giovedì 25 settembre 2014

Una lettera per ogni scrittore

Buongiorno carissimi lettori! Stanotte ho avuto l'illuminazione per questo post *_*
Si tratta di associare a ogni lettera dell'alfabeto il nome/cognome di uno scrittore e il relativo libro che ho letto! Volete provarci anche voi? Ahimè qualche lettera è rimasta mancante ma la maggior parte dell'alfabeto è stato completato! Provateci anche voi :P

Allende Isabel: La Casa degli spiriti
Bradbury: Fahrenheit 451
Calvino Italo: Le città invisibili
Diane Setterfield: La tredicesima storia
Edwards Kim:Figlia del silenzio
Falcones: La cattedrale del mare
George Orwell: 1984
Hosseini: Mille splendidi soli
Irene Nemirovsky: Il ballo
J. k. Rowling: Harry Potter
Ken Follett: Pilastri della terra
Licia Troisi: Cronache del mondo emerso
Margaret Mazzantini: Venuto al mondo
Niccolò Ammaniti: Come Dio comanda
Omero: Odissea
Patrick McGrath: Follia
Roth: Divergent
Saramago Jose: Cecità
Waters Sarah: L'ospite
Zafòn: Marina


mercoledì 24 settembre 2014

Libri a spasso nelle sale cinematografiche #1

Buon pomeriggio! Come procedono le vostre letture?
Vogliamo parlare di alcuni libri che, nel 2014, hanno trovato posto anche nelle sale cinematografiche. Devo ammettere che non ho visto molti di questi film e non ho letto i corrispettivi libri ma confesso di essere un po' scettico su alcuni.. mentre è alto il mio entusiasmo per altri! 



The giver – Jonas ha dodici anni e vive in un mondo perfetto. Nella sua Comunità non esistono più guerre, differenze sociali o sofferenze. Tutto quello che può causare dolore o disturbo è stato abolito, compresi gli impulsi sessuali, le stagioni e i colori. Le regole da rispettare sono ferree ma tutti i membri della Comunità si adeguano al modello di controllo governativo che non lascia spazio a scelte o profondità emotive, ma neppure a incertezze o rischi. Ogni unità familiare è formata da un uomo e una donna a cui vengono assegnati un figlio maschio e una femmina. Ogni membro della Comunità svolge la professione che gli viene affidata dal Consiglio degli Anziani nella Cerimonia annuale di dicembre. E per Jonas quel momento sta arrivando...




Divergent – Dopo la firma della Grande Pace, Chicago è suddivisa in cinque fazioni consacrate ognuna a un valore: la sapienza per gli Eruditi, il coraggio per gli Intrepidi, l'amicizia per i Pacifici, l'altruismo per gli Abneganti e l'onestà per i Candidi. Beatrice deve scegliere a quale unirsi, con il rischio di rinunciare alla propria famiglia. Prendere una decisione non è facile e il test che dovrebbe indirizzarla verso l'unica strada a lei adatta, escludendo tutte le altre, si rivela inconcludente: in lei non c'è un solo tratto dominante ma addirittura tre! Beatrice è una Divergente, e il suo segreto - se reso pubblico - le costerebbe la vita. Non sopportando più le rigide regole degli Abneganti, la ragazza sceglie gli Intrepidi: l'addestramento però si rivela duro e violento, e i posti disponibili per entrare davvero a far parte della nuova fazione bastano solo per la metà dei candidati. Come se non bastasse, Quattro, il suo tenebroso e protettivo istruttore, inizia ad avere dei sospetti sulla sua Divergenza

Maze runner. Il labirinto – Quando Thomas si risveglia, le porte dell'ascensore in cui si trova si aprono su un mondo che non conosce. Non ricorda come ci sia arrivato, né alcun particolare del suo passato, a eccezione del proprio nome di battesimo. Con lui ci sono altri ragazzi, tutti nelle sue stesse condizioni, che gli danno il benvenuto nella Radura, un ampio spazio limitato da invalicabili mura di pietra, che non lasciano filtrare neanche la luce del sole. L'unica certezza dei ragazzi è che ogni mattina le porte di pietra del gigantesco Labirinto che li circonda vengono aperte, per poi richiudersi di notte. Ben presto il gruppo elabora l'organizzazione di una società disciplinata dai Custodi, nella quale si svolgono riunioni dei Consigli e vigono rigorose regole per mantenere l'ordine. Ogni trenta giorni qualcuno si aggiunge a loro dopo essersi risvegliato nell'ascensore. Il mistero si infittisce quando - senza che nessuno se lo aspettasse - arriva una ragazza. È la prima donna a fare la propria comparsa in quel mondo, ed è il messaggio che porta con sé a stupire, più della sua stessa presenza. Un messaggio che non lascia alternative. Ma in assenza di qualsiasi altra via di fuga, il Labirinto sembra essere l'unica speranza del gruppo... o forse potrebbe rivelarsi una trappola da cui è impossibile uscire.

Colpa delle stelle – Hazel ha sedici anni, ma ha già alle spalle un vero miracolo: grazie a un farmaco sperimentale, la malattia che anni prima le hanno diagnosticato è ora in regressione. Ha però anche imparato che i miracoli si pagano: mentre lei rimbalzava tra corse in ospedale e lunghe degenze, il mondo correva veloce, lasciandola indietro, sola e fuori sincrono rispetto alle sue coetanee, con una vita in frantumi in cui i pezzi non si incastrano più. Un giorno però il destino le fa incontrare Augustus, affascinante compagno di sventure che la travolge con la sua fame di vita, di passioni, di risate, e le dimostra che il mondo non si è fermato, insieme possono riacciuffarlo. Ma come un peccato originale, come una colpa scritta nelle stelle avverse sotto cui Hazel e Augustus sono nati, il tempo che hanno a disposizione è un miracolo, e in quanto tale andrà pagato.

Il canto della rivolta. Parte I – Contro ogni previsione, Katniss Everdeen è sopravvissuta all'Arena degli Hunger Games. Due volte. Ora vive in una bella casa, nel Distretto 12, con sua madre e la sorella Prim. E sta per sposarsi. Sarà una cerimonia bellissima, e Katniss indosserà un abito meraviglioso. Sembra un sogno... Invece è un incubo. Katniss è in pericolo. E con lei tutti coloro a cui vuole bene. Tutti coloro che le sono vicini. Tutti gli abitanti del Distretto. Perché la sua ultima vittoria ha offeso le alte sfere, a Capitol City. E il presidente Snow ha giurato vendetta. Comincia la guerra. Quella vera. Al cui confronto l'Arena sembrerà una passeggiata.



