
Quando nasce l'indice dei libri proibiti? Nonostante sin dalle origini la Chiesa abbia cercato di proibire la lettura e la conservazione di opere considerate eretiche, bisognerà aspettare il 1559 per la stesura e la divulgazione del primo Indice dei libri proibiti, sotto il pontificato di Papa III il quale aveva affermato:
«Che
nessuno osi ancora scrivere, pubblicare, stampare o far stampare,
vendere, comprare, dare in prestito, in dono o con qualsiasi altro
pretesto, ricevere, tenere con sé, conservare o far conservare
qualsiasi dei libri scritti e elencati in questo Indice del
Sant'Uffizio»
Questo indice comprendeva intere opere di scrittori non cattolici, compresi i testi che non erano di carattere religioso, altri
126 titoli di 117 autori, di cui non veniva tuttavia condannata
l'intera opera, e 332 opere anonime. Vi
erano inoltre elencate 45 edizioni proibite della Bibbia,
oltre a tutte le Bibbie nelle lingue volgari, in particolare le
traduzioni tedesche, francesi, spagnole, italiane, inglesi e
fiamminghe. Veniva condannata l'intera produzione di 61 tipografi
(prevalentemente svizzeri e tedeschi):
erano proibiti tutti i libri che uscivano dai loro torchi, anche
riguardanti argomenti non religiosi, in qualsiasi lingua e da
qualsiasi autore fossero scritti. Infine
si proibivano intere categorie di libri, come quelli di astrologia o
di magia,
mentre le traduzioni della Bibbia in volgare potevano essere lette
solo su specifica licenza, concessa solo a chi conoscesse il latino e
non alle donne. Tra
i libri proibiti c'erano: Dante
Alighieri (De
Monarchia), Niccolò
Machiavelli (Opera
omnia), Giovanni
Boccaccio (Decamerone).
Furono
stampati indici nel 1632, 1664 e nel 1681. Il secondo elenco venne emanato dopo la conclusione del Concilio
di Trento nel 1564,
sotto papa
Pio IV e
per impulso del cardinale Carlo
Borromeo.
L'elenco fu poco meno restrittivo del precedente ed era prevista la
possibilità di "espurgare" i libri che comprendessero solo
brevi passaggi proibiti:le "espurgazioni", a volte neppure dichiarate, potevano arrivare a stravolgere il pensiero dell'autore originario e i testi scientifici non conformi all'interpretazione aristotelico-scolastica erano considerati eretici (basti pensare a Niccolò Copernico). Restava valida la necessità di una licenza
per la lettura della Bibbia in volgare, ma questa venne concessa
senza le precedenti restrizioni. A
differenza dell'Indice Paolino,questo indice venne applicato
in quasi tutta l'Italia e in gran parte dell'Europa fino al 1596. Nel 1758,
sotto papa
Benedetto XIV,
le norme furono riviste e l'indice venne corretto e reso più comodo.
Fu inoltre eliminato il divieto di lettura della Bibbia tradotta dal
latino. Le competenze per la compilazione e l'aggiornamento
dell'indice passarono a partire dal 1917 al Sant'Uffizio.
L'indice
nei suoi quattro secoli di vita venne aggiornato almeno venti volte
(l'ultima nel 1948)
e fu abolito in seguito alle riforme del Concilio
Vaticano II,
nel 1966,
sotto papa
Paolo VI.
è sempre interessante notare i risvolti negativi e quelli positivi delle attività del passato...
RispondiEliminaBel post davvero interessante ! E' tanto che non passavo di qui !
RispondiEliminaUn saluto e tanti auguri per una Felice e Serena Pasqua
http://ilrifugiodeglielfi.blogspot.it/2014/04/auguri-di-buona-pasqua-tutti.html
Grazie mille e auguri anche a voi :)
EliminaIo non ho mai avuto il coraggio di leggere 'Il nome della Rosa', però mi piace come hai analizzato questo particolare.
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