LA VIAGGIATRICE DI O
Autore: Elena Cabiati
Editore: Nord editore
Pagine: 352
Prezzo: 14,90
La piccola mansarda nel centro di Torino è il suo regno, il suo rifugio, il luogo dov’è più vivo il ricordo dei genitori, banditi dal mondo di O proprio a causa sua. Perché Gala è nata per diventare una delle streghe più potenti vissute da almeno due millenni, e il suo potere è al centro di una segreta lotta tra la magia bianca e la magia nera. Lei infatti è in grado di volare, viaggiare nel tempo, trasformarsi, prevedere il futuro… insomma, grazie ai suoi poteri, può affrontare qualsiasi missione le venga affidata dalla Sede Direttiva dei Viaggianti. Come tutti i «ragazzi prodigio», tuttavia, Gala è allergica alle regole e ha sempre fatto di testa sua. Ma l’ultima volta l’ha combinata davvero grossa e, per evitare l’espulsione definitiva dall’Ordine dei Viaggianti, deve scegliere un tutor che la guidi e le insegni a usare correttamente la magia. Il burbero e severo mago e monaco Kundo diventa così il suo fido maestro e la accompagna in una nuova missione: viaggiare nella Venezia del 1756 per salvare un preziosissimo manoscritto dall’incendio che distruggerà la Scuola Grande di San Rocco. Un compito piuttosto semplice, per una come Gala. Ma, ben presto, Kundo intuisce che c’è qualcosa che non va: le persone che dovrebbero essere loro alleati si rifiutano di aiutarli e la città è infestata di negromanti. Inoltre gli adepti della magia nera sembrano molto più interessati a Gala e al mistero della sua nascita che all’enigmatico libro magico…


Il tema predominante, come nella maggior parte delle storie fantasy, è la lotta tra il bene e il male, tra gli abitanti di O che cercano di salvaguardare le vie della magia e della conoscenza, e i Negromanti che invece vogliono eliminare qualsiasi traccia di potere. Ma non tutto va come dovrebbe andare. Che cosa succederebbe se anche il bene nascondesse entità maligne? Se proprio il bene fosse uno dei maggior pericoli? Chi sarebbe in grado di aprire gli occhi, di accettare la verità?
Una sfida più grande delle sue capacità aspetta Gala in bilico tra vita e morte, tra Torino e Venezia, tra ombra e luce.
Uno stile semplice è utilizzato dall'autrice ma non per questo la narrazione è noiosa: anzi, al contrario, tutto è dinamico e veloce, gli eventi si susseguono senza un attimo di pausa, scoperte, intrighi, avventure, paure, speranze si alternano creando un mix di emozioni, paesaggi e situazioni. Una lettura semplice e attrattiva, indicata in particolare per un pubblico giovane.

Passiamo adesso all'intervista :D
Scrivere. Che cosa significa per te?

