venerdì 7 settembre 2018

Doppia Recensione: L'amica geniale (volume I e II)

Buongiorno carissimi lettori ^^ Oggi un post un po' particolare: vi lascio il mio parere sui primi due volumi de "L'amica geniale", bestseller scritto dall'autrice italiana Elena Ferrante. Spero di riuscirvi a trasmettere anche un po' del magnetismo che questa storia mi ha dato e convincervi a iniziare (o a continuarne) la lettura.


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Ho iniziato a leggere il primo volume de "L'amica geniale" spinto dalla curiosità quando, nel bel mezzo di una discussione su ultime letture, romanzi acquistati e autori italiani, emerse il nome di Elena Ferrante. Quasi un sacrilegio non conoscerla e non aver mai letto niente di suo (a detta degli altri). Così, dopo mesi di incertezza, mi sono deciso a iniziare questo viaggio tra i rioni di Napoli. Ho voluto aspettare di leggere anche il secondo volume prima di esprimermi ma so che, soltanto ultimati gli altri due (perché sì ho intenzione di continuare fino alla fine questa avventura) potrò dare un giudizio complessivo. L'amica geniale. Bello o brutto? Da quello che ho potuto leggere ci sono due schieramenti, senza mezze misure, o bianco o nero, nessuna tonalità intermedia di grigio. Detto questo, a me è piaciuto. Avevo finito l'ultimo libro senza riuscire a dire se e quanto avessi apprezzato la storia, i personaggi, i colori e il vociare di una Napoli così scaltra e audace. Ma ecco che, appena terminata l'ultima pagina, appena posato sul comodino, una smania di continuare, subito, senza aspettare tempo, senza dare priorità ad altro. C'è da dire che amo le saghe, al di là del genere, che seguono passo dopo passo negli anni i mutamenti dei personaggi e contemporaneamente dell'ambiente circostante. Sarò influenzato da questo mio gusto personale? De gustibus direbbe qualcuno. Ma Elena Ferrante è sicuramente una delle migliori autrici italiane in circolazione.


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Ma di cosa parla la sua tetralogia? È la storia di due amiche che percorrono insieme e a distanza i tratti del tempo, dall'infanzia sino all'età più avanzata, è la storia del loro legame, di fili che si intrecciano e si spezzano, di emozioni che si fondono, di identità che si perdono mescolandosi e uscendone arricchite; è la storia della metamorfosi a cui ognuno di noi non può sottrarsi, dei cambiamenti, delle decisioni, delle speranze, degli sogni, dei successi, delle illusioni, dei fallimenti, dei rancori, degli errori, degli amori esasperati, delle incertezze, delle difficoltà, delle radici e dei nuovi rami; è la storia dei rioni di Napoli, della miseria di una città lontana dal lindore del Nord, della prepotenza e della ubbidienza, delle gerarchie e degli avvertimenti, degli scandali e delle percosse, del gran vociare che in fondo è questa vita.

"Non ho nostalgia della nostra infanzia, è piena di violenza. Ci succedeva di tutto, in casa e fuori, ma non ricordo di aver mai pensato che la vita che c'era capitata fosse particolarmente brutta. La vita era così e basta, crescevamo con l'obbligo di renderla difficile agli altri prima che gli altri la rendessero difficile a noi."


In questo caos, è la storia di Elena e Lila che fa da perno, che rimane centrale, che si erge a faro nel mare di personaggi. Non un mare caotico, ma ben costruito, pensato, allineato, con le storie dei personaggi che si intrecciano, si influenzano, si distaccano per poi ritornare quando sembravano ormai marginali. Elena e Lila, due personalità diverse, due destini diversi. Se Elena appare più timida e insicura, Lila è sfrontata, avvenente, audace. Eppure le carte in tavola si mischiano, l'una spesso diventa l'altra quasi senza distinzione. Quasi come se avessero una sensibilità eccessiva, come se sentissero in maniera talmente forte i pensieri e i sentimenti dell'altra. Spesso il loro sembra un rapporto di contrasto, ognuna cerca di prevalere sull'altra, diventandone a volte soltanto un'ombra marginale. Quasi un rapporto di subalternità, di forze e debolezze. Soprattutto Elena che sembra quasi dipendere unicamente da quello che pensa e fa Lila: necessita di vivere le stesse esperienze, le stesse sensazioni, anche a costo di macchiarsi.

"Capii che ero arrivata lì piena di superbia e mi resi conto che -in buona fede certo, con affetto- avevo fatto tutto quel viaggio soprattutto per mostrarle ciò che lei aveva perso e ciò che io avevo vinto. Ma lei se ne era accorta fin dal momento in cui le ero comparsa davanti e ora, rischiando attriti coi compagni di lavoro e multe, stava reagendo spiegandomi di fatto che non avevo vinto niente, che al mondo non c'era alcunché da vincere, che la sua vita era piena di avventure diverse e scriteriate proprio quanto la mia, e che il tempo semplicemente scivolava via senza alcun senso, ed era bello solo vedersi ogni tanto per sentire il suono folle del cervello dell'una echeggiare dentro il suono folle del cervello dell'altra"

La loro è una storia di crescita, a volte troppo rapida, di fronte alle incombenze della famiglia, dei soldi che mancano, delle percosse ricevute anche soltanto per avere il coraggio di parlare. Una crescita che sarà diversa e vissuta diversamente da entrambe. Elena avrà la possibilità di continuare a studiare, Lila no. E proprio questo cambierà decisamente la loro sorte. Senza entrare troppo del dettaglio, per non rovinare un'eventuale lettura, quello che in questi libri ho più apprezzato sono due aspetti diversi di entrambe. Ho amato Elena per il suo pensare, il suo rimuginare continuamente sugli aspetti e le vicissitudini delle sua e della vita altrui, i suoi costanti e altalenanti sentimenti per Lina, la vita del rione, gli amici, la stessa famiglia. Ma forse, quella che ancor di più mi è entrata nel cuore è Lina. Combattiva, temeraria, infuocata da una forza che neanche lei sa dove provenga. Non c'è fede, matrimonio, regola, che possa frenarla. Se Elena rappresenta la parte più mite e "giudiziosa" di noi tutti, Lina invece è l'emblema del fluire, dello scorrere incessante che è la vita. Non si adegua, non si adatta, vuole sempre fare tutto come dice lei, come sente lei. A costo di mettere a rischio la sua stessa vita, a costo di perdere tutto. Sempre pronta a reinventarsi, a mettersi in gioco, a sfuggire dalle vicissitudini cui cade in trappola ma non soccombe.
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Così crescono, l'infanzia lascia spazio all'età adulta. E come si trasformeranno, cosa subiranno e affronteranno nei prossimi due libri non lo so ancora. E non posso esprimermi appieno.
Ma la loro storia, il loro cambiamento, le loro vite. Ascoltatemi, vanno lette. Ma questo non è soltanto un libro sull'amicizia. Il libro infatti si mostra come un coro plurimo di voci che stentano a vivere, vivono e sopravvivono, sono alla ricerca di un cambiamento, di una rivalsa, di un riscatto economico o culturale, di affermazione, di adattamento o di allontanamento. Non soltanto quindi un libro sull'amicizia, ma il ritratto di una società che simboleggia più estesamente quella lotta incessante che è la vita, imprevedibile e capace di stravolgerci. 
Non vedo l'ora di continuare a leggere e credo che, una volta finito, avrò un bel ricordo da conservare. Intanto continuo a farmi attrarre dalle loro storie rimanendone ipnotizzato e partecipe.





Qui sotto il trailer della serie in uscita:




E voi li avete letti?
Che ne pensate?
Aspettate la serie?





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