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domenica 25 marzo 2018

Due chiacchere con... Ornella Calcagnile, autrice di "Wolves Coast"

Buona domenica lettori, oggi qui c'è finalmente il sole e ho voglia di fare tantissime cose, così ne approfitto pure per sistemare un po' il blog e preparare alcuni post. Oggi però voglio lasciarvi un'intervista che riaprirà - dopo molto tempo - la nostra sezione dedicata proprio alle interviste agli autori. Per questa occasione ho deciso anche di dare un nuovo nome a questa "rubrica", un nome semplice ma che non si limitasse a intervista xD


Comunque la prima autrice che aprirà le danze è Ornella Calcagnile, autrice italiana attiva da ormai molti anni. In particolare oggi ci concentriamo sulla sua ultima opera Wolves Coast per Dunwich edizioni (trovate la mia recensione qui). 

Dunwich edizioni | 175 pp. | €3,99
Wolves Coast è una ridente località che ai turisti appare come un semplice luogo di vacanza. Nessuno penserebbe mai a una terra di conflitti che ha visto affrontarsi coloni e amerindi, nessuno si aspetterebbe che quella faida si sia trascinata in sordina per secoli fino a esplodere in una battaglia tra popolazioni vicine, eppure per certi versi distanti.
Howi è un giovane di South Wolves con il cuore ferito e un enorme segreto a gravargli sulle spalle, ma con una solida comunità su cui poter contare. Emily è una ragazza di città, delusa dagli affetti, con uno spiccato desiderio di libertà e in cerca della propria strada, una ricerca che la porterà a Wolves Coast. Due personalità che, sebbene diverse, riescono a unirsi profondamente nell’arco di un’estate e a spalleggiarsi in uno scontro senza eguali per quel lembo di costa tanto desiderato da una fazione e tanto protetto dall’altra.
Amore e guerra sono vicini più che mai, ma il primo sopravvivrà alla seconda?



ORNELLA CALCAGNILE
Ornella Calcagnile, nata a Napoli nel 1986, diplomata all’Istituto D’Arte, laureata in Scienze della Comunicazione, ha sempre avuto un debole per tutto ciò che riguarda la creatività: grafica, disegno, fotografia, video-editing, fumetto e cinema.
Inizia a scrivere nel 2008 per dare sfogo alla sua fantasia ma con il tempo nasce una vera e propria passione che la induce a creare un blog di racconti e a lavorare come copywriter, avvicinandola ulteriormente al mondo dell’elaborazione testi e della comunicazione.
Nel 2012 apre un lit-blog Peccati di Penna dedicato alle recensioni e alla presentazione di giovani autori.
Nel 2013 esordisce come autrice con il romanzo urban fantasy Helena, pubblicato con Ute Libri.
Nel 2014 si cimenta in alcune auto-pubblicazioni:
- Black – The Hunter, racconto urban fantasy, spin-off di Helena;
- È la mia natura, racconto horror con contaminazione urban fantasy;
- Fil Rouge, romanzo rosa contemporaneo;
- Spicchi di Luna, racconto urban fantasy.
Nel 2014 scrive anche alcuni articoli per MeBook.
Nel 2015 pubblica:
- La Dannazione Della Sirena, racconto urban fantasy dark, Lettere Animate Editore;
- Il Tocco dell’Aldilà, racconto urban fantasy, Dunwich Edizioni;
- Un cuore per un cuore (serie Once Upon a Steam), novella steampunk, Dunwich Edizioni.
Nel 2016 è la volta di Natale ritrovato (La bottega degli incanti), novella fantasy, Dunwich Edizioni.
Il suo sogno è diventare una brava scrittrice, trasmettere emozioni e creare avventure in cui il lettore possa perdersi.


L'INTERVISTA

Ciao Ornella, ti ringrazio per aver deciso di rispondere alle mie domande. Benvenuta su Un buon libro non finisce mai! Per iniziare vorrei che ti presentassi ai lettori, chi è Ornella?
Grazie a te per aver pensato a me e per l’ospitalità.
Chi sono? Bella domanda…
Sono una sognatrice, una persona a cui piace creare e condividere, per questo forse sono sempre stata abbastanza social. Nella vita di tutti i giorni sono una persona ansiosa, insicura, una gran bevitrice di caffè, un’appassionata di make-up, accumulatrice di cosmetici, una buona forchetta e ovviamente sono una lettrice.

Il tuo ultimo libro pubblicato è Wolves Coast, una storia d’amore ricca di colpi di scena e di elementi fantasy, che sicuramente conquisteranno tanti lettori. Come e quando è nata questa storia?
Che piaccia a tanti è il mio desiderio più grande per Wolves Coast e incrocio le dita. La storia è nata più o meno dieci anni fa, quando buttavo già trame urban fantasy piene di vampiri, sangue e… insomma, una love story non è mai stata al centro dei miei scritti. In Wolves Coast ho riversato tutto l’amore che non ho mai inserito nei testi, volevo scoppiasse di sentimenti. A oggi penso sia la storia più rosa che abbia mai scritto nonostante gli elementi fantasy.

Io leggendo il libro mi sono ritrovata a provare una forte empatia per Howi da chi hai preso ispirazione per il suo personaggio? È stato difficile scrivere di una persona con una coltura diversa dalla nostra e così attaccato alla natura e alle tradizioni?
Howi non è una persona reale (e non saprei neanche che volto famoso associargli!), ma allo stesso tempo può essere un po’ tutti. L’ho delineato pensando al dolore che può dare una delusione d’amore. Per quanto riguarda la sua cultura e le sue tradizioni, mi sono affidata a resoconti di viaggio di turisti nelle riserve indiane e ho cercato informazioni e foto per poter descrivere certi eventi come la festa citata nel romanzo. Può non sembrare ma per alcuni elementi, anche quelli che magari passano in sordina, c’è una ricerca dietro. Ad esempio per quanto riguarda la natura, ho cercato i periodi migliori per piantare alberi, ho studiato e adatto il fenomeno dell’imprinting al fantasy, ho approfondito la mia conoscenza sui lupi. Non è stato particolarmente difficile scrivere di Howi, della sua gente e della natura, ma ci è voluta comunque una ricerca e una rielaborazione. Wolves Coast mi ha fatto conoscere cose nuove, ed è stato interessante.

Ma adesso voglio parlare un po’ dei luoghi che fanno da scenario a Wolves Coast. Luoghi magici, rigogliosi e dove la natura la fa da padrone. Se noi lettori dovessimo immaginarci Wolves Coast, secondo te quale città o paese gli si avvicina maggiormente? Ed è proprio da questo paese che hai preso ispirazione?
Per Wolves Coast avevo in mente una location tra boschi, montagne e costa e non sapevo ancora dove collocarla nella realtà quindi ho cercato ispirazione su Google Maps. Ovviamente dovevo cercare un luogo in America parlando di amerindi e, un giorno, osservando la cartina mi è caduto l’occhio su uno spuntone della costa che si trova nello stato di Washington, quando l’ho visto ho pensato subito: “È lui”, un colpo di fulmine. In sintesi, se dovessi immaginare Wolves Coast, la vedrei bene nella zona del Cape Disappointment State Park, con particolare attenzione a Fort Canby e la zona portuale di Ilwaco.

Emily nel tuo libro ha deciso di lasciare la sua vita passata e la sua famiglia per vivere una nuova vita a Wolves Coast con il suo amato Howi. Penso che ci voglia tanto coraggio a fare un passo così importante, avresti qualche consiglio per chi volesse seguire questo esempio?
Concordo sul coraggio! Ci vuole forza e determinazione, soprattutto se non si ha il supporto della famiglia, degli amici e di chi ci circonda, perché già è difficile lasciare tutto quando c’è un sostegno alle spalle, senza bisogna contare solo su se stessi. L’unico consiglio che mi sento di dare è di non andare all’avventura, bisogna avere un piano, per quanto possa essere entusiasmante l’indipendenza e la libertà, occorre mantenere i piedi per terra, essere realisti e prudenti.