Lo Hobbit. Racconto di un ritorno – Pubblicato per la prima volta nel 1937, Lo Hobbit è per i lettori di tutto il mondo il primo capitolo del Signore degli Anelli, uno dei massimi cicli narrativi del XX secolo. Protagonisti della vicenda sono, per l'appunto, gli hobbit, piccoli esseri "dolci come il miele e resistenti come le radici di alberi secolari", che vivono con semplicità e saggezza in un idillico scenario di campagna: la Contea. La placida esistenza degli hobbit viene turbata quando il mago Gandalf e tredici nani si presentano alla porta dell'ignaro Bilbo Baggins e lo trascinano in una pericolosa avventura. Lo scopo è la riconquista di un leggendario tesoro, custodito da Smaug, un grande e temibile drago. Bilbo, riluttante, si imbarca nell'impresa, inconsapevole che lungo il cammino s'imbatterà in una strana creatura di nome Gollum.

Storia di una ladra di libri-È il 1939 nella Germania nazista. Tutto il Paese è col fiato sospeso. La Morte non ha mai avuto tanto da fare, ed è solo l'inizio. Il giorno del funerale del suo fratellino, Liesel Meminger raccoglie un oggetto seminascosto nella neve, qualcosa di sconosciuto e confortante al tempo stesso, un libriccino abbandonato lì, forse, o dimenticato dai custodi del minuscolo cimitero. Liesel non ci pensa due volte, le pare un segno, la prova tangibile di un ricordo per il futuro: lo ruba e lo porta con sé. Così comincia la storia di una piccola ladra, la storia d'amore di Liesel con i libri e con le parole, che per lei diventano un talismano contro l'orrore che la circonda. Grazie al padre adottivo impara a leggere e ben presto si fa più esperta e temeraria: prima strappa i libri ai roghi nazisti perché "ai tedeschi piaceva bruciare cose. Negozi, sinagoghe, case e libri", poi li sottrae dalla biblioteca della moglie del sindaco, e interviene tutte le volte che ce n'è uno in pericolo. Lei li salva, come farebbe con qualsiasi creatura. Ma i tempi si fanno sempre più difficili. Quando la famiglia putativa di Liesel nasconde un ebreo in cantina, il mondo della ragazzina all'improvviso diventa più piccolo. E, al contempo, più vasto. Raccontato dalla Morte - curiosa, amabile, partecipe, chiacchierona - "Storia di una ladra di libri" è un romanzo sul potere delle parole e sulla capacità dei libri di nutrire lo spirito.


Voi quali di questi libri avete letto? Quali film avete visto? Siamo curiosi di sapere i vostri suggerimenti e le vostre critiche! 


A caccia di miti #2

Buongiorno carissimi lettori! Nonostante sia ormai in procinto di partire (domani torno nella mia amata Roma) non vi abbandono di certo.. e anche se sentiamo la mancanza della nostra Christy (che presto tornerà tra noi), come si dice.. the show must go on! u.u
Oggi vi presento un nuovo mito che sicuramente conoscerete!


"Il mito è dunque un ingrediente vitale della civiltà umana; 
non favola inutile, ma forza attiva costruita nel tempo" (Bronislaw Malinowski)


ORFEO E EURIDICE

Orfeo, il più famoso poeta e musicista che la storia abbia mai avuto, che non aveva eguali tra uomini e dei era figlio di Eagro, re della Tracia e della musa Calliope (o secondo altri di Apollo e di Calliope). 
Il Dio Apollo un giorno gli donò una lira e le muse gli insegnarono ad usarla e acquistò una tale padronanza dello strumento che aggiunse anche altre due corde portando a nove il loro numero per avere una melodia più soave.Ogni creature amava Orfeo ed era incantata dalla sua musica e dalla sua poesia ma Orfeo aveva occhi solo per una donna: Euridice, figlia di Nereo e di Doride che divenne sua sposa. Il destino però non aveva previsto per loro un amore duraturo infatti un giorno la bellezza di Euridice fece ardere il cuore di Aristeo che si innamorò di lei e cercò di sedurla. La fanciulla per sfuggire alle sue insistenze si mise a correre ma ebbe la sfortuna di calpestare un serpente nascosto nell'erba che la morsicò, provocandone la morte istantanea.Orfeo, impazzito dal dolore e non riuscendo a concepire la propria vita senza la sua sposa decise di scendere nell'Ade per cercare di strapparla dal regno dei morti. Convinse con la sua musica Caronte a traghettarlo sull'altra riva dello Stige; il cane Cerbero ed i giudici dei morti a farlo passare e nonostante fosse circondato da anime dannate che tentavano in tutti i modi di ghermirlo, riuscì a giungere alla presenza di Ade e Persefone. Una volta giunto al loro cospetto, Orfeo iniziò a suonare e a cantare la sua disperazione e solitudine e le sue melodie erano così piene di dolore e di disperazione che gli stessi signori degli inferi si commossero; le Erinni piansero; la ruota di Issione si fermò ed i perfidi avvoltoi che divoravano il fegato di Tizio non ebbero il coraggio di continuare nel loro macabro compito. Anche Tantalo dimenticò la sua sete e per la prima volta nell'oltretomba si conobbe la pietà. Fu così che fu concesso ad Orfeo di ricondurre Euridice nel regno dei vivi a condizione che durante il viaggio verso la terra la precedesse e non si voltasse a guardarla fino a quando non fossero giunti alla luce del sole.Orfeo, presa così per mano la sua sposa iniziò il suo cammino verso la luce.Durante il viaggio, un sospetto cominciò a farsi strada nella sua mente pensando di condurre per mano un'ombra e non Euridice. Dimenticando così la promessa fatta si voltò a guardarla ma nello stesso istante in cui i suoi occhi si posarono sul suo volto Euridice svanì, ed Orfeo assistette impotente alla sua morte per la seconda volta.Invano Orfeo per sette giorni cercò di convincere Caronte a condurlo nuovamente alla presenza del signore degli inferi ma questi per tutta risposta lo ricacciò alla luce della vita. Si rifugiò allora Orfeo sul monte Rodope, in Tracia trascorrendo il tempo in solitudine e nella disperazione. Rifiutava le donne e riceveva solo ragazzi e adolescenti maschi che istruiva all'astinenza e sull'origine del mondo e degli dei.


"Ed Ella, morendo per la seconda volta, non si lamentò; e di che cosa avrebbe infatti dovuto lagnarsi se non d'essere troppo amata? Porse al marito l'estremo addio, che Orfeo a stento riuscì ad afferrare, e ripiombò di nuovo nel luogo donde s'era mossa"




CONOSCEVATE QUESTO MITO? CHE NE PENSATE? ASPETTIAMO I VOSTRI COMMENTI!

martedì 23 settembre 2014

Il mondo dei fumetti

Buon pomeriggio carissimi lettori! Che siano considerati appartenenti al mondo letterario o meno, tutti siamo cresciuti leggendo, chi più chi meno, dei fumetti.. perché non saperne qualcosa in più?


Il fumetto è un modo di rappresentare, attraverso due diverse forme di comunicazione (la parola scritta e il disegno), storie vere o inventate: è un nuovo linguaggio che trasmette idee, informazioni, messaggi. Il termine "fumetto" è un neologismo che deriva dal termine "fumo" perché le nuvolette, entro cui sono inscritte le parole, somigliano a boccate di fumo di sigaretta.
Come nasce un fumetto? Quali sono i vari passaggi?
Una storia a fumetti nasce dalla fantasia di un soggettista, a cui è adibito il compito di scrivere le storie di un personaggio inventato, storico o leggendario; una volta trascritta, la storia viene sceneggiata, cioè divisa in tante scene con i rispettivi dialoghi, battute, parole onomatopeiche. La sceneggiatura, una volta ricevuto il consenso per la pubblicazione dalla casa editrice, viene quindi consegnata prima al disegnatore che prepara gli schizzi a matita e successivamente al letterista cioè a colui che scrive le parole nel fumetto (interessante sottolineare a questo proposito che cosa sia il lettering: è una operazione di scrittura materiale del testo nelle vignette, nelle nuvolette o nelle didascalie, è la scelta del carattere grafico più adatto. Per dare maggiore o minore risalto a certe parole si possono variare le dimensioni o lo spessore delle lettere, oppure le scritte possono essere più o meno calcate. Il carattere usato è comunque sempre lo stampato maiuscolo) Il materiale torna quindi al disegnatore che ripassa le scene con inchiostro di china ed eventualmente le colora. Il fumetto è pronto per la stampa e la divulgazione. Ogni fumetto è quindi costituito da diverse vignette nelle quali figurano generalmente il paesaggio, i personaggi, le parole e le didascalie. Il fumetto ha una sola regola di lettura: di solito le vignette si leggono da sinistra verso destra, come la scrittura occidentale.

Il contorno di una vignetta viene indicato col termine di "cornice". La cornice tradizionale prevede un segno continuo e lineare; quando l'autore però vuol far capire che la scena rappresentata è un ricordo o un sogno allora il contorno utilizzato è ondulato o tratteggiato. A volte una vignetta può non avere cornice. Immaginiamo ogni vignetta come una fotografia: nel suo spazio, i personaggi e gli oggetti si possono presentare più o meno vicini all'obiettivo della macchina fotografica: si possono così conoscere, a seconda della distanza dall'obbiettivo, diversi piani:
  • Dettaglio: viene raffigurato un particolare del volto o del corpo del personaggio o un oggetto di piccole dimensioni da fare però risaltare perché importante nella storia
  • Primissimo piano: viene inquadrato il volto di un personaggio che copre interamente la vignetta. Questo tipo di inquadratura viene generalmente usato per fare risaltare i sentimenti del personaggio esprimendo, senza bisogno di parole, stati d'animo e pensieri.
  • Primo piano: Le figure sono tagliate all'altezza del petto.. viene usato sia con la funzione del primissimo piano, sia per evidenziare particolari battute di dialogo.
  • Piano medio: la figura viene tagliata a mezzo busto. È molto usato nei dialoghi e nei contrasti verbali.
  • Piano americano: la figura viene tagliata all'altezza delle ginocchia. Questa inquadratura è molto usata quando si vogliono mettere in evidenza i movimenti degli arti superiori
  • Figura intera: la figura umana riempe l'intera vignetta o in senso orizzontale o in senso verticale
  • Campo totale: la figura del personaggio è inserita chiaramente nell'ambiente che lo circonda
  • Campo lungo: la figura umana non è più al centro della scena, l'interesse è puntato sull'insieme della scena stessa.
  • Campo lunghissimo: ha le stesse caratteristiche del campo lungo con un uso maggiore del panorama.


La nuvoletta o balloon contiene le parole.
  • Contorno unito: la coda della nuvoletta è rivolta verso un personaggio che pronuncia le parole con un tono di voce normale o alterato leggermente
  • Contorno tratteggiato: le parole sono sussurrate a voce più bassa del normale
  • Contorno a spigoli acuti: può indicare la voce proveniente da un mezzo meccanico ( come radio, tv, telefono) oppure la voce molto alterata di un personaggio
  • Contorno ondulato: indica un sogno o una fantasticheria. Se la coda è composta da bollicine indica un pensiero, una riflessione.

Nei balloon troviamo anche lettere dell'alfabeto con funzione di suoni e rumori che indicano sentimenti (Sigh:singhiozzo.. Sob:rimpianto) o il verso di un animale; punti esclamativi, interrogativi variamente disposti per indicare meraviglia, stupore, dubbio; metafore visualizzate come la lampadina che si illumina (per indicare un'idea); il contenuto di una situazione psicologica
(un cuoricino per indicare che il personaggio è innamorato).
Oltre a quelle contenute nelle nuvolette, vi sono altre parti di testo scritto nei fumetti: sono le didascalie, cioè le spiegazioni inserite nella parte alta o in quella bassa della vignetta o i colonnini cioè i blocchi di testo posti al lato della vignetta. Le didascalie e i colonnini possono indicare un cambiamento di tempo o di spazio dell'azione.


Il primo fumetto: Yellow Kid
Il 17 luglio 1895 sulle pagine dell'edizione domenicale del giornale statunitense New York World, il disegnatore Richard Felton Outcault presentava una pagina a colori dove era raffigurato un vicolo zeppo di personaggi curiosi tra i quali un ragazzo calvo, Yellow Kid, ritratto a piedi scalzi e con un lungo camicione: la novità era che il personaggio si esprimeva a fumetti oppure le frasi erano scritte sul suo abito.

Cosa ne pensate? 
Quali fumetti avete letto?

La libreria infinita

Salve carissimi lettori! Oggi abbiamo deciso di pubblicare un post un po' particolare: si tratta di un elenco di tutti i libri che sostano da tempo tra gli scaffali della mia libreria e che aspettano ancora di essere letti. Due sono principalmente i motivi di questo post: confrontarlo il prossimo anno con un post simile per vedere quanto si sia accorciata la lista... e avere dei suggerimenti da parte vostra riguardo ai titoli che leggerete! Bene, non ci resta altro che presentarvi i libri che reclamano a gran voce di essere ancora letti piuttosto che fungere da arredamento u.u

-Il mistero del mare (Bram Stoker)
-Le cronache di Narnia (C.S.Lewis)
-Hunger Games III (Suzanne Collins)
-Il marchio del diavolo (Glenn Cooper)
-Insurgent (Roth)
-Hope (Cailin Og)
-L'inverno del mondo (Ken Follett)
-La mano di Fatima (Falcones)
-Il lupo della steppa (Hermann Hesse)
-La morte nell'anima (Sartre)
-Cent'anni di solitudine (G.G.Marquez)
-L'amore ai tempi del colera (G.G.Marquez)
-Dieci piccoli indiani (Agatha Christie)
-Alice nel paese delle meraviglie (Lewis Carroll)
-Questa notte mi ha aperto gli occhi (J.Coe)
-La figlia della fortuna (Isabel Allende)
-Il gattopardo (Tomasi di Lampedusa)
-Frankenstein (Mary Shelley)
-Dracula (Stoker)
-La crociera (Virginia Woolf)
-Racconti (Virginia Woolf)
-La stanza di Jacob (Virginia Woolf)
-Al faro (Virginia Woolf)
-L'urlo e il furore (Faulkner)
-I nostri antenati (Italo Calvino)
-L'eleganza del riccio (Barbery)
-Il ritratto di Dorian Gray (Wilde)
-Solar (McEwan)

Avete letto qualcuno di questi libri? Cosa ne pensate?
E la vostra lista che titoli contiene? 

lunedì 22 settembre 2014

Recensione: "Hybrid" di Kat Zhang

Buongiorno carissimi lettori! Mi dispiace se la scorsa settimana siamo stati assenti ma la connessione mi ha abbandonato e Christy ha dovuto sbrigare diverse faccende per l'imminente partenza! Oggi vi propongo la recensione di un libro, vinto un anno fa con un giveaway, che ho terminato lo scorso fine settimana!

HYBRID

AUTORE: Kat Zhang
EDITORE: Giunti Y  
PAGINE: 411
PREZZO: 14,50



In un futuro distopico, ogni persona nasce con due diverse personalità, due anime. Con il passare del tempo, in modo naturale, l'anima dominante prende il sopravvento e quella recessiva viene dimenticata, scompare come un amico immaginario che ci ha tenuto compagnia solo nell'infanzia. Il sopravvivere delle due anime dopo la pubertà è illegale e visto dalla società come un'aberrazione da correggere. Ma in Addie, nonostante i suoi sedici anni, è ancora presente Eva, la sua seconda anima ancora attiva. È proprio Eva la voce narrante che ci fa vivere le emozioni dal suo punto di vista. Rannicchiata nella mente di Addie, Eva interagisce con l'altra parte di sé: come due vere sorelle si amano, si proteggono, ma possono diventare anche gelose l'una dell'altra. Nonostante tutti i tentativi per difendere e nascondere l'esistenza della debole Eva, il segreto di Addie viene scoperto e le due vengono rinchiuse in un agghiacciante centro per ibridi non resettati. L'unico modo per sopravvivere entrambe è una fuga impossibile.



In ognuno di noi coesistono diverse personalità che cercano di trovare un compromesso, un'armonia per stabilizzare e affermare l'identità di un individuo nella sua complessità, non siamo tele monocromatiche ma quadri adornati da diverse tonalità, diverse pennellate, diversi schizzi. Dalla molteplicità dell'essere si diparte l'idea di questo romanzo che, nonostante all'inizio sembri essere malfermo e procedere a rilento, si impone agli occhi del lettore come una nuova, originale, avvincente avventura nei meandri di un mondo distopico. Ogni corpo presenta al suo interno, sin dalla nascita, due diverse anime, una dominante e una recessiva, che si ritrovano a condividere lo stesso spazio, forse ristretto, forse soffocante e carente di libertà, ma in cui le due diverse anime si intrecciano, imparano a conoscersi e a coesistere, imparano a essere supporto l'una per l'altra, a accettarsi, a amarsi. Ma ben presto deve giungere l'era della stabilizzazione: all'età di circa dieci anni l'anima dominante deve prendere il sopravvento mentre l'anima recessiva sprofonda in un sonno pieno di sogni ma lontano dalla realtà. Idea alquanto originale che richiama non solo teorie filosofiche ma che mette in evidenza anche l'effettiva natura dell'uomo: mutevole, cangiante, molteplice, varia, illimitata. 
Che sia un invito a accettare se stessi nella propria complessità, a fare riunire piuttosto che cozzare le diverse spinte dinamiche che riguardano il nostro io?
Essendo un romanzo chiaramente distopico, sono riscontrabili diversi elementi tipici di questo genere letterario tra cui la rivoluzione, la guerra tra un regime autoritario e ingannevole e i cosiddetti"ibridi", coloro che non sono riusciti a stabilizzarsi, che hanno scoperto il nascondiglio della verità, l'hanno appresa e adesso sentono il bisogno di diffonderla. È un libro che parla di lotta contro il dispotismo, contro la menzogna, contro regole stabilite e comunemente accettate dietro cui si nascondono delle menti volte al potere e al controllo totale.. Quale è il confine tra verità e realtà? Ma quello che emerge principalmente è la lotta per la difesa di se stessi, della propria identità e questo emerge chiaramente quando leggiamo le emozioni che l'anima recessiva prova man mano che ricomincia ad acquistare controllo del corpo e di se stessa. Non spetta forse anche a lei vivere?

La protagonista è Addie... o forse dovrei dire che le due protagoniste sono Addie e Eva, le due anime che coesistono nello stesso corpo e che sin dai primi passi hanno mostrato difficoltà nel processo di stabilizzazione: nonostante i continui controlli, esami, cure, consulenze, non hanno mai raggiunto la "guarigione" e sono state costrette a vivere con il loro segreto per anni mentendo persino di fronte ai genitori. Addie e Eva sono due facce della stessa medaglia: ognuna ha la propria personalità, i propri pensieri, le proprie emozioni che mai rimangono isolate ma che spesso si mescolano, si confondono, si intrecciano rendendo complementari le loro due menti. All'inizio proprio a causa della "doppia" protagonista credevo che il caos narrativo sarebbe stato presente nella mia mente a causa dei dialoghi tra le due anime, nonché della presentazione dei pensieri di entrambe.. ma la scrittrice, giovane e creativa, è riuscita a far procedere linearmente la storia. Insieme ai co-protagonisti (che sono principalmnete Hally/Lissa e Devon/Ryan) Addie/Eva si ritroveranno a dover affrontare la realtà e a dover toccare con mano un tragico destino: verranno infatti rinchiuse in una clinica che ha l'obiettivo, attraverso esami e cure accurate che si scopriranno essere depositarie di un segreto nazionale, di permettere la guarigione degli ibridi ovvero estirpazione totale e senza ritorno dell'anima recessiva. Tra i corridoi e i pavimenti bianchi inondati di luce, lo sguardo austero delle infermiere, il sorriso bonario ma falso dei medici, si sente il senso opprimente e claustrofobico dell'ambiente clinico che segue, controlla, incarcera il corpo e le menti schiacciate dalla paura e dall'incertezza. Ma ben presto si scopre come anche il sistema migliore abbia le sue falle, come un briciolo di umanità sia sempre presente. Ce la faranno i nostri protagonisti a sfuggire? E che cosa riserva il futuro per gli ibridi? Non vedo l'ora di leggere il seguito di questo romanzo che, nonostante abbia diversi prevedibili risvolti, rimane aperto su diversi orizzonti.


VOTO:






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lunedì 15 settembre 2014

Recensione "Follia" di Patrick McGrath

Finalmente dopo anni che questo libro era stato acquistato e deposto sugli scaffali della mia libreria, mi sono buttato a capofitto nella lettura dello stesso... e bè, potevo pensarci anche prima!

FOLLIA



AUTORE: Patrick McGrath
EDITORE: Adelphi
PAGINE: 296
PREZZO: 12,00

Una grande storia di amore e morte e della perversione dell'occhio clinico che la osserva. Dall'interno di un tetro manicomio criminale vittoriano uno psichiatra comincia a esporre il caso clinico più perturbante della sua carriera: la passione tra Stella Raphael, moglie di un altro psichiatra, e Edgar Stark, artista detenuto per uxoricidio. Alla fine del libro ci si troverà a decidere se la "follia" che percorre il libro è solo nell'amour fou vissuto dai protagonisti o anche nell'occhio clinico che ce lo racconta.



Un viaggio sofferto all'interno della fortificazione di un'anima tormentata: il lettore viene tuffato a capofitto nei meandri più oscuri della mente umana tralasciando la bellezza agognata di una tranquillità illusoria... se ogni nostro atteggiamento sembra essere meccanico e assolutamente normale, soffermiamoci per un attimo a pensare quali meccanismi inconsci vi sono alla base, ma anche facendolo non arriveremo mai a comprendere quella sfera che ci appartiene, forse la nostra essenza più importante. Patrick McGrath mi ha stupito e  affascinato. Ammetto che le prime sessanta pagine sono state un po' noiose incentrandosi sopratutto sulla narrazione di una storia originale ma poco attraente all'inizio.. tanto che pensavo di abbandonarne la lettura: mai avrei fatto sbaglio più grande! Con delle nozioni psichiatriche che però rimangono in superficie, con uno stile fresco e leggero, veniamo posti di fronte alla domanda "Perché agiamo in un modo piuttosto che in un altro?Siamo veramente consapevoli di noi stessi, dei nostri pensieri, dei nostri sentimenti?"
Attraverso il contrasto tra il punto di vista della protagonista e quello del Dottor Cleave (entrambi sembrano però essere dei narratori poco attendibili), vengono messi in evidenza i meccanismi di censura, di rimozione, di illusione che la protagonista si crea non rendendosene conto ma credendo di agire razionalmente: la mente sfugge al suo controllo eppure lei se ne sente ancora padrona.. ma la nostra psiche ha vita propria e pretendere di dominarla è pura follia. Sembra quasi che tra le pagine si muovano due diverse Stella, ognuna con una personalità, un portamento, un'indole completamente opposta rispetto all'altra. Chi è la vera Stella? Colei che ci appare sotto le sembianze di una donna tranquilla, pacata seppur piena di desideri nascosti, o colei che si confonde al di sotto della maschera?

""Oh si diceva ma che assurdità, e che banalità, oltretutto, l'idea di scambiare due parole con un paziente nell'orto potesse avere importanza. E allora, se era tutto così banale, che motivo aveva di ragionarci su? "

Il moto del romanzo è l'amore folle (sopratutto dal punto di vista sociale), passionale, travolgente, oscuro e inoppugnabile tra Stella Raphael, moglie del nuovo psichiatra del manicomio, e Edgard Stark, un paziente paranoico ricoverato lì da anni che ha ucciso la moglie credendo che questa lo tradisse. Ma per Stella Edgard non rappresenta un pericolo: lui è l'emblema dell'artista eversivo, delle passioni e sensazioni che mai il marito Max le aveva regalato, rappresenta per Stella tutto ciò che le è mancato nel corso della vita. Stella a mio parere non soltanto è attratta dall'uomo in sè, sopratutto dal punto di vista fisico, ma dalla nuova possibilità di vita che questo poteva rappresentare, si aggrappa al mondo completamente nuovo del suo amante dimenticandosi, anzi, decidendo di rifiutare e di distruggere il proprio troppo convenzionato, troppo "borghese", troppo infelice. Ma può essere l'amore così folle e violento? Aggressivo? Esasperato? Capace di scalfire e contemporaneamente di procurare sollievo? Il Dottor Cleave definisce più volte questo rapporto come un'ossessione morbosa sessuale.. Ma nelle ultime pagine si instilla il dubbio nel lettore se questo non fosse vero amore, considerato semplicemente folle per le convenzioni comuni e la società del tempo: poteva forse la società accettare mai che una donna di alta classe, rispettabile e rinomata, si abbandonasse al "vero" amore (o comunque più travolgente) piuttosto che restare rilegata a un matrimonio infelice/ di convenienza? Piano piano i due si lasciano travolgere... ma la marea da questo momento in poi sarà implacabile, susseguendosi le onde infrangeranno non soltanto loro stessi ma tutto ciò che li circonda.

"Per la prima volta Stella sentiva che era valsa la pena di saltare nel vuoto, perchè alla fine avrebbero trovato il posto sicuro dove amarsi senza paura. E fu in quello spirito che fecero l'amore: senza paura, liberamente, mentre i treni rombavano sul viadotto della notte. E stella lo fece ridendo, gridando, urlando al magazzino intero tutta la vita che aveva dentro."

Il decisivo punto di svolta nella vicenda di Stella si ha, non tanto quando decide di abbandonarsi a Edgard per la prima volta, quanto nel momento in cui si rende conto che l'unica soluzione è fuggire, nonostante sia consapevole, in uno sprazzo di lucidità, cosa comporterebbe tutto questo.. distruzione di un matrimonio che mai sacro ella considerò, di una famiglia rispettabile, della sua immagine di moglie borghese fedele e dignitosa, dell'affetto da parte del figlio Charlie..
Qui faccio un confronto tra questo personaggio e Eveline di James Joyce: mentre quest'ultima rimane affascinata dalla nuova prospettiva di vita ma rimane paralizzata nel punto stesso in cui si trovava a inizio racconto, tra ricordi passati e mobili impolverati, Stella è audace, ha il coraggio di rischiare tutto e affidarsi al futuro, all'imprevedibile

"Ma se si muoveva subito, se andava subito da lui, che cosa avremmo potuto fare? Niente, se si muoveva subito non potevamo fare niente. Se si muoveva subito. Tornò di sotto, in soggiorno. La casa era vuota. Max si fermava a colazione in ospedale e Mrs Bain era tornata a casa sua. Charlie era a scuola. Bevve qualcosa. Se si muoveva subito. Camminò avanti e indietro per il soggiorno. Faceva freddo, e c'era una leggera foschia. Da fuori arrivava l'odore del fumo. Muoversi subito significava salire di sopra, riempire una valigia e chiamare un taxi per farsi portare alla stazione. Da lì sarebbe andata in Horsey Street senza più tornare indietro. Dopo un altro bicchiere chiamò il taxi. Rimase per qualche attimo inchiodata dov'era a pensare a cosa ne sarebbe stato di Charlie, e per poco non cambiò idea. Ma non lo fece, scacciò quel pensiero."

Durante tutto il romanzo sembra quasi di attraversare gradino per gradino un girone dantesco: aria di inquietudine, di dramma, di esasperazione, di battaglie mentali destinate a infrangersi sul muro della ragione; è un viaggio senza ritorno sin dalla prima pagina. 



Qui vi lascio invece il trailer del film omonimo che vedrò prossimamente: "Follia" (film)



VOTO:



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venerdì 12 settembre 2014

La conosci questa? #17

E si ricomincia. . . si va a caccia di nuove parole! Questa volta vi proponiamo ben cinque parole.


La conosci questa? è una rubrica che nasce dalla nostra idea di ricercare vocaboli italiani, poco usati e poco conosciuti. Infatti, sono tantissime le parole italiane che sono riposte nel vocabolario senza che quasi nessuno ne sappia l'esistenza. Con questa rubrica vogliamo riportare alla luce nuove parole e sfidarvi... voi conoscete queste parole?



Guia s. f. [dal germ. wīsa], letter. – Modo, maniera, forma, soprattutto in locuzioni generiche, come in tal g., in altra g., in questa o di questa g., in varia g.,in nessuna g., e sim.; non com. il plur.: in diverse guisein tutte le guise;Trasmutabile son per tutte guise (Dante). Anticam. anche foggia di vestire, moda, costume. Più frequenti, ancor oggi, le locuz. comparative a gdiin gdi, come, a somiglianza di, simile a.



Rabbuffo s. m. [der. di rabbuffare]. – Rimprovero molto aspro, fatto con intonazione sdegnata o con parole minacciose: fare, meno com. dareun r.; avere,ricevereprendersi un r.; un fieroun solenne rabbuffo.


Gazzarra s. f. [dall’arabo ghazāra «folla, gran quantità», da cui anche lo spagn.algazara]. Chiasso, baccano, dovuto di solito ad allegria esuberante e scomposta: far g.; la gdei ragazzi nel cortileuna indecentevergognosa gazzarra


Tànghero s. m. (f. -a, raro) [etimo incerto]. – Persona grossolana, rustica, goffa o villana; è parola usata soprattutto come epiteto offensivo: non voglio discutere con quel t.

Connivènte agg. [dal lat. con(n)ivens -entis, part. pres. di con(n)ivere, propr. «chiudere gli occhi», quindi «fingere di non vedere»]. Che tacitamente consente a un’azione non buona, pur avendo la possibilità, e in genere anche l’obbligo (per la funzione esercitata), di impedirla: pare che il guardiano fosse ccoi ladriessere cin un imbroglio



Voi le conoscete? Ne avete trovata qualche altra strana? 
Fateci sapere!!

giovedì 11 settembre 2014

A caccia di miti #1

Buongiorno carissimi lettori! Come annunciato qualche giorno fa, abbiamo deciso di creare questa nuova rubrica che manterremo solo in caso di interesse da parte vostra! Racconteremo ogni tanto un mito per la maggior parte della tradizione greca. . . ma di tanto in tanto ci sposteremo anche nelle regioni celtiche e nordiche (abbiamo già parlato specificamente del mito greco in questo articolo "Il mito greco"). Passiamo adesso col presentarvi il nostro primo mito!


"Il mito è dunque un ingrediente vitale della civiltà umana; 
non favola inutile, ma forza attiva costruita nel tempo" (Bronislaw Malinowski)


NARCISO

"Languì a lungo d'amore non toccando più cibo nè bevanda. A poco a poco la passione lo consumò, e un giorno vicino alla fonte ... reclinò sull'erba la testa sfinita, e la morte chiuse i suoi occhi che furono folli d'amore per sé"

Il fanciullo di cui parliamo si chiama Narciso ed era figlio della ninfa Liriope e del fiume Cefiso che, innamorato della ninfa, la avvolse nelle sue onde e nelle sue correnti, possedendola. Da questa unione nacque un bambino di indescrivibile bellezza e grazia. La madre, poichè voleva conoscere il destino del proprio figlio, si recò dal vate Tiresia per sapere il suo futuro. Tiresia dopo aver ascoltato le richieste di Liriope le disse in tono greve che suo figlio avrebbe avuto una lunga vita se non avesse mai conosciuto se stesso. Liriope, che non comprese la profezia dell'indovino, andò via e con il passare degli anni dimenticò quanto gli era stato profetizzato.
Gli anni passarono veloci e Narciso cresceva forte e di una bellezza tanto dolce e raffinata che tutte le persone che lo rimiravano, fossero esse uomini o donne, si innamoravano di lui anche se Narciso rifuggiva ogni attenzione amorosa. Si racconta della sua insensibilità e vanità tanto che un giorno regalò una spada ad Aminio, un suo acceso spasimante, perchè si suicidasse ed Aminio tanto era grande il suo amore per Narciso, si trafisse il cuore sulla soglia della sua casa.
La sorte volle che la storia di Narciso si incrociasse con quella della ninfa Eco, incontro nefasto che fu la rovina di entrambi i giovani.
Un giorno mentre Narciso era intento a vagare nei boschi e a tendere reti tra gli alberi per catturare i cervi, lo vide la bella Eco che, non potendo rivolgergli la parola, si limitò a rimirare la sua bellezza, estasiata da tanta grazia. Per diverso tempo lo seguì da lontano senza farsi scorgere e Narciso, intento a rincorrere i cervi, nè si accorse di lei nè si accorse che si era allontanato dai compagni ed aveva smarrito il sentiero. Iniziò Narciso a chiamare a gran voce, chiedendo aiuto non sapendo dove andare. A quel punto Eco decise di mostrarsi a Narciso rispondendo al suo richiamo di aiuto e si presentò protendendo verso di lui le sue braccia offrendosi teneramente come un dono d'amore e con il cuore traboccante di teneri pensieri.
Ma ancora una volta la reazione di Narciso fu spietata: alla vista di questa ninfa che si offriva a lui fuggi inorridito tanto che la povera Eco avvilita e vergognandosi, scappò via dolente. Si nascose nel folto del bosco e cominciò a vivere in solitudine con un solo pensiero nella mente: la sua passione per Narciso e questo pensiero era ogni giorno sempre più struggente che si dimenticò anche di vivere ed il suo corpo deperì rapidamente fino a scomparire e a lasciare di lei solo la voce.
Gli dei vollero allora punire Narcisco per la sua freddezza ed insensibilità e mandarono Nemesi, dea della vendetta, che fece si che mentre si trovava presso una fonte e si chinava per bere un sorso d'acqua, nel vedere la sua immagine riflessa immediatamente il suo cuore iniziò a palpitare e a struggersi d'amore per quel volto così bello, tenero e sorridente.
Non consapevole che aveva di fronte se stesso, ammirava quell'immagine e mandava baci e tenere carezze ed immergeva le braccia nell'acqua per sfiorare quel soave volto ma l'immagine scompariva non appena la toccava.Rimase a lungo Narciso presso la fonte cercando di afferrare quel riflesso senza accorgersi che i giorni scorrevano inesorabili, dimenticandosi di mangiare e di bere sostenuto solo dal pensiero che quel malefico sortilegio che faceva si che quell'immagine gli sfuggisse, sparisse per sempre.Alla fine morì Narciso, presso la fonte che gli aveva regalato l'amore anelando un abbraccio dalla sua stessa immagine. Quando le Naiadi e le Driadi andarono a prendere il suo corpo per collocarlo sulla pira funebre si narra che al suo posto fu trovato uno splendido fiore bianco che da lui prese il nome di Narciso.




Ovidio (Metamorfosi III, 420 e segg.):"Contempla gli occhi che sembrano stelle, contempla le chiome degne di Bacco e di Apollo, e le guance levigate, le labbra scarlatte, il collo d'avorio, il candore del volto soffuso di rossore ... Oh quanti inutili baci diede alla fonte ingannatrice! ... Ignorava cosa fosse quel che vedeva, ma ardeva per quell'immagine ..."









CONOSCEVATE QUESTO MITO? CHE NE PENSATE? ASPETTIAMO I VOSTRI COMMENTI!

mercoledì 10 settembre 2014

WWW Wednesdays #24

Buongiorno carissimi lettori! Mi sembra passato un secolo dall'ultima volta che ho postato questa rubrica: non preoccupatevi però, questo non significa che io non abbia letto u.u



WWW Wednesdays è una rubrica americana ideata dal blog "Should Be Reading". Questa rubrica ha cadenza settimanale, precisamente il Mercoledì, come si può capire dal nome stesso.

La rubrica prevede di rispondere a tre domande, è molto semplice. 

-What are you currently reading? (Cosa stai leggendo?)
- What did you recently finish reading? (Cosa hai appena finito di leggere?)
- What do you think you'll read next? (Quale sarà il prossimo libro che leggerai?)

Inizio subito...
- Cosa stai leggendo?

  

Finalmente dopo anni che me lo riprometto, mi sono immerso nella lettura dell'Odissea che sto letteralmente amando come storia, scrittura, senso dell'eroico e dell'epico: sono un divoratore ossessivo di tutto ciò che riguarda o è collegato alla cultura greca. Insieme a questa lettura che procede a rilento perché nel frattempo mi documento e voglio proprio gustarmi Omero, ho iniziato un romanzo che era nella mia libreria da almeno tre anni. . . meglio tardi che mai!

- Cosa hai appena finito di leggere?


Carino, divertente e leggero! Nelle pause necessarie durante i periodi più pesanti (universitariamente parlando) continuerò la saga! 


- Quale sarà il prossimo libro che leggerai?


La mia scrittrice preferita mi reclama! Dopo aver letto "Le onde" (che dovrò rileggere nella mia vita) voglio nuovamente catapultarmi nella mente di Virginia Woolf perchè di questo si tratta, un vero e proprio viaggio nella psiche, nell'inconscio, nel magnifico.


Ora sapete tutte le mie letture ^^ E voi? Cosa rispondete alle tre domande?

martedì 9 settembre 2014

Articolo + Giveaway: Tra sogno e verità

Buongiorno carissimi lettori! Finalmente dopo le vacanze estive siamo ritornati alla carica con nuove idee, progetti e curiosità! Oggi vi proponiamo un nuovo articolo accompagnato da una piccola sorpresina. . .

"La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi: essa ci può dare delle chiavi per entrare nella realtà per strade nuove, può aiutare il bambino a conoscere il mondo."

Sognare, immaginare, crescere: tutto questo è possibile attraverso la lettura di fiabe e favole, racconti apparentemente banali e fanciulleschi ma che in realtà hanno la capacità di sviluppare l'intelletto e la creatività dei bambini accompagnandoli nel loro percorso educativo-evolutivo: non a caso due psicoterapeuti, Maiolo e Franchini, hanno pubblicato nel 2003 "Ciripò, Lilli, Rataplan e altri animali paurosi", una raccolta di favole aventi come protagonisti dei cuccioli di animali che devono affrontare le difficoltà comuni della crescita, con lo scopo di aiutare i bambini a fronteggiare le loro paure, fornendo risposte e soluzioni che sono in grado di maturare attraverso quel mondo ricco di simboli e metafore, offrendo loro consolazione, fiducia, speranza nella vita e nei sogni, con la certezza che alla fine il bene trionfa sempre sul male (lo stesso Freud considerava le favole come la risoluzione catartica dei problemi del bambino in crescita). Sicuramente ognuno di noi è cresciuto leggendo storie di tal genere letterario. .  ma quanto ne sappiamo effettivamente?  Bisogna innanzitutto fare una distinzione tra la favola e la fiaba che, nonostante abbiano diversi punti di contatto come l'origine etimologica, presentano anche delle differenze che spesso vengono confuse o dimenticate.. ma entrambe sono antiche quanto la storia dell'uomo e di questo rappresentano uno specchio di vizi e virtù, atteggiamenti e propensioni, una carrellata di difetti e tipi umani, riscontrabili negli altri ma anche in noi stessi.

La fiaba è una narrazione medio-breve e inverosimile di origine popolare dove predominano esseri soprannaturali e fantastici (fate, streghe, maghi,orchi, folletti..) isolati temporalmente e spazialmente, impegnati in avvenimenti meravigliosi e ricchi di magia. Mentre negli ultimi secoli la fiaba ha avuto sopratutto l'intento di intrattenere un pubblico di bambini, in passato coinvolgevano invece anche le donne che potevano così astrarsi mentalmente mentre svolgevano lavori automatici trovando magari una consolazione o una speranza in questi racconti che mettevano in luce miglioramenti di vita, un cambiamento che forse anche loro aspettavano o speravano per i figli, l'apoteosi di ogni personaggio, di ogni battaglia, di ogni storia: proprio loro erano i narratori principali e i maggiori depositari di storie di antiche generazioni. Ma come nasce la fiaba? Secondo Vladimir Propp i vari elementi della fiaba sono stati desunti da "riti sociali di iniziazione" durante i quali veniva festeggiato il passaggio dall'infanzia all'età adulta. In queste occasioni i fanciulli dovevano superare diverse prove mostrandosi maturi e capaci di affrontare le sfide della vita; il rito si concludeva con l'ingestione di sostanze stupefacenti che provocavano una morte temporanea dopo la quale ognuno veniva considerato ufficialmente parte della comunità adulta: secondo questa interpretazione questi riti, persi col tempo, sono stati trasposti nelle fiabe trasformando i fanciulli in eroi, le armi che venivano loro affidate in doni magici, gli stregoni che guidavano le prove in maghi, streghe e orchi. Sicuramente i più rinomati "autori di fiabe" sono i fratelli Grimm che hanno raccolto e rielaborato varie favole della tradizione popolare tedesca che ultimamente sono state "addolcite" per un pubblico di bambini che altrimenti sarebbe stato inadeguato a causa dell'eccessiva ambientazione oscura e tenebrosa e dettagli realistici cruenti: si ritiene che i Grimm abbiano comunque attuato un lavoro di labor limae per eliminare contenuti sessualmente espliciti ma nonostante questo non mancò certo il dibattito e la critica cui Jacob Grimm rispose:

"Le fiabe per bambini sono mai state concepite e inventate per bambini? Io non lo credo affatto e non sottoscrivo il principio generale che si debba creare qualcosa di specifico appositamente per loro. Ciò che fa parte delle cognizioni e dei precetti tradizionali da tutti condivisi viene accettato da grandi e piccoli, e quello che i bambini non afferrano e che scivola via dalla loro mente, lo capiranno in seguito quando saranno pronti ad apprenderlo."

La favola invece presenta un maggior carattere realistico allontanandosi in parte dall'ambiente fantastico e immaginario: i protagonisti infatti sono, nella maggior parte dei casi, animali parlanti o oggetti inanimati che si muovono in uno spazio tangibile rappresentanti difetti e pregi degli uomini ( ad esempio il leone rappresenta la forza, la volpe l'astuzia,il lupo l'ingordigia infida). 
Inoltre, a differenza della fiabe, le favole hanno manifestamente intenti educativi e moralistici investendo sia la sfera privata che la sfera pubblica. In questo caso ricordiamo le famose favole di Esopo e Fredo, considerati i maggiori esponenti e capostipiti.





Passiamo adesso alla nostra sorpresa. . . Abbiamo deciso di mettere in palio una copia delle fiabe dei fratelli Grimm, il cui vincitore verrà scelto tramite un'estrazione random domenica 14! Per partecipare basta semplicemente rispondere alla seguente domanda accompagnandola con il link di un'immagine:

"Quale è la vostra fiaba/favola preferita? Perchè?"

Aspettiamo le vostre risposte e i vostri commenti all'articolo e . . . BUONA FORTUNA!





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