La viaggiatrice di O è il tuo primo romanzo? Come è nato?
Nel mio romanzo ci sono tutte le mie passioni: i mondi fantastici, l’arte, ma soprattutto la magia e l’esoterismo intesi come ricerca di conoscenza. Avevo già scritto altre storie, ma in questa ho messo dentro me stessa e tutto ciò che conosco davvero, e il risultato probabilmente è stato più “vero” dei precedenti. Anche il tono con cui è scritto è più mio, in precedenza avevo cercato i toni epici del fantasy tradizionale, poi mi sono lasciata andare e la scrittura è diventata più ironica e autoironica, e forse per questo più fresca e originale.
Gala, un po' ribelle e un po' sfrontata. A cosa ti sei spirata?
Gala è il mix della ragazzina che ero, di quella che immaginavo di essere e di tanti piccoli particolari e modi di fare rubati ai miei studenti, che sono fonte inesauribile di ispirazione; come tutti i ragazzi lei stessa a volte sembra recitare il personaggio che le piacerebbe essere: invincibile e incrollabile. Poi però è più simpatica quando lascia trasparire com’è realmente, con tutte le sue debolezze, quando è pigra e pasticciona, quando è egocentrica e buffa, o quando fallisce proprio mentre è sul punto di ottenere la vittoria, un po’ come tutti insomma.
Torino e Venezia sono il palcoscenico di questa avventure. Qualche motivo particolare ti ha spinto a sceglierle?
Torino è la città in cui vivo, austera e misteriosa, ne conosco i pregi e i difetti e questo mi ha permesso di immedesimarmi nei miei personaggi mentre ne percorrevano le vie. Venezia è una città che amo molto, sembra appena uscita dalla fantasia di uno scrittore di fiabe con le sue strade fatte d’acqua e le sue case che sembrano di zucchero. È stato durante un viaggio a Venezia che mi sono imbattuta nelle magnifiche sculture di Francesco Pianta e nei loro significati nascosti, e da lì si è accesa la fantasia che ha dato via ai Viaggi di O…
Un fantasy che viaggia tra varie ere della storia. Quale preferisci tu?
A dire il vero sono contenta di vivere in Italia, nel 2012. So che è controcorrente dirlo, ma alla fin fine il nostro paese è ancora l’unico in cui vorrei vivere, per un’infinità di ragioni, e la nostra epoca (almeno vista da questo punto del mondo) è un’epoca di pace e di benessere. Se poi potessi farmi qualche viaggetto spazio-temporale allora credo che mi aggirerei tra l’‘800 e l’inizio del ‘900, la Belle Epoque, felice di indossare bustini e gonne lunghe e di visitare Parigi, Vienna, Londra per conoscere Klimt, Van Gogh, Picasso o quel visionario di Dalì.
Esiste un seguito del libro? Vedremo Gala impegnata in nuove battaglie? O stai lavorando su altri progetti?
Entrambe le cose e nessuna delle due. Mi spiego meglio: sto lavorando al seguito della Viaggiatrice di O e contemporaneamente sto covando alcune nuove idee… ma ho un problema piccolo e sgambettante che si chiama Margherita. Ho da poco avuto una bimba e lavorare è diventato faticosissimo! Per cui il seguito delle avventure di Gala arriverà, e spero anche i nuovi progetti potranno concretizzarsi, ma temo che tutto questo avverrà molto lentamente…
Quale altro personaggio ti è rimasto nel cuore?
Tra i miei o tra quelli di altri libri? Tra i personaggi altrui sono affezionata alle grandi eroine della letteratura per ragazzi, prime fra tutte Jo di Piccole donne e le mitica Pippi Calzelunghe, ma anche alle protagoniste di alcune Anime come Bia e Creamy. Tra i miei invece non saprei chi scegliere, forse Kundo, che è il maestro per antonomasia, quello che tutti abbiamo sperato di incontrare sulla nostra strada, o forse Edgar, lo spettro petulante e chiacchierone.
Come mai non hai inserito, come fanno molti, una storia sentimentale intrecciata alla storia?
A dire il vero non lo so. Non penso mi interessasse e neppure a Gala, per ora. Desideravo scrivere una storia dove le protagoniste fossero la fantasia, l’avventura e la magia. I grandi modelli a cui mi ispiro sono La storia infinita, Il signore degli anelli e La bussola d’oro. Inoltre devo ammettere che non apprezzo molto questa commistione tra narrativa fantastica e romanzo rosa, trovo che sposti completamente l’attenzione e che abbassi il tono generale dei romanzi. Per di più la mia protagonista ha quattordici anni e l’amore a quell’età è “il primo”, grande e indimenticabile, ma fatto di piccoli gesti, di sguardi e di cose non dette, molto difficile da tratteggiare con la giusta dose di poesia. Forse le capiterà di innamorarsi, ma qualsiasi cosa accadrà sarà un filone secondario allo svolgersi di un’avventura più grande.
Buona lettura a tutti, sperando che possiate divertirvi e incuriosirvi, e magari iniziare anche voi un viaggio alla ricerca della magia nascosta nel mondo.
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