Leggendo Wolves Coast ho avuto la continua sensazione che la storia mi stesse scorrendo tra le mani troppo in fretta. Per cui volevo sapere, e spero di sì, se ci sarà un seguito nella storia di Emily e Howi Leggeremo ancora di loro due?
La verità è che fin dall’inizio ho pensato a Wolves Coast come volume unico, ma se avessi le idee per un seguito convincente e sentito, perché no?

Infine, vorrei chiederti quali altri progetti hai per il futuro? Riguardo ovviamente il mondo dei libri. Hai già qualche altra storia nel cassetto?
Nel cassetto ho lasciato tante storie (anche antiche come Wolves Coast): tra vampiri, streghe, demoni, e potrei riprendere in mano una di queste e riscriverla con la maturità di oggi, oppure potrei decidermi a scrivere una nuova storia… ultimamente ho delle idee ma la pagina bianca di Word mi spaventa e non riesco a cominciare.

Ti ringrazio per le tue risposte Ornella, sei stata molto gentile. Vuoi aggiungere qualcosa su Wolves Coast? Magari per convincere i lettori a leggerlo?
No, grazie a te! Non sono una persona che si apre molto e tu mi hai dato un’occasione per farlo.
Per quanto riguarda Wolves Coast, ho scritto questa storia pensando ai lettori romantici ma, allo stesso tempo, ho messo una dose di azione per chi, come me, cerca un filone parallelo a quello della love story. Spero di esserci riuscita.



Conoscevate già Ornella?
Quale dei suoi libri avete letto?

mercoledì 18 ottobre 2017

Interview Tour - Alessandra Paoloni risponde alle nostre domande

Come vi avevo anticipato questa mattina, oggi vi lascio un interessante Interview Tour in cui abbiamo avuto la possibilità di scambiare quattro chiacchiere con Alessandra Paoloni.
Perché questo tour? Alessandra è una veterana nel mondo della letteratura, infatti questo 2017 segna il suo 10° anno di attività e di pubblicazione. Beh, un applauso ad Alessandra possiamo anche farlo tutti insieme!!



Ma prima di passare all'intervista, volevo un po' presentarvi Alessandra, per chi ancora non la conoscesse!

ALESSANDRA PAOLONI

Alessandra Paoloni è nata a Tivoli, l'11 marzo del 1983. Coltiva fin da bambina una passione quasi viscerale per la scrittura e la lettura, pubblicando fin da giovanissima poesie e racconti su riviste (come Confidenze Donna o la rivista della casa editrice Orizzonti) e su giornali locali. Esordisce come scrittrice con la raccolta poetica “Brevi monologhi in una sala da ballo di fine Ottocento” (2008), cui seguono i due romanzi fantasy “Un solo destino” e “Heliaca la pietra di luce” entrambi editi con la 0111 Edizioni (2009 e 2010). Si ripresenta al pubblico nell'aprile del 2012 con il nuovo romanzo “La Stirpe di Agortos” (pubblicato con lo pseudonimo di Elisabeth Gravestone).
Arriva seconda, con il racconto “La Prova”, al concorso indetto dal blog “Club Urban Fantasy”, la cui antologia è disponibile sia in edizione cartacea che digitale.
Esce nel novembre 2012 il paranormal fantasy “La discendente di Tiepole” (ora fuori commercio).
Il suo racconto "In fuga per ricominciare" è stato selezionato dal Writer Magazine di Franco Forte ed è comparso nell'antologia "365 Storie d'Amore".
E' tra i vincitori del concorso “On the Road: diari di viaggio” indetto dalla Libro Aperto Edizioni con il racconto “Sulla strada per la fine”.
Pubblica con la Libro Aperto Edizioni il lungo racconto paranormal romance "Oltre l'oscurità" in edizione digitale.
Il racconto "La cura" viene inserito nella raccolta antologica digitale "La prima volta" edita dalla Triskell Edizioni ed è disponibile gratuitamente sul sito della casa editrice stessa.
Dal maggio 2013 è possibile scaricare da amazon la nuova versione dei “Brevi monologhi in una sala da ballo di fine Ottocento”.
Nel settembre del 2013 pubblica in ebook la prima parte della saga romance/erotica/fantasy dei Wendell, “L'esilio del Re” a cui seguirà “Il tempo di Luther”, uscito nel dicembre 2013 .
Il breve racconto “L'estate del Professore” fa parte della raccolta antologica “365 giorni d'estate” della Delos Books.
Nel marzo del 2014 pubblica su amazon il lungo racconto erotico “È te che aspettavo”, opera arrivata seconda al concorso della Sperling Privè, balzato quasi subito al primo posto della classifica di letteratura erotica di Amazon. Il 17 Giugno dello stesso anno, per la collana “Senza Sfumature” della Delos Books, è uscito il breve racconto erotico “L'amante del boia”.
La mia recensione: QUI
Nel settembre 2014 torna a pubblicare in totale autonomia il romanzo di genere romance contemporaneo “Ti regalo l'Amore”, opere selezionata e acquistata dalla Newton Compton Editori che ripubblica il romanzo in edizione cartacea il 30 Giugno 2016 con il titolo "Le infinite probabilità dell'amore". Sempre per la Newton Compton, il 15 giugno esce la novella "Doppio di cuori", Newton prosegue prima con la novella erotica "Non aspetterò che te" e poi con il romanzo "Hai conquistato ogni parte di me" (marzo 2017), entrambi attualmente solo editi in versione ebook.
prequel del romanzo. La collaborazione con la
Nel febbraio del 2017 per festeggiare il centesimo numero della collana Senza sfumature scrive il breve racconto “Le 12 ore”, pubblicato nell'antologia “Tutte le sfumature di Senza sfumature” della Delos Books.
Alcuni dei suoi racconti sono disponibili online e possono essere letti in maniera gratuita sul sito “Romanticamente Fantasy” o sul suo account Wattpad.
Nell'estate del 2017 inizia la sua collaborazione con la Delrai Edizioni.





Cara Alessandra, benvenuta sul nostro blog! Siamo qui per un evento per te molto importante, ovvero il traguardo dei 10 anni di pubblicazioni. Complimenti! Innanzitutto presentati ai nostri lettori. Chi è Alessandra?
Intanto vi ringrazio tantissimo per avermi voluta ospitare nel vostro blog. Grazie mille di cuore! Chi è Alessandra... Sono una ragazza comune, che abita con una gatta in un piccolo paese alle porte di Roma. Non ho un lavoro fisso ma mi occupo di svariate cose anche del tutto diverse (passo dal fare la babysitter a fare la segretaria nell'azienda di famiglia che è un oleificio). Trascorro le giornate tra bambini, scrittura, biblioteca (che gestisco assieme ad altre volontarie), faccende domestiche e chi ne ha più ne metta. Non sto mai ferma. Penso che nella vita si debba dare il massimo in tutte le cose. 
Dalla tua lunga biografia leggiamo che hai iniziato molto presto a scrivere. Qual è stato il primo traguardo raggiunto con la scrittura? E che emozioni hai provato?
Il primo traguardo emozionante è stato ovviamente la prima pubblicazione. Nel 2008 pubblicai i “Brevi monologhi in una sala da ballo di fine Ottocento”, una raccolta di poesie monologhi (che nei prossimi mesi uscirà in una veste del tutto nuova per la Delrai Edizioni, proprio per festeggiare il traguardo dei 10 anni). È stato il sogno che si faceva realtà, come uscire dal guscio e confessare a tutti che per anni ho scritto in solitaria, chiusa nella mia stanza, senza mai vantarmi di quello che facevo. È stato come fare un grande salto e dire a me stessa “ok, adesso ti sei rivelata. Quindi continua”. Quella emozione la rivivo ogni volta che esce un mio libro, anche se adesso aspetto la pubblicazione con una consapevolezza diversa.
Adesso a distanza di 10 anni, le emozioni sono ancora così forti?
Come ti dicevo prima, assolutamente sì. Ogni volta che aspetto l'uscita di un libro lo faccio con grande nervosismo ed emozione perché ogni volta è diverso, essendo i miei libri molto diversi tra di loro. Ricordo che, quando pubblicai il mio primo racconto erotico, ero molto agitata all'idea di come il pubblico mi avrebbe trovata in quelle nuove vesti. E, se penso alle opere che dovranno uscire nei prossimi mesi, sono emozionata all'idea di come andranno queste mie nuove avventure. Sono sensazioni che difficilmente si scordano. Restano attaccate a me e mi accompagnano come fossero delle amiche reali.
Molti sono i libri che hai scritto, principalmente fantasy. Come mai la scelta di questo genere? E quali sono i libri che ti hanno da sempre ispirata?
Il fantasy resterà sempre il mio primo amore. Il fantasy permette ad un autore di parlare attraverso metafore di questioni immortali come la lotta tra bene e male, la tirannia, l'amicizia vera, l'amore assoluto. E poi permette davvero di spaziare con la fantasia e la mente. Sicuramente Tolkien è stato un mio grande maestro, in gioventù. Ma non ho disprezzato nemmeno King, con il suo horror fantasy immaginifico e introspettivo. Due scrittori che è impossibile eguagliare ma che sono continue fonti di ispirazione.
Tra tutti i tuoi romanzi pubblicati, a quale sei più legata? E perché?
Direi i Brevi Monologhi perché, pur essendo la mia opera d'esordio, ha visto molti dei miei pensieri e delle emozioni di un tempo messe su carta. E sarò felicissima di poterla ridare al pubblico con il titolo di “Ardenti Deliri”, nella veste di ArtBook per la Delrai Edizioni. È un libro a cui tengo moltissimo, anche se potrebbe essere considerato di nicchia visto il genere.
Una domanda un po’ difficile, visto che sei una delle poche autrici che può vantare di aver pubblicato con diverse case editrici. Cosa ne pensi dell’editoria moderna?
Il mondo editoriale è davvero una giungla, a volte pericolosa. Quando ho iniziato io non c'era ancora il boom degli autori self e si utilizzava ancora cercare una casa editrice tradizionale, inviare il manoscritto e attendere con pazienza una risposta. Oggi invece esordire e farsi conoscere è molto più difficile perché ogni giorno escono tanti titoli diversi, di case editrici e di autori self, e si rischia di restare incastrati in questo marasma di nomi e di sinossi. Anche il lettore fa fatica a seguire tutte le nuove pubblicazioni. L'editoria italiana, nonostante tutte queste proposte, non passa un buon momento perché appunto si ha l'impressione che ci siano più autori che lettori. Tutto ciò che un autore deve fare è trovare un editore o un agente letterario che crede in lui. Se questo non accade allora ci sono parecchie piccole case editrici che lavorano bene. Altrimenti si può intraprendere la strada del self, diventando imprenditori di se stessi. Oppure mischiare le carte, come faccio io, e tentare più strade. L'importante è avere un atteggiamento onesto nei confronti del lettore. E questo atteggiamento spesso purtroppo viene a mancare.
Cosa dobbiamo aspettarci da Alessandra nei prossimi mesi ed anni? Che novità ci sono in arrivo?
Ce ne sono molte. A partire da una nuova pubblicazione con la Delos Books e una con la Delrai Edizioni. Nel 2018 ci sarà il ritorno di una saga che alcuni stanno ancora aspettando. Spero poi di ripubblicare qualche romanzo di genere romance, che sto ancora scrivendo. Insomma... dieci anni e non sentire né la fatica, né la voglia di smettere.
Ti ringrazio per averci tenuto compagnia e per aver risposto alle nostre domande. Vuoi aggiungere qualcosa per i tuoi lettori?
Grazie ancora a voi per l'ospitalità!
E grazie anche a quei lettori che non si sono ancora stancati di leggermi. Senza di voi, non sarei praticamente nulla. Dunque grazie di cuore!

Un grazie ad Alessandra e in bocca al lupo per il futuro!!

Fatemi sapere se conoscete Alessandra e se avete letto qualcuna delle sue pubblicazioni!


martedì 8 agosto 2017

Intervista a Daniela Montella, autrice de "Il corpo dei ricordi"

Buon pomeriggio lettori ^^ Come procedono le letture?
Intanto oggi vi lasciamo una nuova intervista dedicata a Daniela Montella, autrice de "Il corpo dei ricordi" che ho avuto la possibilità di leggere (molto bello) e che ho recensito QUI.



Ciao Daniela. Prima di addentrarci nel mondo del tuo romanzo, parliamo un po’ di te. Ti definiresti un’artista? Cosa pensi sia importante per uno scrittore o un coltivatore dell’arte nel suo insieme?
Non potrei mai definirmi un'artista, non fa proprio parte di me. Mi sembra un “titolo” inutile. All'ultimo che mi si è presentato così ho fatto le condoglianze; fortunatamente, dopo quell'episodio non mi ha più rivolto la parola.

Quale pensi sia il giusto significato da associare al connubio arte-vita?
Insistere, perseverare, insistere ancora, ripetere fino allo sfinimento e andare ancora avanti. Ma vale in ogni momento della vita, per ogni situazione esistente, non solo nell'ambito artistico.

Il teatro, insieme alla scrittura, è una delle tue passioni. Quanto tempo riesci a ritagliare loro?
Meno di quanto vorrei, ma per fare un lavoro degno bisognerebbe dedicare ogni ora di veglia (e anche parecchie di sonno) alla causa, cosa che ancora non riesco a fare. Ma ci sto lavorando.

Quale significato attribuisci a queste due forme di espressione? E quale messaggio hai voluto infondere nel tuo romanzo?
Che la felicità è inutile se ostentata, e invece oggi è l'unica forma con cui viene accettata e riconosciuta. Bisogna mostrarsi felici, come se fosse indispensabile per esserlo davvero; come se gli altri che ti considerano felice siano una conferma di quello che senti. Ma è importante lasciar fluire tutto in sé, il bene e il male, la gioia e la tristezza, e trattarli per quello che sono: elementi personali, da non dover condividere a tutti i costi. Che non bisogna avere paura del dolore, o finirà per schiacciarti.

Il tuo è un romanzo che parla, ovviamente non solo, di morte. Ho trovato analogie con il romanzo “Le intermittenze della morte” di Saramago, non so se lo conosci. Come mai la scelta di questo tema tanto caro alla letteratura?
Sì, e l'ho trovato geniale! Anche se l'ho letto quando l'idea de “Il corpo dei ricordi” era già formata, quindi non so quanto abbia influito sul risultato. Quanto al tema, in realtà non l'ho scelto a tavolino... anzi, non l'ho scelto e basta, è capitato. La storia mi è venuta in mente dopo un episodio molto triste della mia, anche se ci ho messo un po' a decidermi di scriverla. Ci ho messo più tempo a pensarla; in sé l'atto pratico mi ha preso pochissimo tempo.

La sensazione che ho avuto leggendo, come ho scritto nella recensione, è di un ambiente sterile, asettico, immobile. C’è qualche connessione con la nostra realtà? 
Evoluzione tecnologica e guerra a parte, il mondo del libro ha solo connessioni con la realtà. Per me il mondo è esattamente come nel libro. Mi sembrano tutti distanti, lontani, come protetti da una patina che non permette di toccarli davvero. Perfino il rapporto con la morte mi sembra simile: sembra quasi un argomento tabù, così come lo è qualsiasi cosa connessa alla tristezza, al dolore o alla paura. Non c'è davvero nulla di male nell'essere tristi, ma per come è fatto il mondo oggi è come se lo fosse; ammettere una debolezza sembra quasi una cosa di cui vergognarsi. Quindi sì, direi che a parte degli ovvi elementi il mondo di Yolande è proprio come il nostro.

Ricordi. Altro elemento fondamentale nel tuo romanzo. Potrebbero essere la nostra salvezza?
Da soli, non credo. I ricordi sono inutili senza un cuore in grado di sentirli, ed è quello che mi sembra manchi davvero. Almeno, questo è quello che manca nello Stato.

Eppure, nel romanzo, sembri affermare che la sola infusione dei ricordi, eventi passati, emozioni, non sia forse sufficiente a riportare in vita il “vero io”. Cosa altro manca?
Come dicevo prima, il cuore. Anche se sembra tanto una frase da Bacio Perugina. Forse quello che manca davvero è l'anima in grado di sentire quei ricordi, riviverli, lasciare che ci salvino o ci definiscano o ci facciano capire quello che non vogliamo essere. Non a caso il romanzo si apre con una citazione di James Hillman, che sul “fare anima” ha basato quasi tutti i suoi studi.

Yolande, reietta del romanzo, sovversiva nei confronti del sistema. Eroina distopica o personaggio di una tragedia greca?
Penso che sia più affine a un personaggio della tragedia greca: affronta un destino che le è imposto e cerca di combatterlo, a suo modo, ma la volontà degli dei (o, nel caso del romanzo, della volontà dello Stato) è sempre inappellabile e tende a schiacciare tutto quello su cui si posa. Sia chiaro: non è sovversiva per il piacere di esserlo, né vuole essere diversa. Yolande è fragile, insicura – e, come si può constatare nella seconda metà del romanzo, nasconde un'aggressività pericolosa. È una debole che si lascia sopraffare dalla vastità della sua stessa debolezza. Non è uscita come la immaginavo all'inizio, devo dire la verità. Credevo fosse più coraggiosa. Ma la verità è che non conosci davvero i tuoi personaggi finché non li scrivi.

Hai altri progetti futuri? Io personalmente spero di leggere ancora altro.
Ho diverse storie in cantiere. Per ora sto cercando di concentrarmi solo su una di queste, ma è difficile. Vorrei poter fare tutto insieme... anzi, se potessi scriverei su due computer contemporaneamente!... ma devo imparare a contenere l'entusiasmo; è una storia molto delicata, ha bisogno di essere vissuta, non posso lasciarmi distrarre da altre cose. Spero di poterti accontentare.


Ringraziamo ancora Daniela e vi lascio, per chi se lo fosse perso, il suo romanzo con il consiglio sincero di comprarlo e leggerlo ^^





IL CORPO DEI RICORDI
Risultati immagini per il corpo dei ricordi
Milena Edizioni | 206 pp. | €12,00

In un paradiso terrestre come lo Stato, unico custode della cultura umana in un mondo ormai devastato dalle guerre, la morte è diventata illegale. Paura e dolore sono ridotti ai minimi termini e la tristezza è mal tollerata. Ogni difetto viene eliminato con un colpo di bisturi. Eventuali giovani morti, vittime di incidenti o malattie, tornano in corpi nuovi pieni di ricordi del passato. Yolande, cresciuta dai seguaci di un culto della morte, fatica a inserirsi nel mondo perfetto. Fra ricordi dolorosi e sogni funesti, il suo unico desiderio è quello di sembrare normale. La situazione precipita quando riceve una telefonata inaspettata: Kristof, il suo amato marito, è appena morto.

venerdì 14 aprile 2017

Intervista a Ursula Poznanski e Arno Strobel, autori del thriller "L'estraneo"

Cari lettori, oggi doppio post ^^ voglio infatti lasciarvi questa bellissima intervista fatta a Ursula Poznanski e Arno Strobel, gli autori del fantastico thriller L'estraneo, che avevo apprezzato parecchio e di cui sicuramente avrete sentito parlare (qui la mia recensione).
Ringrazio innanzitutto la Giunti per aver concesso quest'intervista e soprattutto per aver atteso a lungo per vederla pubblicata, a causa di disguidi. Ci tengo inoltre a precisare che le domande sono state fatte da Nora del blog Honey, there are never enough books.
Ma adesso andiamo a scoprire il mondo dei due autori 😍😍




La scrittura vi infonde energia o vi sfinisce?
U: Dipende. Quando va tutto perfettamente bene, è un puro energizzante. Quando mi sforzo è l’opposto. Qualche volta è entrambe le cose, allo stesso tempo mi invigorisce e mi sfinisce. 
A: Sono d’accordo. Quando la scrittura scorre, è come se tu potessi continuare all’infinito senza stancarti mai. Pura energia.

Quali sono le più comuni difficoltà per gli aspiranti scrittori?
U: Un errore molto comune è volere tutto e troppo velocemente, scrivere è un’arte come tutte le altre. Devi far pratica, devi fallire, devi rafforzare la tua abilità. E devi leggere molto. Questo prende tempo. 
A: Molti aspiranti scrittori hanno un’idea troppo glorificante del mestiere. Si, è un fantastico mestiere ma significa anche duro lavoro, se vuoi avere successo.

Da dove è nata l’idea di scrivere L'estraneo
La prima idea per L’estraneo è nata in un bar a Francoforte. Stavamo scherzando su cosa significasse scrivere un libro insieme senza nessun altro autore. E subito è nata l’idea. 

Cosa vi ha spinto insieme?
U: È un po’imbarazzante ma è vero: il vino.
A: 😊

Quale è stato il primo libro che vi ha fatto piangere? 
U: Io non sono sicura ma penso Il signore degli anelli. Il momento in cui Gandalf muore nella miniera di Moira. Avevo 12 anni.  
A: Assolutamente "Winnetou 3" di  Karl May. Avevo 10 anni ed è stato il seguente passaggio: il capo degli apache mi prese di nuovo la mano e allungò le braccia. Poi lentamente le sue dita lasciarono le mie. Era morto. 

Come avete scelto il nome dei personaggi?
I primi nomi in base al sentimento: i nomi devono rispecchiare il personaggio e l’età. I cognomi li abbiamo scelti attraverso l’elenco telefonico. 

Leggete le recensioni del libro? 
U:  Alcune si, quando un blogger o la casa editrice me le manda. Ma non in maniera assidua. 
A: Le leggo molto più frequentemente di Ursula ma non ossessivamente come all'inizio. 

Siete d’accordo con le positive o negative?
U: Faccio il mio meglio per non prenderle troppo seriamente, indipendentemente da che siano positive o negative. Così come le positive ti possono rallegrare, le negative ti possono scoraggiare. 
A: Le prendo seriamente ma non in base al fatto che siano positive o negative ma in base all’approccio critico: alcuni si impegnano davvero nella lettura e nella recensione del libro, mentre altri si limitano a usare superlativi come "il miglior/peggior di sempre".

Ci sono segreti nel libro che solo alcuni possono trovare?
U: è una buona idea ma no.
A: No, semplicemente non ho segreti da nascondere. 😊

Quale è stata la scena più difficile da scrivere?
U: Le scene d’amore sono sempre un po' un pendio scivoloso. Possono essere sdolcinate o involontariamente divertenti. Così la scena d’amore che ho scritto ne L'estraneo è stata un po’ difficoltosa.
A: Il momento in cui una donna si sveglia dentro una bara e scopre di essere stata sepolta viva. 

Cosa vi ha spinto verso questo genere?
Amiamo entrambi la suspense, ci piace posizionare false piste e ci piace sorprendere i lettori. 

Lavorate con uno schema, una traccia o aspettate che l’idea si presenti?
Lavoriamo con uno schema, quando lavoriamo insieme, i nostri schemi sono molto dettagliati. Questo è l’unico modo per lavorare insieme. 

Come pensate di evolvervi artisticamente?
U: speriamo di migliorare con ogni nuovo libro, o almeno ci sto provando.
A: Sono d’accordo. Da qualsiasi esperienza cerco di ricavarne qualcosa. Cerco di imparare sempre qualcosa che mi aiuti nei miei progetti futuri. 

