mercoledì 8 luglio 2015

Recensione: I trasfigurati di John Wyndham

Buongiorno carissimi lettori! Le mie letture procedono spedite.. sto divorando qualsiasi romanzo ci sia in giro per casa! Colpa dei mesi di astinenza forzata >.<
Oggi parliamo di un libro scoperto per caso...ecco la mia recensione!

I TRASFIGURATI

Beat Editore| 220 pp. | €12,90

David Strorm è un ragazzo di Waknuk, una comunità ordinata, osservante delle leggi e timorata di Dio, che comprende circa un centinaio di case grandi e piccole ed è uno dei pochi villaggi sopravvissuti al disastro atomico che ha devastato la terra. Suo padre è il più ricco proprietario terriero del paese, una persona influente che amministra la legge temporale come magistrato e tiene il sermone in chiesa la domenica, spiegando con chiarezza le leggi e le opinioni che vigono in cielo sui più disparati argomenti morali e materiali. Sulle pareti di casa Strorm spiccano, come unico segno di decorazione, dei pannelli di legno su cui sono artisticamente incise citazioni prese dai Pentimenti, la bibbia dei sopravvissuti di Waknuk: "Solo l'immagine di Dio è Uomo", "Mantieni pura la Creazione del Signore" ecc. Il pannello più grande pende dalla parete di fronte alla porta d'ingresso. Serve a ricordare a chiunque entri in casa: "Guardati dal Mutante!". David è vissuto sin dalla più tenera età nella convinzione che "Benedetta sia la Norma" e che soltanto "nella purezza stia la salvezza", ma quando nella campagna attorno al paese si imbatte in Sophie, una piccola Mutante i cui piedi hanno sei dita, rinnega i dettami religiosi del padre e decide di tenere quel segreto per sé. Dopo aver scoperto, però, di essere lui stesso un Mutante capace di comunicare a distanza, di "chiacchierare con forme-pensate" con altri otto ragazzi del villaggio e dei distretti vicini... 


"I trasfigurati" è un romanzo eclettico, che nasce nell'ambito del genere fantascientifico-distopico ma che travalica questa classificazione trattando tematiche differenti e eterogenee, assimilando vari elementi e connotazioni, aprendo la strada per una vasta gamma di riflessioni e domande.
Con questo romanzo, scritto nel 1955, l'autore ci permette di viaggiare in un mondo post-apocalittico dove non vi è continuità con il passato (se non per la rivendicazione e il rispetto nei confronti degli Antichi), dove la "Mala Terra" si estende per chilometri e chilometri, arida, selvaggia, una distesa nera priva di vita, una landa che ha il sapore della morte. Sebbene la narrazione sia ambientata in un mondo futuro, la vita e le abitudini sembrano essere regredite allo stato medioevale: non esiste tecnologia, gli unici mezzi disponibili solo soltanto carri e bestiame, la maggior parte della popolazione svolge una mansione nella campagne, nessuno sembra aver consapevolezza del lascito dell'umanità, di quelle conoscenze tecniche, di quelle scoperte e innovazioni che tanto agiata avevano reso la vita degli Antichi (termine utilizzato per indicare l'umanità scomparsa in seguito all'evento distruttivo definito Tribolazione). L'elemento che di certo contraddistingue queste piccole comunità rurali è l'ostinazione puritana nell'osservanza delle dottrine e dogmi religiosi: ciascun individuo conosce alla perfezione tutte le regole impartite nei sermoni dei predicatori, in ogni casa sono affisse tavole che recitano i "comandamenti" più importanti affinché sempre siano impressi nella memoria e nessuno cada nelle trappole del diavolo tentatore che si aggira continuamente tra la popolazione, le madri, i campi, il bestiame per diffondere contaminazione e perversione. Il compito principale della comunità è quella di mantenere la purezza della razza, di far perpetuare la specie creata a "immagine e somiglianza di Dio e degli antichi", di distruggere qualsiasi cosa o umano vi si discosti, i cosiddetti mutanti.

"E il Signore decretò che l'uomo dovesse avere un corpo, una testa, due braccia, due gambe; che ogni braccio dovesse avere due giunture e terminare in una mano; che ciascuna mano dovesse avere cinque dita... E ogni creatura che abbia aspetto umano ma non sia formata così non è umana. È un Sacrilegio."

Con il termine di Mutante si indica quindi non solo qualsiasi essere umano che sia nato con quale "deviazione" ma anche qualsiasi animale, ortaggio, vegetale, che si differenzi per qualche aspetto da quella che è considerata la giusta normalità: come ben si intuisce nel corso del romanzo, tutte queste deviazioni sono effetti delle radiazioni persistenti di un incidente nucleare che sembra aver distrutto l'intera trasformazione del mondo a opera degli Antichi e reso incoltivabile buona parte delle terre emerse; gli abitanti invece credono che i mutanti siano opera del diavolo tentatore che cerca di assuefare e adescare gli animi umani affinché Dio mandi una nuova Tribolazione, una nuova punizione simile a quelle dell'Antico Testamento (uno dei libri in loro possesso è infatti proprio la Bibbia). Nel corso del romanzo, attraverso il confronto diretto del protagonista, David, con la stirpe dei mutanti, si assiste gradualmente a un cambio di prospettiva imponendo nella mente del lettore, così come dei personaggi, il dubbio (che pian piano si tramuta in certezza) che nulla è dato per certo, che nessuno può sapere realmente come fossero gli Antichi, quale sia l'immagine giusta e se ne esista una sbagliata. Perchè allora continuare a eliminare i mutanti? Combatterli? