate e capiate con i vostri occhi quanto vi ho appena detto. Credo che bastino per farvi comprendere quale sia il vero senso di questo invito alla lettura.
Come non leggere le opere di un uomo che non solo crea un mondo, ma gli associa pure una storia dell'arte di questo livello?
Desti ora, desti! Basta parole, passiamo ai fatti. È giunto il momento di scoprire anche questo aspetto del nostro amato Tolkien. (Se vi può divertire cercate le corrispondenze con le opere d'arte “umane” dello stesso periodo e ne rimarrete piacevolmente sorpresi).













Per chiunque volesse approfondire il discorso, vi consiglio un bellissimo libro, che però non so se sia ancora in produzione. In ogni caso potrete pescarlo nelle bancarelle dei libri usati. Si intitola “Immagini” ed è edito dalla Rusconi nell'anno 1989.
Ora, non mi resta che salutarvi tutti e sperare che queste mie poche parole abbiano incuriosito e portato nuovi lettori ad avvicinarsi al nostro Professore. Se così fosse, se anche uno solo di voi abbia deciso di leggere una delle splendide avventure tolkieniane, sarà per me una conquista.
Un abbraccio,

Julia


Domani non perdetevi il terzo articolo e un'altra sorpresa!!



The Middle Heart 2 - Primo giveaway: Le avventure di Tom Bombadil

Buongiorno carissimi lettori, oggi siamo al secondo giorno dell'evento tolkieniano che come sapete si sta svolgendo sul blog. In attesa del secondo articolo, sarà la volta di Julia Sienna, ho deciso di iniziare a svelarvi i premi dei giveaway!
Per questo primo giveaway, ho deciso di mettere in palio una copia di un libricino, ovviamente di Tolkien, che mi incuriosisce parecchio, purtroppo non ho avuto modo di leggerlo, ma spero che a voi possa piacere.
Il libro in questione è Le avventure di Tom Bombadil, opera in cui il nostro beniamino Professore, parla attraverso racconti in versi di un personaggio molto singolare, che solo chi ha letto Il signore degli anelli conoscerà.

Prima vi presento il libro, successivamente riporterò le regole per partecipare ai nostri giveaway...

LE AVVENTURE DI TOM BOMBADIL

Bompiani | 155 pp. | €13,50
Tolkien ripropone in questi sedici racconti in versi il suo fantastico Medioevo. Si passa da filastrocche scioglilingua a vere e proprie ballate romantiche, in un'accurata versione italiana che, evitando una piatta trascrizione letterale dei testi, si sforza invece di rispettarne la struttura, di riprodurne la musicalità, di ricostruirne la ricchezza di significati allegorici e rituali. I testi sono preceduti da una prefazione dello stesso autore. Testo inglese a fronte.



Come partecipare?
Come avevo già scritto nel post introduttivo, non ci sono delle vere e proprie regole. Dovrete solamente commentare il post di introduzione qui, oppure questo post del giveawy, confermando la vostra partecipazione. Il vostro nome sarà inserito direttamente nella lista per il sorteggio, che si farà sul sito random.org.



Cosa ne pensate di questo libro?
Conoscevate Tom Bombadil?


giovedì 26 marzo 2015

The Middle Heart 2 - Eowyn , Galadriel e Luthien: La Donna nella Terra di Mezzo (Laura Luthien)

Buongiorno carissimi lettori e tolkieniani, oggi è una giornata particolare per noi, perché come avrete capito oggi si dà il via al nostro evento The middle heart...
Potete leggere tutte le regole per partecipare, nel post di presentazione: qui

Lontano su nebbiosi monti gelati in antri oscuri e desolati. Partir dobbiamo, l'alba scordiamo per ritrovare gli ori incantati. Ruggenti pini sulle vette dei venti il pianto nella notte. Il fuoco ardeva fiamme spargeva alberi accesi torce di luce. 

Oggi ad aprire le porte di tutto l'evento, sarà una giovane ragazza ospite per il secondo anno di fila: Laura Luthien. Lei è una ragazza carinissima che ho conosciuto proprio grazie a Tolkien, si occupa di due pagine Facebook ovviamente dedicate alla Terra di Mezzo e inoltre ha da poco aperto un blog davvero interessante Il mondo incantato di Laurelin.
L'anno scorso ci ha parlato di tre figure maschili all'interno delle opere di Tolkien: Turin, Bilbo e Frodo: qui l'articolo. Invece quest'anno è la volta delle donne!
Infatti Laura ci presenta tre delle figure principali nella Terra di Mezzo: Eowyn, Galadriel e Luthien! Non mi resta che augurarvi una buona lettura!


Ciao a tutti! Di nuovo mi ritrovo qui con voi a parlare di Tolkien e delle sue opere. E’ un grande onore partecipare a questo evento meraviglioso. Ringrazio Christy che come al solito crede in me e mi fa sentire speciale.
L’anno scorso il mio articoletto ruotava attorno a tre figure maschili di spicco del mondo Tolkieniano: Turin,Bilbo e Frodo.
Quest’anno invece ho deciso di concentrarmi sulle donne, quelle donne che con la loro forza hanno colorato di rosa questo mondo che tanto amiamo!
Nei romanzi di Tolkien troviamo moltissimi personaggi femminili, che molto spesso si svelano importantissime ai fini narrativi, al contrario delle figure maschili, spesso arroganti e facilmente inclini a compiere errori. Anche se le opere di Tolkien, molto spesso, seguono i clichè medioevali le donne sono delineate con delle modalità che scardinano la figura femminile dalle convenzioni cavalleresche.

EOWYN


“Così Aragorn mirò per la prima volta alla luce del giorno Éowyn, Dama di Rohan, e la trovò bella, bella e fredda, come una mattina di pallida primavera, e non ancora maturata in donna”
Come avrete capito inizierò a parlare di Eowyn che incarna devo dire fedelmente l’ideale della donna moderna: Eowyn come ben sappiamo ha paura della “gabbia”, che è il concetto per cui la donna dovrebbe rimanere a casa a pensare alle faccende domestiche aspettando l’uomo che ritorna dalle battaglie.
“Non temo né morte né dolore, temo la gabbia, stare dietro le sbarre finché l'abitudine e la vecchiaia le accettino e ogni occasione di valore sia diventata un ricordo o un desiderio.”
Invece cosa fa la nostra Eowyn? Disobbedisce a Theoden e parte per affrontare la battaglia dei Campi Pelennor e sarà proprio lei a uccidere il Re degli Stregoni di Angmar in un duello magistrale. In questo caso accetta la sua femminilità con una forza incredibile e nonostante il rifiuto di Aragorn riesce a innamorarsi di nuovo del caro Faramir. 


GALADRIEL


Adesso passiamo nel mondo degli Elfi e analizzerò brevemente la figura di Dama Galadriel.
Dama Galadriel è uno dei personaggi più importante dell’intero corpus narrativo di Tolkien. La sua bellezza fu fonte d’ispirazione per Feanor nella creazione dei Silmaril. Inoltre fu la custode di Nenya. Nel Silmarillion la vediamo ribelle contro i Valar , infatti parte anche lei alla volta del Beleriand nel tentativo di recuperare i Silmaril. Nel Signore degli Anelli invece spiccano due diverse personalità: da una parte vediamo una Galadriel fortemente attratta dal potere dell’unico. Lei vorrebbe usare l’anello per fare del bene ma allo stesso tempo c’è tanta onnipotenza nella sua anima, tanta sete di potere. Cerca di impossessarsi dell’anello ma resiste alla tentazione di possedere l’unico e a quel punto decide di convertirsi definitivamente al bene.Questa è la seconda personalità del carattere. La dama elfica che ha abbracciato la campagna del bene e della libertà dona alla compagnia degli oggetti che simboleggeranno la sua lealtà a quell’impresa titanica che porterà alla distruzione dell’unico.
“Ed io non sarò oscura, ma bella e terribile come la Mattina e la Notte! Splendida come il Mare ed il Sole e la Neve sulla Montagna... Temuta come i Fulmini e la Tempesta... Più forte delle fondamenta della terra... Tutti mi ameranno, disperandosi!”


LUTHIEN


Luthien Tinuviel è per lo stesso Tolkien, il personaggio che più rappresenta il genere femminile. Per caratterizzare al meglio questo personaggio Tolkien prese come modello la moglie Edith. Luthien è ritenuta la più bella creatura mai esistita al mondo. Lúthien è ricordata nel Lai di Leithian, (Liberazione dal Servaggio) dove si narra come si innamorò di Beren, un Uomo mortale. La loro relazione non fu tutta rose e fiore ma bensì si caratterizzò per una drammaticità veramente intensa: Lúthien non era solo figlia di uno dei più potenti Re del Beleriand, ma era Immortale.
Nel Silmarillion è descritta come un'elfa bellissima dai capelli neri e gli occhi verde-grigio, simile ad Arwen, tra l'altro sua discendente. Luthien è insieme a Galadriel e Eowyn il mio personaggio femminile preferito dell'intera opera Tolkieniana.
Il suo personaggio mi ha subito rapita: a mio avviso incarna i concetti di bellezza , dolcezza, leggiadria , armonia e delicatezza.
Nel corso della narrazione ho provato una profonda ammirazione per lei perchè è una donna che ha saputo combattere per il proprio destino.
Non è stata ferma nell'attesa del ritorno del suo "cavaliere" e come Eowyn si è mossa attivamente per costruire la sua storia e la sua vita!
Coraggiosa, intelligente e profondamente innamorata: ecco come la descriverei.

Il mio articolo finisce quì e volevo solo fare una piccola riflessione: Tolkien ha descritto sempre donne forti, creative , coraggiose e caparbie, donne che hanno lottato con tutte le loro forze per difendere i propri diritti e le proprie vite.

Illuminante a tal proposito, per concludere qui, un passo di Chiara Nejrotti alla voce femminilità del Dizionario dell'Universo di J.R.R. Tolkien : «In nulla i personaggi femminili sono inferiori ai loro complementari maschili, né appaiono passivi rispetto all'attività dei primi… Non solo le donne non appaiono inferiori, ma anzi Tolkien fa sì che nell'unione con la compoente maschile esse siano di solito ontologicamente superiori: Melian, Lúthien, Arwen appartengono ad una razza più elevata rispetto a quella dei loro sposi».

Grazie a tutti voi dell’attenzione mostratami e ancora ringrazio Christy di cuore!!



Quali sono i vostri personaggi femminili preferiti nella Terra di Mezzo?
Continuate a seguirci, domani un nuovo articolo e il primo giveaway!!




mercoledì 25 marzo 2015

The Middle Heart 2 - Introduzione

Buongiorno carissimi lettori, oggi sono super euforica perché finalmente posso presentarvi per bene i miei piani, riguardo l'evento che inizierà domani qui sul blog!! Questa volta abbiamo avuto poco tempo per organizzare, ma speriamo che vada tutto per il meglio.

Torna l'evento tolkieniano che vi ha incuriosito tanto lo scorso anno: The Middle Heart 2
L'anno scorso per la prima edizione abbiamo ricevuto diversi complimenti e numerose partecipazioni, quindi sono super felice di poterne fare una seconda edizione, per avvicinare ancora più lettori al mondo di Tolkien! Anche quest'anno l'evento ruoterà intorno a diversi articoli, riguardanti le opere del Professore e anche quest'anno il blog ospiterà quattro persone, che vi parleranno di diversi argomenti a loro cari.  E ovviamente non mancheranno i giveaway *-*
L'evento si terrà dal 26 al 29 Marzo, saranno quattro giorni pieni e speriamo di vedervi tanto presenti, quanto lo scorso anno *__*

Iniziamo dalla nuova locandina, che alcuni di voi avranno già visto su Facebook.



Ma passiamo alla cosa più importante, a coloro che renderanno il tutto ancora più interessante: gli ospiti di questa edizione, sono quattro ragazze, anche loro lettrici di Tolkien, che ci tengono a farvi conoscere alcuni aspetti delle opere. Ecco chi ci terrà compagnia quest'anno:

Julia Sienna
Angie Reina
Laura Luthien
Anita Book



Perché la scelta del titolo The Middle Heart?
The middle heart non è un errore di scrittura, come potreste pensare, ma è stato deciso, sotto suggerimento di un'amica.
E' un gioco di parole: abbiamo scelto la parola HEART ('cuore' in inglese) perché noi amiamo Tolkien! Ma allo stesso tempo la pronuncia ricorda la tanto amata Terra di Mezzo 'The middle earth'.


Come partecipare all'evento? 

Come lo scorso anno abbiamo deciso di non mettere regole per la partecipazione. Perché vogliamo che vi sentiate liberi di commentare, condividere,... senza nessuna forzatura. 
Basterà solamente commentare questo post, confermando la vostra partecipazione. Automaticamente commentando questo post, i vostri nomi saranno inseriti nella lista per i sorteggi dei giveaway! Nei prossimi giorni, scoprirete pure quali sono i premi ^^
Ci piacerebbe molto che tutti coloro che partecipano, diventassero follower del blog. Ma ciò non sarà obbligatorio!

Potrete dare anche la vostra partecipazione all'evento su Facebook qui, in modo da rimanere aggiornati continuamente. 

Speriamo di avere anche quest'anno tanti partecipanti. Nonostante non ci siano regole di nessun tipo, ovviamente ci farebbe piacere ricevere tanti vostri commenti, non solo per noi organizzatori, ma soprattutto per i nostri ospiti che hanno lavorato tanto ai loro articoli, mettendoci il cuore. Un grazie speciale va a loro, che ci stanno aiutando tantissimo a realizzare le nostre idee, grazie ragazze!!


A domani, con il primo articolo!!


martedì 4 marzo 2014

Vincitori The middle-heart

Carissimi lettori, siamo arrivati al punto cruciale dell'evento, i vincitori dei giveaway!


Prima di tutto però volevo ringraziare ognuno di voi, per aver partecipato anche semplicemente con una lettura di un articolo, grazie per aver dato tanta importanza a un autore così fantastico e speciale come Tolkien, grazie per averci appoggiato in questo progetto e grazie per averci dimostrato tanta fiducia e affetto. GRAZIE!

Un GRAZIE speciale va ai veri protagonisti di questo evento, a coloro che hanno reso il tutto possibile:




Ma ora andiamo ai nomi dei fortunati vincitori. 

Riceverete entro domani un'email alla quale dovete rispondere, scrivendo l'indirizzo a cui mandare il premio. Però prima di riceverlo, dovrete aspettare un po' di giorni, perché ancora aspettiamo che il corriere invii il pacco xD 


VINCITORE DEL LIBRO "LO HOBBIT"
Questa è l'immagine dell'estrazione, il vincitore è il primo.




VINCITORE DVD TRILOGIA DE "IL SIGNORE DEGLI ANELLI"
Questa è l'immagine dell'estrazione, il vincitore è il primo.


VINCITORE LIBRO "IL CACCIATORE DI DRAGHI"
Questa è l'immagine dell'estrazione, il vincitore è il primo.


Complimenti a tutti voi! Aspettatevi l'email











lunedì 24 febbraio 2014

Giveaway: Il cacciatore di draghi di J.R.R. Tolkien

Carissimi lettori ecco il giveaway tanto atteso. Mi scuso per il ritardo, avrei dovuto pubblicarlo ieri (con la chiusura dell'evento), ma ho avuto degli imprevisti e non ho potuto prepararlo. Scusate!
Comunque adesso posso svelarvi il libro in palio per questo terzo giveaway tolkeniano. Abbiamo pensato a questo libro perché magari molti fan del professore, non lo hanno mai letto (come me xD), quindi questa è una buona occasione per farlo leggere a qualcuno di voi!

IL CACCIATORE DI DRAGHI

AUTORE: J.R.R.Tolkien
EDITORE: Bompiani
PAGINE: 160
Il libro narra la vicenda di un contadino abitudinario e un po' fanfarone, costretto dalle circostanze a dar la caccia a un drago, su cui riesce ad aver la meglio, diventando ricco e rispettato tanto da essere eletto re. La fonte sarebbe un'antica cronaca in latino contenente il resoconto delle origini del Piccolo Regno, dove il racconto è ambientato. Ma si tratta soltanto di un espediente. Tolkien vi ricorre non già per dare credibilità storica al suo narrare, ma per creare un mondo metastorico, senza precise coordinate spazio-temporali, un'atmosfera da fiaba, un universo immaginario popolato di draghi e di giganti in cui però è possibile ritrovare qualcosa che si incontra nella realtà di tutti i giorni.
IL GIVEAWAY
  1. Come unica regola, dovete commentare questo post per confermare la vostra partecipazione. E lasciarci un'email, così possiamo contattarvi in caso di vittoria!


Il vincitore sarà scelto attraverso sorteggio, sul sito random.org. Quindi non saremo noi a scegliere il vincitore! Vorremmo premiarvi tutti, ma abbiamo un solo libro a disposizione.

AVETE TEMPO PER PARTECIPARE FINO AL 2 MARZO!


BUONA FORTUNA!





domenica 23 febbraio 2014

Lingue di Tolkien

Carissimi lettori e tolkeniani buona Domenica! Vi invito a fumarvi erba pipa e a leggere questo articolo molto interessante! Io non avevo mai pensato di approfondire questo argomento, ma per fortuna ci ha pensato Filippo Grecchi, anche lui amministratore della pagina Facebook Il secondo mondo di Tolkien - La terra di mezzo.
Buona lettura!


LINGUE DI TOLKIEN

Creare un mondo è un'impresa. Devi inventarti continenti, regioni, città, nazioni, re, regine, razze, storie,
racconti, miti, leggende, palazzi, castelli, torri e ponti.
Ma le lingue? Finché si tratta di Storia e Geografia siamo capaci tutti. Per le razze ti attieni a quelle classiche,
inventate da altri prima di te, al massimo aggiungi qualche piccola modifica.
Ma le lingue? Creare un'intera lingua non è cosa da poco! Se in più ci aggiungi un alfabeto nuovo, diventa
ancora più complesso. Maiuscole, minuscole, punteggiatura, verbi, aggettivi, casi, coniugazioni, eccezioni,
congiunzioni e avverbi. Poi devi pensare anche alla musicalità, pensare all'evoluzione della lingua durante la
storia della razza che la parla; razza che hai appena inventato. Ti passa quasi la voglia!
John Ronald Reuel Tolkien ne ha inventate parecchie. Per lui era un hobby, un vizio segreto (“Il medioevo e il fantastico” - Bompiani), un gioco. Iniziò già da bambino, quando l'idea di Arda era ancora prigioniera nella sua mente. Varie furono le lingue che lo ispirarono per le sue creazioni, tra le quali il gallese, il suomi, il greco e l'italiano.
Nel mondo di Arda diede voce agli Ainur (Valarin e Linguaggio Nero), Uomini (Adûnaico. Rohirric, ...), Nani (Khuzdul), Ent (Nuovo e Vecchio Entese) ed Elfi.
Le lingue elfiche sono di sicuro le più conosciute e complete, in particolar modo il Quenya (Alto Elfico) e il
Sindarin (Grigio Elfico).
Compaiono entrambe sia nei film di Peter Jackson che nei vari libri scritti da Tolkien, tanto nelle opere classiche che in quelle pubblicate postume.

Il Quenya, durante la Terza Era, è considerato una sorta di “latino”; non viene parlato dagli elfi della Terra di
Mezzo, se non in cerimonie o in opere scritte. Viene parlato in Aman, nel regno di Valinor, dagli Elfi Noldor e Vanyar.
Il più celebre brano in Quenya è il “Lamento di Galadriel”, cantato dalla Dama di Lothlórien mentre la Compagnia dell'Anello lasciava il suo regno sulle acque dell'Anduin.



Esiste una registrazione del Professore che recita questo pezzo: http://youtu.be/dUAlX0dibMo

Un'altra frase famosa la rivolge Frodo all'elfo Gildor Inglorion: « Elen síla lúmenn'omentielvo » (Una stella
brilla sull'ora del nostro incontro), purtroppo omessa nel film in quanto gli Hobbit non si soffermano a parlare
con gli elfi che incontrano nei boschi.

Il canto di Aragorn durante la sua incoronazione a Re sono le parole che Elendil pronunciò quando giunse sulla Terra di Mezzo dopo la Caduta di Númenor « Et Eärello Endorenna utúlien. Sinome maruvan ar Hildinyar tenn' Ambar-metta! » (Giungo dal Grande Mare nella Terra di mezzo. Sarà questa la mia dimora, e quella dei miei eredi, sino alla fine del mondo! )

Tolkien ha inoltre tradotto in Quenya anche le preghiere cristiane del Padre Nostro e dell'Ave Maria.

In seguito all'Oscuramento di Valinor da parte di Melkor, Fëanor guida la fuga dei Noldor verso la Terra di
Mezzo combattendo contro gli elfi Teleri di Alqualondë, uccidendoli e rubando loro le navi necessarie alla
traversata del mare. Quando la notizia di questo fratricidio giunse alle orecchie di Elu Thingol, Re dei Sindar
nel Doriath, inveì contro i Noldor e proibì l'utilizzo della lingua da loro parlata, il Quenya:

« Mai più alle mie orecchie risuoni la lingua di coloro che in Alqualondë hanno sterminato i miei consanguinei! Né sia più pubblicamente parlata nel mio regno, finché io sieda su questo trono. Tutti i Sindar devono essere informati del mio ordine di non usare la favella dei Noldor né di rispondere a chi con essa si rivolga loro. E chiunque vi faccia ricorso, sarà considerato fratricida e traditore impenitente. »
Fu questo bando uno dei motivi principali che favorì la diffusione del Sindarin tra tutte le genti della Terra di
Mezzo e di Númenor, sebbene il nome dei Re dell'Ovesturia fosse in Quenya (es. Tar-Minyatur è il nome
Quenya di Re Elros).

Il Sindarin, dunque, è la lingua parlata dagli elfi Sindar, ovvero quella parte dei Teleri che partì per il lungo
viaggio verso Aman, ma che in Aman non arrivò mai, fermandosi nel Beleriand.
Curiosamente, il termine Sindar non è una parola della lingua Sindarin, ma bensì è una parola Quenya, creata dai Noldor tornati nella Terra di Mezzo in seguito all'esilio.
In Telerin comune (la lingua da cui derivarono il Telerin di Valinor e il Sindarin) questo popolo si chiamava Lindar, ma i Lindar si riferivano a loro stessi chiamandosi semplicemente Edhil, Elfi (edhel al singolare).




Il Cancello di Moria che la Compagnia dell'Anello attraversa ha sopra incisa una frase in Sindarin, scritta
utilizzando le Tengwar di Feanor nel modo tipico del Beleriand. La scritta recita « Ennyn Durin Aran Moria: pedo mellon a minno. Im Narvi hain echant: Celebrimbor o Eregion teithant i thiw hin. » (Le Porte di Durin, Signore di Moria. Dite, amici, ed entrate. Io, Narvi, le feci. Celebrimbor dell'Agrifogliere tracciò questi segni.)

Una delle invocazioni usate da Gandalf per aprire il Cancello è anch'essa in Sindarin: « Annon edhellen, edro hi ammen! Fennas nogothrim, lasto beth lammen! » (Porta Elfica apriti ora per noi; ingresso del Popolo dei Nani ascolta le parole della mia lingua).


Il Sindarin è la lingua comunemente parlata nella Terza Era da tutti gli elfi, compresi quelli di origine Noldor, ad esempio Galadriel.
Per scrivere il Sindarin si utilizzano le Tengwar, lettere inventate da Fëanor usate per scrivere anche in molti
altri linguaggi, Quenya compreso. L'evoluzione dell'utilizzo delle Tengwar è complesso tanto quanto
l'evoluzione delle lingue che con esse si rappresentano.
Durante la Terza Era esistono sostanzialmente quattro utilizzi differenti delle Tengwar: due per scrivere in
Sindarin (Il Modo del Beleriand, usato a Gran Burrone e per l'inscrizione sul Cancello di Moria, e il Modo di Gondor, in utilizzo presso il regno degli Uomini), uno per il Quenya e uno per il Linguaggio Nero.

Il Linguaggio Nero deriva dal Valarin, la lingua parlata in Valinor dagli Ainur.
Essendo Melkor un Vala, e il suo successore Sauron in Maia è comprensibile perché si siano rifatti alla lingua
originaria. Non vi sono molti testi in questa lingua, anche perché ne esistono diverse versioni. In questa lingua
è stata scritta la celeberrima incisione sull'Unico Anello:
« Ash nazg durbatulûk, ash nazg gimbatul,
Ash nazg thrakatulûk agh burzum-ishi krimpatul »

« Un anello per domarli, un anello per trovarli,
Un anello per ghermirli e nel buio incatenarli. »




La magnificenza e la grandezza del lavoro di Tolkien non può che lasciare stupefatti coloro che si appassionano alle lingue da lui create. Il Professore affermò che « Nessuno mi crede quando dico che il mio lungo libro [Il Signore degli Anelli, nda] è un tentativo di creare un mondo in cui una forma di linguaggio accettabile dal mio personale senso estetico possa sembrare reale. Ma è vero »
In quest'ottica può sembrare che Il Signore degli Anelli, e forse tutte le opere di Tolkien sul fantastico mondo
di Arda, siano state create semplicemente per potergli permettere di dare una vita e una collocazione alle
lingue da lui create.
Un amore per lingue talmente ampio da creare un universo che rimarrà nella storia.

Filippo Grecchi
~ Lórien



sabato 22 febbraio 2014

La cosmologia di Eä

Carissimi lettori, vi stanno piacendo gli articoli? Io spero che molti di voi, dopo questo evento, si avvicineranno al mondo di Tolkien. Ma continuiamo con gli articoli! Oggi potrete leggere un articolo scritto dall'autore Antonio Polosa.

La cosmologia di Eä

«In principio esisteva Eru, l'Uno, che in Arda è chiamato Ilúvatar; ed egli creò per primi gli Ainur, i Santi, rampolli del suo pensiero, ed essi erano con lui prima che ogni altra cosa fosse creata.»

È così che inizia il Silmarillion, la storia dell'universo immaginario creato da Tolkien, un mondo che chiunque si ritenga Fan dello scrittore Britannico conosce, si potrebbe dire, quasi meglio del suo. Perché se pur le teorie sulla creazione del nostro universo siano tante e conflittuali, partendo dalla scienza e passando per le varie religioni, l'Eä (l'universo creato da Tolkien) ha già le sue risposte e verità. Eppure molti di noi - me compreso fino a poco tempo fa - tutto quello che conoscono l'hanno appreso dal racconto dello hobbit e da quello del signore degli anelli e, credetemi, questi voluminosi testi non sono altro che una minima parte dell'immenso lavoro del Maestro.

Prima di parlavi della creazione di questo fantastico mondo vi faccio però due premesse: la prima è che questa "storia" questa Mitologia, è così ricca di elementi e complessa che per capirla o anche solo per parlarne, bisognerebbe non solo aver letto tutti i testi scritti dallo stesso Tolkien ma anche studiarli al pari di una qualsiasi mitologia o religione. Quindi, con immensa umiltà, proverò a parlarvi di Eä e di Arda, della musica degli Ainur e dell'avvento del male nella terra di mezzo. La seconda premessa riguarda chiunque abbia intenzione di leggere il silmarillion: parlerò solo della prima parte di esso, delle sue prime pagine per indurre chiunque non abbia ancora comprato questo capolavoro a cambiare idea e allo stesso tempo per conoscere le opinioni di chi invece ha già letto tutto il necessario su Eä per poterne parlare liberamente.

La Musica degli Ainur
Ebbene sì, l'Eä che non è altro che l'universo, è stato generato dalla musica degli Ainur - ovvero esseri nati dalla mente di Eru - Insomma, chi non ama la musica? Soprattutto in questa generazione del web chi ancora si permette di passare una giornata nel silenzio? Quasi nessuno. 


«Ed egli parlò loro, proponendo temi musicali; ed essi cantarono al suo cospetto, ed egli ne fu lieto [...] Allora la voce degli Ainur, quasi con arpe e liuti, e flauti e trombe, e viole e organi, quasi con innumerevoli cori che cantassero con parole, prese a plasmare il tema di Ilùvatar in una grande musica...» quindi è inutile dirvi che l'intera opera è pura poesia, materiale che negli anni ha ispirato diversi compositori e gruppi a scrivere sinfonie così come per lo stesso Howard Shore, compositore delle colonne sonore degli adattamenti cinematografici di Peter Jackson.

Nota poco importante: queste stesse sinfonie stanno influenzando l'articolo durante la sua scrittura.
(http://www.youtube.com/watch?v=ybZINoDv8I8)


«Ma, col progredire del tema, nel cuore di Melkor sorse l’idea di inserire trovate frutto della propria immaginazione, che non erano in accordo con il tema di Ilùvatar, ed egli con ciò intendeva accrescere la potenza e la gloria della parte assegnatagli.» Melkor, seppur comunque figlio di Eru, è colui che diventerà in seguito il primo signore oscuro conosciuto poi come Morgoth, ovvero il maestro di Sauron stesso. Lui, il più potente degli Ainur che accecato dalla brama di potere e soprattutto dall'invidia, cede all'oscurità e sfida il potere stesso del suo creatore. -Proprio come il Lucifero dell'antico testamento-

«Perciò io dico: Eä! Che queste cose siano! E io invierò nel Vuoto la Fiamma Imperitura, ed essa sarà nel cuore del Mondo, e il Mondo sarà; e quelli tra voi che lo vogliono, possono andarvi» Eä significa letteralmente: Sia! E attraverso questo comando e per il naturale potere della Fiamma Imperitura, ovvero l'essenza divina di Eru con la capacità di conferire esistenza ai pensieri e sensazioni, l'universo così come progettato attraverso il loro canto diventò realtà.

Già fino a questo punto si possono notare diversi riferimenti alla bibbia, anche se Tolkien ha più volte sottolineato che non esiste nessun riferimento diretto fra la sua opera di fantasia e le Sacre Scritture della cristianità. Possiamo credergli o non farlo ma qualunque sia la risposta a questa domanda, io personalmente trovo le sue idee comunque creative e originali. Per questo quoto volentieri "l'innocenza" di Tolkien contro queste accuse: ispirarsi è lecito, trasformare elementi già esistenti e migliorarli è arte, fare di quella piccola idea iniziale un'opera magistrale pari alle più grandi mitologie del mondo è da Dio. Perché Tolkien è il Dio, l'Eru di tutti quelli che oggi amano ogni sfumatura del fantasy. Noi Siamo gli Ainur di Tolkien, i rampolli del suo pensiero. I suoi racconti sono pura Fiamma Imperitura, capaci davvero di dare esistenza a quei pensieri e a quelle sensazioni da loro trasmesse, e coloro che lo criticano e lo rinnegano sono invece come Melkor; semplicemente non sanno che la sua Fiamma non da vita a lettori che sono sotto il dominio del proprio creatore ma a creature indipendenti, che il creatore può amare e a cui il creatore può dare preziosi insegnamenti.

Concludo con un ritorno al principio e con una domanda rivolta a voi lettori. Qual è la vostra Musica degli Ainur? Quale canzone o sinfonia ha il potere di plasmare i vostri pensieri e le vostre sensazioni, svolgendo lo stesso ruolo della Fiamma Imperitura?

Antonio Polosa






  

Giveaway: Il signore degli anelli, il dvd della trilogia!

Carissimi lettori, arriva il secondo giveaway, siete tantissimi al primo *__* e spero che vi piaccia anche questo!
Abbiamo pensato di regalarvi il dvd della trilogia de Il signore degli anelli, sicuramente li avrete visti, però in questo modo potete guardarlo ogni volta che volete!

IL SIGNORE DEGLI ANELLI
La trilogia


« Tre Anelli ai Re degli Elfi sotto il cielo che risplende,
Sette ai Principi dei Nani nelle loro rocche di pietra,
Nove agli Uomini Mortali che la triste morte attende,
Uno per l'Oscuro Sire chiuso nella reggia tetra,
Nella Terra di Mordor, dove l'Ombra nera scende.
Un Anello per domarli, un Anello per trovarli,
Un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli.
Nella Terra di Mordor, dove l'Ombra cupa scende. »



IL GIVEAWAY
  1. Come unica regola, dovete commentare questo post per confermare la vostra partecipazione. E lasciarci un'email, così possiamo contattarvi in caso di vittoria!


Il vincitore sarà scelto attraverso sorteggio, sul sito random.org. Quindi non saremo noi a scegliere il vincitore! Vorremmo premiarvi tutti, ma abbiamo un solo libro a disposizione.

AVETE TEMPO PER PARTECIPARE FINO AL 2 MARZO!


BUONA FORTUNA!

Tolkien: Istruzioni per l'uso

Carissimi lettori, vi vedo molto attivi e mi fa piacere ^^ mi piace vedervi così partecipi, soprattutto per quanto riguarda questo evento che mi sta particolarmente a cuore. Spero che gli articoli vi stiano piacendo ^^ io ringrazio ancora una volta tutte le persone che stanno collaborando, sono delle persone fantastiche che come me amano il professore!

Oggi vi faccio leggere un articolo davvero divertente, ma molto interessante. Scritto dalla scrittrice Julia Sienna, si tratta di un articolo che può far cambiare idea a molti lettori su Tolkien, insomma buona lettura!


Tolkien: istruzioni per l'uso. Ovvero perché BISOGNA leggere le opere del Professore.
Salve a tutti, cari amici, e benvenuti anche da parte mia a questa nuova giornata tolkieniana!
Prima di catapultarvi nelle mie personali elucubrazioni mentali, credo sia giusto concedermi/vi una piccola premessa del perché abbia deciso di parlarvi proprio di questo bizzarro argomento (Sì, mi permetto anch'io il mio “A proposito dell'Erba Pipa”). L'idea per questo articoletto nasce da alcune riflessioni che mi hanno sempre rapito ogni volta si parlasse del Professore: perché non si riesce mai a conciliare una visione su Tolkien? Perché deve sempre essere messo in confronto ad altri autori come l'amico Lewis o Martin? Insomma, perché viene sempre esaltato o sminuito?
Sinceramente, non sono ancora riuscita a trovare una risposta per queste fratture tra lettori, banalmente giustificabili con il solito “gusto personale”, eppure sono riuscita a ricondurre tutto questo movimento e agitazione, che si sono sempre creati attorno al Professore, a un unico elemento: tutti percepiscono il suo operato come qualcosa di più grande di una semplice espressione letteraria e, proprio partendo da questa convinzione, che si è radicata dentro di me, ho voluto parlarvi del perché si debba amare il compendio tolkienano e non perdersi l'occasione per leggerlo.
Quindi, pronti? Ecco le istruzioni per l'uso di una delle figure più interessanti del XX secolo!

Un ricetta per cominciare...
Bene, eccoci qui, amici! Ma per immergerci correttamente in questa discussione, abbiamo bisogno di indicare quali ingredienti ci serviranno, volutamente ridotti a un minimo esemplificativo:

  1. 1,4 kg di un vecchio e pesante Signore degli Anelli;
  2. 300 grammi abbondanti di Lo Hobbit;
  3. 250 grammi di Roverandom;
  4. 500 grammi di Silmarillion;
  5. due cucchiai di Tom Bombadil;
  6. un pizzico di Racconti Perduti e Ritrovati;
  7. e una tazza di cioccolata calda, che non guasta mai durante la lettura.
Ora siamo pronti con tutto ciò che ci serve per discutere di questo “spinoso” argomento. Gli ingredienti vanno benissimo anche per chi non abbia mai letto nulla di Tolkien, prendeteli come una piccola bibliografia di riferimento! Anzi, spero che leggendo queste mie parole possiate trovare la voglia per scoprire di più sul nostro amato Professore.
Come già anticipato nella premessa, nella figura di Tolkien si riesce a condensare uno degli autori più confrontati con altri, criticati e, allo stesso tempo, più seguiti e amati. O lo si ama o lo si odia, insomma, ma vediamo nello specifico perché abbia senso amarlo e non odiarlo, anche partendo dall'analisi di quelle che generalmente vengono definite come le sue maggiori pecche.

L'Epica Moderna
Uno dei primi appunti che viene mosso contro il Professore, nella nostra attualità, è proprio la sua poca
adesione alla realtà, il fatto di abbandonarsi spesso a un'epicità troppo lontana che contrasta con la tendenza attuale di un fantasy molto più realistico e concreto.
Bene, partiamo con il dire che pretendere che un'opera scritta da un filologo di istruzione ottocentesca possa ragguagliare le concezioni di cosa è il fantasy oggi è una cosa bruttissima quanto meno fantascienza, per restare nell'ambito del “fanta”... Se non altro, considerando che molte di queste opere, oggi prese come esempio di corretto fantasy, non sarebbero neppure esistite senza la precedente presenza di libri come Il Signore degli Anelli, per citarne uno tra i più conosciuti.
Per giudicare un operato mastodontico come quello di Tolkien bisogna infatti partire da considerazioni diverse, che fanno emergere la complessità e la profondità culturale di un soggetto che, prima di essere scrittore, è stato inventore di un mondo e di una nuova epica, riferita a un mondo sì fantastico, ma che voleva porre le origini mitiche di un mondo reale.
L'epopea tolkieniana infatti non è solo un esperimento letterario, ma è prima di tutto un esperimento epico che, guardando al passato, all'operato di un Virgilio e alla mitologia germanico-inglese, ha provato a donare all'Inghilterra un passato tra lo storico e il favolistico che mai si sarebbe sognata di avere.
L'intento primario della creazione del mondo di Arda è quindi da ricondurre a intenti mitologico-simbolici, che portano già oltre la normale concezione letteraria le opere del Professore.
Tolkien oltre che scrittore, è stato infatti prima di tutto filologo (inglese e germanico), glottoteta e studioso di letteratura medievale, elementi che non possono essere separati dalle opere che ha realizzato nel corso della sua vita. *Sveglia con uno scossone chi si è addormentato sulla parola “glottoteta”*
Notiamo già quindi che i presupposti per la creazione letteraria sono ben diversi e molto più profondi di quelli che possono attualmente portare uno scrittore a narrare di storie epiche e fantastiche. Tolkien nasce con l'idea di creare un compendio di una nuova mitologia e di comunicarla ai fruitori, lettori in questo caso, tramite un mezzo che ha sempre amato e rispettato: il libro. (Fangirl-mode on: non è forse un grande, eh? Eh? EH? *-*)

Prima della Marvel
Strettamente legata al concetto di nuova epica è anche la seconda critica che viene di solito mossa all'operato di Tolkien, ovvero la sua estrema categorizzazione del Bene e del Male, che influisce positivamente o negativamente su tutti i personaggi.
Analizziamo Il Signore degli Anelli, per prendere un'unica opera di riferimento. Ecco, come avevamo già detto nel punto precedente, Tolkien non sta creando un'opera letteraria, una bella storia per intenderci, ma pone le basi di una nuova mitologia.
Sono forse diversi gli eroi mitologici dagli eroi tolkieniani? No, anzi, spesso sono molto più statici e meno sfaccettati dei personaggi del Professore. Qualcuno ha mai pensato di definire Enea “troppo buono” o “troppo fedele alla sua causa” o Beowulf “troppo ossessionato dal drago” (Sì, Beo, effettivamente non stavi tanto bene...), non mi pare, e dovremmo imparare a giudicare anche gli eroi tolkieniani in quest'ottica, un'ottica che pone in loro delle valenze superiori a quelle di un normale personaggio letterario.
Il dualismo del Bene e del Male sono il motore dell'epicità e non solo classica, germanica o norrena, ma addirittura di quella che può definirsi l'epicità cristiano-ebraica.
Tolkien venne anche accusato di aver tratto fin troppa materia dalla Bibbia, ma a suo favore possiamo sempre ricondurre la necessità di ricreare nelle sue leggende qualcosa che avesse a che fare con gli archetipi di ogni cultura europea, quindi sì, perché non citare e rivoluzionare anche archetipi tratti dal miglior best-seller di tutti i tempi? (Per approfondire questo punto seguite l'intervento di quel gran sacramento di mio caro amico che è Antonio Polosa! )
In sostanza quindi, dobbiamo pensare agli eroi e anti-eroi tolkieniani come dei precursori di quella che sarebbe stata la futura stagione dei super-eroi della Marvel. Eroi che sono tali per il loro valore morale e anche per condizioni “magiche” che non vengono più di tanto indagate, come vorrebbe invece la critica moderna, che riconosce questa “mancanza” del Professore come una tremenda pecca. Siamo di fronte a personaggi epici colti in un momento soltanto della loro immensa vita, non a personaggi letterari. Le loro spiegazioni emergono in altre opere, in ricerche cosmogoniche ed eziologiche e non in banali spiegazioni di “come fa Gandalf ad accendere il suo bastone?”. (Fangirl-mode on: anche perché io non ho mai chiesto a Stan Lee come diavolo facesse Spiderman a sparare ragnatele dai polsi!!! D: )

Dopo i Grimm.
Se c'è chi critica il Professore per la sua eccessiva epicità, non manca chi lo critica per la sua eccessiva volontà favolistica. (Allora, mettevi d'accordo!)
Partiamo con il dire che Tolkien è sempre stato un uomo molto affezionato alla tradizione favolistica della sua terra, che ha sempre costituito una forma di leggenda a parte. Ora, perché escludere i bambini da quello che può essere il suo nuovo mondo epico? Perché limitare la sua fantasia solo a una letteratura per adulti? Ma certo che non poteva, il nostro super Professore, e così si è adoperato nel creare opere che potessero piacere anche ai più piccoli, creando una sorta di piccolo compendio favolistico/fiabistico sulla falsariga dei Grimm, solo che questa volta le leggende per i più piccoli erano tutte create dalla sua instancabile fantasia e non raccolte dalla tradizione. Un esempio è il bellissimo romanzetto Roverandom, che consiglio a tutti di leggere. È proprio qui che emerge la sfavillante fantasia di Tolkien e troverete anche simpatici deja-vu delle opere più “importanti”. (Leggilo, leggilo, leggilo!)

Il fascino delle parole
Un'altra delle critiche più feroci rivolte a Tolkien è la sua presunta eccessiva prolissità o, come si direbbe ora, la sua tendenza all'infodump. Questo elemento è tanto sentito dalla media dei lettori (e critici, o presunti tali) da trasformarlo in simpatico paragone per insultare i neo-scrittori fantasy nelle più accanite recensioni. “Ah Tolkien dei poveri, taglia 'sta menata sulle coltivazioni delle patate nelle terre del nord!”, quante di queste battute abbiamo letto nel corso delle nostre peregrinazioni tra blog e amazon vari per scovare qualcosa di buono da leggere?
Come per gli altri punti, anche questo viene risolto da una semplice considerazione: lo stile da alcuni definito prolisso di Tolkien è comunque lo stile di norma di un uomo inglese di formazione ottocentesca, uomo che per di più guarda al passato per dare una storia alla nazione. Risulta perciò assurdo pensare che possa esserci un reale confronto tra lo stile asciutto dei nostri giorni con lo stile di derivazione vittoriana, che subisce la influenze di Scott e di altri autori del passato. (E se lo fai, sei una cattiva persona) Anzi, per i suoi contemporanei, Tolkien era fin troppo asciutto, tanto da essere considerato come “un narratore di seconda categoria” e così non compreso nella giuria del premio Nobel.
Altro pregio della scrittura di Tolkien è sicuramente quella di saper andare oltre la sua strutturale complessità. Nonostante ciò, infatti, riesce a ricreare un messaggio facile, che può essere recepito da chiunque, trasformando così la sua epopea in qualcosa di popolare e analizzabile a tantissimi livelli.
Quanti autori possono dire di aver fatto questo?

Un uomo per tutte le stagioni
In conclusione possiamo dire quindi che Tolkien è stata una delle figure più eclettiche del XX secolo, capace di saper creare un mondo e adattarlo a ogni faccia possibile di lettori. Ha creato un'epica nuova, una mitologia nuova e nuove dinamiche narrative che continuano a far sognare grandi e piccini tutt'oggi. Il tutto espresso in uno stile unico capace di coinvolgere ogni tipologia di lettore.
Insomma, dopo questo lunghissimo pippone galattico intervento (poveretti, vi avrò fatto addormentare a metà...), vi ho convinto a leggere il Professore o ad amarlo ancora di più? *-*
A voi la parola, a me non resta che salutarvi con affetto!

Julia






Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...