Quale è la cosa più difficile nella scrittura? 
U: Scelta difficile. Ci sono 3 punti critici nel processo di scrittura: l’inizio quando ti siedi di fronte a una pagina vuota e sai di dover arrivare a 400 pagine. A metà libro quando sei convinto che ogni singola parola che hai scritto è uno schifo. E alla fine, quando la scadenza ti sta uccidendo. 
A: La gestione del tempo. All'inizio c’è molto tempo per il progetto ma improvvisamente realizzi di andare troppo piano e c’è difficilmente una possibilità che tu finisca. Forse un giorno capirò come risolverlo. 


Ringrazio ancora i due autori per averci concesso questa bellissima intervista *-*
Infine, vi lascio le info riguardo al libro, per chi ancora non lo conoscesse. 

L'ESTRANEO
Giunti | 416 pp. | €14,00
Un thriller psicologico che vi intrappolerà in un meccanismo perfetto. Non guarderete più il vostro partner nello stesso modo...
Immagina di essere sola in casa, avvolta in un accappatoio, mentre ti asciughi i capelli dopo un bagno caldo. Improvvisamente senti un rumore al piano di sotto, uno strano tintinnio, poi un cassetto che si apre e si richiude. Scendi le scale, ti avvicini alla porta della cucina e d'un tratto ti trovi davanti un estraneo: occhi azzurri, capelli scuri, spalle larghe. Sei paralizzata dalla paura, inizi a gridare. Ma lui non scappa. E, cosa ancora più inquietante, ti chiama per nome, sostiene di essere il tuo fidanzato e non capisce come tu possa non riconoscerlo. Tu però non l'hai mai visto prima, afferri un fermacarte e glielo scagli contro. Chi è quell'uomo? Perché dice di conoscerti? Stai forse diventando pazza?
Immagina di tornare a casa una sera: entri in cucina, ti versi un succo d’arancia e... vedi la tua ragazza che comincia a gridare: è convinta che tu sia un ladro o un assassino. Ti scaglia addosso un fermacarte e corre a chiudersi in camera. Non riesci a capire, ti guardi intorno e all'improvviso realizzi un fatto agghiacciante: le tue cose non ci sono più. Le tue giacche, che di mattina erano appese nel guardaroba, sono sparite. Non c'è più niente di tuo in quella casa. Stai forse diventando pazzo?
Siete entrambi intrappolati in un incubo. E l'unico modo per uscirne è fidarsi l'uno dell'altra...
Una morsa di paranoia e follia che stringe il lettore fin dalla primissima pagina.








lunedì 27 febbraio 2017

Intervista doppia Won-ho e Corrado (dai libri di Karen Waves)

Cari lettori buon inizio di settimana ^^ Febbraio sta già finendo e questo vuol dire che per me ricominceranno anche le lezioni, quindi stare dietro al blog diventerà ancora più difficile >_< vorrei tanto avere del tempo libero in più!

Ma comunque oggi voglio (finalmente!) farvi leggere la bellissima intervista doppia che ho fatto a due personaggi dell'autrice Karen Waves, che ormai in tanti conoscerete.
I protagonisti di questo post sono l'instancabile potatore Won-ho e il valoroso Corrado, due persone abbastanza diverse, ma che sono comunque riuscite ad andare più o meno d'accordo per questa intervista. Insomma, almeno non hanno alzato i toni!
Ringrazio ancora una volta Karen per avermi dato la possibilità di intervistare i suoi beniamini.


LE CESOIE DI BUSAN    LA MIA SIGNORA
 
Recensione: QUI          Recensione: QUI

Benvenuti su Un buon libro non finisce mai, vi ringrazio per aver accettato il mio invito e per le vostre risposte. Iniziamo subito con l’intervista doppia, mi raccomando stiamo calmi e fate i bravi!

1.      Presentatevi: nome, età, nazionalità e anno di nascita.
W: Kwon Won-ho, nato a Busan, Corea del Sud, il 3 marzo 1988. Ho ventotto anni in Italia, uno di più in Corea.
C: Il ragazzo qui è molto preciso, ma dalle mie parti non abbiamo cognomi, non teniamo conto del compleanno e anche l’anno di nascita non è preciso...
W: Moderiamo i termini, ok? Non sono un ragazzo e, considerate le tue incertezze, potrei essere anche più vecchio di te.
C: Ne dubito. Mi chiamo Corrado, sono nato d’inverno, nell’anno dell’alluvione, che secondo i vostri calcoli dovrebbe coincidere con il 1103 o 1104 d.C., in quello che oggi chiamate Veneto, sotto la signoria di Roccafiorina. Sto vivendo la fine della terza decade della mia vita, quindi sono ormai un uomo maturo, e come cavaliere esigo rispetto da questo contadino.
W: Dato che non sai nemmeno scrivere e io sono laureato in letteratura, ti consiglio di calmarti un momento.
C: I cavalieri non si sporcano le mani con l’inchiostro.
W: Né la mente con le idee, mi sembra di capire.

2.      Nel mondo letterario i gossip circolano in fretta, quindi ditemi un po’ chi è la vostra fortunata fidanzata? E come vi siete conosciuti?
C: Non ho fidanzate. Ho avuto una promessa sposa, Matilda, che ho sposato non appena possibile, come farebbe qualunque uomo decente.
W: ...un matrimonio combinato, immagino.
C: Naturalmente, come ricompensa per i miei servigi di cavaliere. Temo che nessuno ricompensi potatori come te con mogli di rango.
W: No, preferisco stare con donne che mi scelgono, e non costrette dal proprio padre.
C: Villano.
W: Su questo tu e la mia fidanzata vi trovereste d’accordo. Ho conosciuto Valentina durante il giorno di potatura all’Università di Busan: era seduta sotto un albero e rifiutava di spostarsi. Da allora non sono riuscito a liberarmene, se non per un breve periodo.
C: La villania si nota anche da come parla della sua dama, come se fosse un peso. Matilda per me è stata la realizzazione di un sogno... quando è scesa dal carro, davanti alla chiesa, ho avuto l’impressione che ci conoscessimo da sempre.
W: Non credo che lei sarebbe d’accordo.
C: Nessuno ha chiesto il tuo parere. Matilda è una nobildonna educata nelle arti della nobiltà, una castellana accorta e amata dal popolo. Ne sono molto fiero.
W: Valentina scrive tesi su pesci, fiori e sciatori in luogo di mare. Ama molto mettere gli altri al loro posto, incluso il sottoscritto. Mi ha detto di voler diventare un’insegnante, il che mi fa temere per i suoi futuri studenti.

3.      Stare con una donna non è facile, almeno così si dice, come fate voi a sopportare le vostre innamorate?
C: Non si tratta di sopportare Matilda, ma di portarla dove possiamo trovarci... per amministrare in armonia le nostre terre.
W: La vita con questo tizio sembra essere davvero entusiasmante.
C: Perché, sentiamo, che cosa ammiri di più della tua donna? Vivete nel peccato e litigate in continuazione...
W: Appunto. Ci sono cose su cui non ci capiamo molto, ma io e Valentina condividiamo lo stesso sarcasmo e le stesse passioni. Ci capiamo bene. Anche se non sempre ce ne ricordiamo.

4.      Corrado, a te piace Valentina? E Won-ho, tu cosa mi dici di Matilda?
C: Ho molta compassione per una donna che, in mancanza di famiglia, è stata costretta a vivere con questo zotico. Approvo che lo tratti come sta facendo. Anzi, dovrebbe essere più severa.
W: Matilda sarebbe una castellana migliore se non avesse lui come marito. La ammiro molto. Ha anche creato un bellissimo frutteto.

5.      Cosa pensate l’uno dell’altro?
C: Mi dicono che sia un buon bracciante e sono sicuro che si renderebbe utile, se avesse un signore feudale.
W: La prossima volta che dovrò organizzare una crociata contro poveri indigeni indifesi mi rivolgerò senz’altro a lui.

6.      Qual era da piccoli il vostro sogno nel cassetto? Siete riusciti a realizzarlo?
C: Ereditare il feudo di mio padre e dimostrarmi degno del mio signore.
W: E poi?
C: Mio padre è morto di febbre e il mio signore mi ha chiamato a sé per la guerra. Direi che è andato tutto bene.
W: Avevi davvero delle aspettative altissime.
C: Ti ricordo che vivo nel Medioevo. Tu piuttosto? In cosa hai fallito per ridurti a potare?
W: Veramente potare era il mio sogno.
C: Mi fa piacere sapere che i tuoi sogni sono sempre stati commisurati alle tue capacità.

7.      Descrivetevi in tre parole.
W: Sarcastico, coreano, oppresso da Valentina Bisello.
C: Cavalleresco, devoto, leale.
(Won-ho sbuffa)

8.       Entriamo nel privato, vi prego non arrossite come due donzelle, a letto vi sentite appagati? Tranquilli le vostre due fidanzate non leggeranno questa risposta… forse.
C: (dignitoso) Il segreto del talamo è sacro.
W: Questo significa che è pessimo a letto e la povera Matilda non riesce a confessarglielo.
C: Non sono come certi contadini che sentono il dovere di vantarsi delle proprie prodezze.
W: Non mi vanto di niente. Ma diciamo che la mia relazione con Valentina è... appassionata. Da ambedue le parti. (arrossisce)

9.      Noi lettrici siamo attratte, molto attratte, da voi. Ma voi che rapporto avete con i vostri fan?
W: Penso che le fan dovrebbero parlarne con Valentina. È un poco possessiva.
C: Sicuramente le hai dato motivo di dubitare di te.
W: Immagino che i tuoi rapporti con le contadine del feudo siano immacolati.
C: Da quando sono sposato, per me esiste solo Matilda. Apprezzo le mie ammiratrici, ma a distanza. Sarei molto lieto di mostrare loro i miei possedimenti.
W: Che meraviglioso eufemismo. Io sono contento di poter ricordare a Valentina che sono tutte convinte che lei dovrebbe comportarsi con più gentilezza...

10. Un’ultima domanda e poi siete liberi. Chi è il più bello tra i due?
C: Senz’altro quando sono in armatura e a cavallo faccio una splendida figura.
W: Io, invece, continuo a leggere commenti lusinghieri sulle mie scene di potatura in canottiera...



Voi per chi tifate?
Io assolutamente per Won-ho!

lunedì 4 luglio 2016

Presentazione "Bad Girl", la novella de Le cesoie di Busan + intervista all'autrice

Buongiorno e buon inizio di settimana carissimi lettori ^^ oggi 4 Luglio finalmente sarà disponibile online gratuitamente la novella de Le cesoie di Busan (qui la mia recensione), raccontata dal POV di Won-ho.
Ringrazio infinitamente Karen Waves per avermi dato la possibilità di leggere in super anteprima la novella e soprattutto per aver risposto alla mie domande ed essere presente oggi sul mio blog per presentare il libro.
La mia breve recensione della novella sarà pubblicata nei prossimi giorni =D

Prima di tutto voglio presentarvi tutte le info sulla novella.

Bad girl è uno spin-off della serie La studentessa e il potatore, ma si può leggere anche da solo. Il protagonista è Won-ho, un ragazzo coreano che si innamora di Valentina, una studentessa italiana in scambio in Corea del Sud. Tutta la loro storia è raccontata nel primo volume Le cesoie di Busan, disponibile in eBook e cartaceo su Amazon.


Non l’avrebbe voluta tanto, 
se non fosse stata così cattiva

BAD GIRL
Karen Waves | 99 pp. | gratis
“Con te posso essere quello che voglio, perché ci conosceremo soltanto per perderci.”
Per Won-ho Valentina ricorda un sonetto di Shakespeare, anche se ha il carattere peggiore che abbia mai incontrato in una ragazza. Ma dal momento che ha da poco litigato col padre e si trova a un passo dal lavoro dei suoi sogni, ovvero fare il potatore, uscire con una studentessa occidentale sembra il minore dei suoi problemi.
Valentina, però, è più complicata di quello che Won-ho si aspetta: dice di no, poi di sì, alternando momenti di sarcasmo tagliente ad altri di fragilità e dolcezza.
Won-ho la insegue tra lezioni e incontri casuali sulla spiaggia, scoprendo di non essere attratto solo dalla bellezza straniera e dai lunghi capelli di oro rosso. Tuttavia tentare di sedurre una donna che lo guarda con franchezza, e sembra volerlo come lui vuole lei, potrebbe avere conseguenze inaspettate, come scoprirà al loro primo appuntamento, sulla baia di Busan...
Bad girl racconta l’inizio di un amore inatteso e appassionato tra due persone che per geografia, carattere e cultura sembrano nate per restare distanti, ma che quando si trovano non sanno resistersi.

ESTRATTO DAL LIBRO...

Quel sorriso si allargò, come se fosse un’abitudine che doveva ricordare, e la luce del giorno era pallida sui suoi capelli chiari, sulla sua pelle.
Potrei paragonarti a un giorno d’estate, ricordò Won-ho. Shakespeare stava pensando a un uomo, ma doveva averle viste, Shakespeare, donne come questa. E ora le stava sorridendo di rimando, stupidamente, quando le diede l’unica risposta che le poteva dare, perché le regole, dopotutto, erano regole.
«No.»
Sei più amabile, più temperata, continuava il poeta, ma non c’era nulla di temperato nella vampa di rabbia che incendiò le labbra della ragazza, lo scontento salito agli occhi da scie di fuoco sulle guance.
«Okay» disse in un inglese aspro, raccogliendo le sue cose rapidamente. «Okay.» Avevo ragione, pensò Won-ho, riconoscendo l’accento, e almeno su questo non poteva sbagliare, chiedendole con gioia: «American?».
Osservarla era come guardare il riflesso del sole sull’acqua: mutava costantemente e senza preavviso, brillante e facile da leggere.
Un certo trionfante disprezzo le si dipinse sul volto, gli occhi quelli di chi sta preparando la risposta perfetta. E quello che le uscì dalle labbra era davvero quasi busanese, ma arrotato d’astio intorno all’accento di una lingua diversa.
«No. E comunque, parlo inglese meglio di te.»



Chi è Won-ho?
Ecco per voi un'esclusiva presentazione!



Nome: Won-ho
Cognome: Kwon
Data di nascita: 3 marzo 1988
Anni (coreani): 27
Anni reali: 26
Luogo di nascita: Busan
Nazionalità: coreana
Altezza: 175 cm
Peso: 65 kg
Segni particolari: potatore
Laurea: letteratura italiana
Carattere: sembra dolce e buono, ma nasconde un lato da mean boy che piace molto a Valentina
Pregi: ottimo amante
Difetti: testardo e orgoglioso




Il mio nome è Kwon Won-ho e oggi è il mio compleanno. I miei regali? La zuppa di alghe fatta da mia madre, i cocci di una ciotola rotta da mio padre. Non importa. Ho gli alberi dell’università dove studio da potare e un pomeriggio di surf con i miei amici tra due giorni.
Studio letteratura italiana. Non è stata una mia scelta, ma ho sempre amato i libri e me la sono fatta andare bene. Ora che sto per laurearmi porto con me quello che mi è piaciuto: l’impronta di mondi diversi e le parole dei poeti che ho amato.
Il mio futuro, in teoria, sta cadendo al suo posto esattamente come vorrei che facesse: ho già  
un’offerta di lavoro, la possibilità di andar via di casa. Se solo mio padre non avesse deciso, anche qui, che dovrei fare quello che ha scelto lui.
In tutto questo, naturalmente, arriva lei. Ho capito subito che il suo tempismo sarà pari alla sua cortesia, ossia inesistente. È la classica occidentale piena di sé, profondamente maleducata – e molto bella, questo sì. Troppo bella per non provarci. E del resto è solo una studentessa in scambio. Se ne andrà presto e qualsiasi cosa accada tra di noi non conterà. O così mi dice il mio amico Ji-hyun.
Non che Ji-hyun sappia molto di donne, occidentali o coreane. E così quando le parlo, lo faccio a modo mio. Perché non sono solo i suoi capelli del colore dell’estate, le sue gambe lunghe che mi attirano, ma soprattutto il modo in cui ogni nostro scambio di battute è una guerra, che nessuno dei due riesce mai a vincere. È un sentimento più complicato del desiderio, e di complicazioni ne ho già abbastanza.
Mi chiamo Kwon Won-ho, ho appena compiuto ventisette anni e c’è una ragazza che non vuole uscirmi dalla testa. Ma è soltanto una distrazione, lo prometto. Forse.



Infine passiamo a scoprire chi è Karen Waves? Ecco l'intervista!!
Karen Waves è nata a Vicenza, ma vive a Padova dove studia lingue moderne all’Università. Scrivere è sempre stata la sua passione, ma Le cesoie di Busan è il primo romanzo che si è decisa a pubblicare. Come ispirazione ha avuto i suoi grandi amori: la Corea, le storie romantiche e gli alberi.


 1. Ciao Karen, benvenuta sul nostro blog e grazie per aver accettato di rispondere alle nostre domande. Innanzitutto, parlarci un po’ di te, presentati ai lettori.
La mia biografia dice: 23 anni compiuti per forza, nata a Vicenza ma emigrata a Padova per motivi di studio. Come sono: gattara, insonne e caffeinomane – insomma, una persona facile con cui convivere, come testimonierebbe il mio pazientissimo fidanzato assai poco coreano.

2. Molti lettori ti conoscono per il tuo primo libro Le cesoie di Busan, cosa ti ha spinta a scrivere questa storia?
È nata come uno scherzo con un’amica che non credeva di poter trovare gli uomini coreani attraenti, poi è cresciuta e si è allargata come fa Yae-rim con le sue opinioni non richieste. Mi sono trovata ad avere Valentina e Won-ho in testa, e pur di liberarmene ho cominciato a scrivere. A quel punto era troppo tardi per fermarsi. Questi due mi tengono ostaggio, anche se mi piace da impazzire scrivere di loro. Le trame e le idee che li vedono protagonisti sono tantissime e aumentano di giorno in giorno.

3. Come mai hai scelto di ambientarla a Busan? Ci sei mai stata?
Ho visto Busan in uno dei miei drama preferiti, Reply 1997, e sono rimasta intrigata da questa città metà in collina, metà sul mare. E poi con un’ambientazione così si sono sviluppati altri aspetti della storia – le spiagge, il surf, Won-ho stesso come personaggio. Ormai mi riuscirebbe impossibile immaginare il libro ambientato altrove. Purtroppo non sono mai stata in Corea del Sud... Anche se è in cima alla lista dei luoghi dove vorrei andare! Dovessi sfondare come autrice... saprete dove trovarmi!

4. Da cosa nascono le tue conoscenze e la tua passione proprio per la Corea?
È stato un po’ un effetto valanga... Ho cominciato a vedere drama, che mi hanno portata al k-pop, poi alla letteratura e alla cultura coreana. Infine mi sono trovata ad accumulare conoscenze e curiosità su questo paese, dalla storia all’economia e alla vita quotidiana. Quando ho cominciato a scriverne, poi, ho fatto ricerche più specifiche su vari aspetti delle tradizioni e degli usi locali.

5. Ti rivedi in qualcuno dei tuoi personaggi, magari nella protagonista Valentina?
Hahaha, no! Valentina è molto diversa da me. Sicuramente a un certo livello c’è qualcosa di me in ogni personaggio che scrivo, ma in genere traggo ispirazione da altri, non da me stessa. Vorrei poter dire di essere come Yae-rim, ma non sarebbe vero, purtroppo. Non possiedo nemmeno il suo fascino da diva anni ’50.

6. Proprio oggi sarà online la novella Bad Girl, narrata dal POV di Won-ho. Perché hai voluto approfondire la storia, raccontandoci le sensazioni del ragazzo?
Raccontando la storia dal punto di vista di Valentina, ho dovuto tralasciare aspetti del carattere e della vita di Won-ho che lei, e quindi il lettore, ancora non conosce. Won-ho è una persona estremamente riservata e c’erano cose di sé che non voleva condividere con la sua bella occidentale appena conosciuta. Ho voluto cominciare a guardare al suo mondo, dargli forma, e mi sono stupita io stessa di quanto ci fosse da dire. Questo mi ha permesso non solo di raccontare la storia dal punto di vista maschile, ma anche da quello di una persona culturalmente distante da noi e con un background familiare problematico. E di parlare più da vicino della Corea e della sua bellezza e particolarità.

7. Quando potremo leggere finalmente il continuo de Le cesoie di Busan?
In autunno! Lo sto preparando, un’operazione che richiede diverso tempo data la lunghezza molto superiore a quella delle Cesoie... ma la prima stesura è già finita!

8. Hai altri progetti per il futuro, oltre al secondo libro?
Questa di Valentina e Won-ho sarà una trilogia e presto dovrò cominciare a plottare il terzo. Se possibile continuerò a pubblicare novelle più brevi allo stesso tempo dei volumi...

9. Grazie ancora per disponibilità Karen e un grandissimo in bocca al lupo per i tuoi libri!
Crepi! Speriamo di riuscire a diffondere la passione coreana a molti più lettori! E grazie mille a te per avermi ospitata ;)










giovedì 3 marzo 2016

Presentazione "Infinity - Hate in a mistery" di Alessandra Cigalino + intervista all'autrice

Carissimi lettori buongiorno =D finalmente posso farvi leggere questo post e parlarvi, ancora una volta, di Alessandra Cigalino! Ormai chi segue maggiormente il blog saprà della mia amicizia con questa fantastica autrice, che conobbi nel 2014 per il suo primo libro. Adesso dopo quasi due anni, torno a parlarne per l'uscita del secondo libro, avvenuta alla fine del 2015.


Il 20 Febbraio qui a Pavia, precisamente alla libreria Feltrinelli, Alessandra Cigalino ha potuto presentare il secondo volume della sua serie Infinity. Nonostante dovessi studiare in quei giorni, ho voluto essere presente e rincontrare Alessandra dopo tanto tempo.
Voglio raccontarvi questa ennesima avventura e infine, farvi leggere la mia intervista fatta ad Alessandra. Ma prima di iniziare, vi lascio il link della recensione del primo volume Infinity - Love in a misteryqui

Scusate la qualità pessima della foto ma ero dietro xD
Quando sono arrivata in libreria è stato bellissimo rivedere Alessandra e poterla abbracciare di nuovo, nonostante l'agitazione è stata troppo carina, come sempre!! Potete immaginare come fosse spaventata per la presentazione, la dolcezza fatta persona! 
Non sono riuscita purtroppo a trovare posto, perché già le sedie erano tutte occupate, quindi direi che ha fatto il pienone, brava Ale =D però sono comunque riuscita a vedere e sentire, meno male! Prima che iniziasse la presentazione, ho avuto anche l'occasione di conoscere altre tre autrici: Jeky Emme, Debora De Lorenzi e Laura Clerici (vi parlerò delle loro opere nei prossimi giorni, perché ci tengo molto a farvele conoscere). 

La presentazione è stata molto veloce, Alessandra ha parlato di come sia nato Infinity - Hate in a mistery e cosa troverà il lettore nel libro. Infinity è un paranormal romance e nel secondo libro viene data una maggiore importanza all'aspetto paranormale, rispetto al primo. In entrambi i libri al centro di tutto c'è l'amore, che in ogni volume torna sempre in forma più forte ed evidente. 
Il lettore rivedrà nella protagonista Beth molte caratteristiche di Alessandra e proprio per questo ci tiene a precisare che leggendo i suoi libri, leggerete sicuramente tutto quello che è Alessandra. 
Ancora l'autrice ammette di aver provato una forte scarica di adrenalina giunta alla parola FINE, perché per lei è la seconda volta che si realizza un sogno! 

Custodite i vostri sogni e credeteci, perché realizzarlo sarà una gioia immensa.
Alessandra Cigalino

Durante il suo discorso l'autrice ci ha rivelato alcune novità *-* infatti sta già scrivendo il terzo volume, ma prima di quello uscirà un secondo spin-off, che sarà disponibile online gratuitamente (ovviamente vi farò sapere, appena sarà pubblicato!). 
Alessandra ha anche speso due parole sulla scelta del self-pubblishing. Infatti aveva proposto il suo libro ad alcune case editrici, con esiti anche positivi. Ma purtroppo il mondo dell'editoria talvolta non aiuta molto gli autori emergenti. Nasce così la scelta per l'autrice di optare per l'autopubblicazione. 

Alla fine della presentazione ha dato un piccolo rinfresco per i presenti e ha dedicato del tempo ai suoi lettori, per dediche e foto *-* 

Io devo ringraziare Ale per avermi donato una copia del libro, che non vedo l'ora di leggere e un regalino molto gradito: una penna portachiave, che ho già messo insieme alla mia agenda per averla sempre dietro <3





Le mie copie dei primi due volumi e la penna che mi ha regalato Alessandra *-*


Ma passiamo all'intervista che ho fatto ad Alessandra...

Ciao Alessandra, bentornata sul nostro blog e grazie ancora per aver accettato a rispondere alle mie domande. Parlaci un po' di te, per chi non ti conoscesse ancora.
Ciao Cristina. Grazie di cuore per avermi invitata nel tuo spettacolare Blog. Per me è un’emozione stupenda poter tornare qui da te, dato che sei stata la prima ad avermi intervistata all’inizio di questo mio nuovo cammino due anni fa.
Sono nata a Pavia il 20 Dicembre 1978 e vivo in un piccolo paese di provincia. Ho da sempre adorato leggere, ma da quando ho scoperto la scrittura una Domenica di Novembre 2012 non sono riuscita più a fermarmi… e non ho alcuna intenzione di farlo, sinceramente, in quanto mi dà la possibilità di instaurare una connessione con me stessa, trasportandomi in un mondo parallelo, nel quale vivo le situazioni e le emozioni dei personaggi che creo.
Sono un’eterna sognatrice e un’inguaribile romantica. Adoro ascoltare musica e pattinare.
Dopo aver pubblicato “Infinity – Love in a mystery”, il mio romanzo d’esordio di genere ‘urban fantasy’ nel 2014, sono entrata nel mondo dei social network, scoprendo così di poter condividere la passione per i libri con migliaia di persone delle quali non posso più fare a meno.
In tutte le storie, anche in quelle che sono in attesa di prender vita tramite i tasti del mio pc, cerco di donare ai futuri lettori anche solo l’un per cento delle forti emozioni che scaturiscono in me durante la scrittura. Ciò in cui credo assolutamente è che l’Amore può abbattere ogni difficoltà e può annientare ogni tipo di differenza. Perché l’Amore vince sempre! 

Finalmente è uscito il secondo volume della serie Infinity. Cosa devono aspettarsi i lettori da questo secondo libro?
Nel secondo volume della Saga di “Infinity”, i colpi di scena si susseguiranno e gli elementi fantasy e paranormali saranno presenti in modo maggiore rispetto a “Infinity – Love in a mystery”. Inoltre, l’Amore, quello puro e delicato di Will e Beth, in grado di abbattere ogni tipo di differenza, ogni sorta di ostacolo, dovrà fare i conti con l’antagonista per eccellenza: l’Odio! Un Odio che ha radici profonde e che sarà in grado di far scendere a compromessi il sentimento così forte nato tra i due protagonisti. In “Infinity – Hate in a mystery” si verrà trasportati in un mondo nuovo, nel quale si dovrà capire fino a che punto si è disposti ad arrivare per salvaguardare la vita di chi è al nostro fianco.

Puoi darci un piccolo estratto del secondo volume? Giusto per aumentare la curiosità.
Certamente. Ho scelto questo e spero che possa incuriosire.
“«Vedi Jess, preferisco che Will non sappia nulla fino a che non sono arrivata a Milano sana e salva. Lo conosci! Se solo gli dicessi l’accaduto, si catapulterebbe qui, continuando a tele-trasportarsi da un posto all’altro, dovendo altresì sistemare una situazione davvero importante per tutti quanti voi, nella speranza che Mat e Mel continuino a star bene. Ora, ti prego, aiutami soltanto a cercare un volo per Linate e… un paio di scarpe».
Le dissi quelle parole con estrema fatica perché andavano al di là di ciò che realmente desideravo. La mia prima reazione era stata quella di chiamare subito William, ma, ripensando con maggior attenzione al problema che doveva affrontare alla scuola, era giusto che non lo mettessi in allarme. E poi ciò che maggiormente temevo era che, con tutti i teletrasporti usati in quelle ore, il suo corpo potesse risentirne."


Quando hai iniziato a scrivere il primo libro, ti saresti aspettata tanto entusiasmo da parte dei lettori? Sei soddisfatta delle vendite del primo volume?
Da quando ho iniziato a scrivere il primo libro quella Domenica del 2012 sino ad oggi, il mio cuore ha continuato solo ed esclusivamente a riempirsi di gioia immensa. Non avrei mai e poi mai pensato di poter ricevere tanto entusiasmo da parte dei lettori. La mia speranza era poter infondere anche solo l’un per cento delle forti emozioni scaturite in me durante la scrittura, ma, quando ho iniziato a ricevere messaggi meravigliosi per la mia storia... beh, non ho parole, davvero! Non mi sembra ancora vero che ci siano persone che quotidianamente ringraziano “me”! Anche se le vendite sono andate come mai avrei sperato, sinceramente, ho realizzato ancor di più un sogno: condividere la mia storia insieme ad altre persone e riuscire, tramite gli sguardi, le parole e i gesti di Will e Beth, ad arrivare al loro cuore, divulgando anche i principi cardini della vita intera, tra i quali il rispetto assoluto, soprattutto, verso ogni minimo istante trascorso nella propria esistenza.

Quanto dovremo aspettare per il capitolo conclusivo?
Prima della pubblicazione del terzo volume, ci sarà il secondo spin-off della Saga che si intitolerà “Infinity – Mystery and Hate” e si potrà scaricare gratuitamente da tutti gli store on line. Successivamente, sarà la volta del terzo volume della Saga che si intitolerà “Infinity – Soul in a mystery”. Per la pubblicazione… ti terrò aggiornata, promesso! Ma per chi volesse seguire tutti gli step, le curiosità e le notizie relative alla Saga di “Infinity”, lascio il link della pagina ufficiale di Facebook https://www.facebook.com/InfinityLoveinamystery/?fref=photo.

Un'ultima domanda, sappiamo che stai pubblicando anche una nuova serie. Come mai hai deciso di non aspettare la fine di Infinity?

Me lo sono chiesto anch’io! Credo, comunque, conoscendomi un poco, che il desiderio di condivisione della mia storia abbia sopraffatto la ragione a tal punto da indurmi a decidere di pubblicare anche questo nuovo progetto. La “S.P.Y. Series” è una serie di romanzi dove l’amore sarà il protagonista di storie in cui la suspense non mancherà. I protagonisti saranno giovani agenti segreti, convinti che nella vita non ci sia il posto per distrazioni di alcun tipo. Ma l’amore non è una distrazione, bensì una parte essenziale della vita intera. Ogni volume sarà autoconclusivo e il primo si intitolerà “Gli occhi del tuo cuore”.

Grazie Alessandra e in bocca al lupo anche per questo secondo libro!!
“Crepi il lupo” Cristina! Grazie di cuore a te, per tutto! Sei sempre gentilissima! In bocca al lupo per i tuoi traguardi futuri e complimenti sinceri per il Blog e per le spettacolari iniziative che crei! Ti seguo sempre! Un forte abbraccio!



Voi avete letto il primo libro della serie?






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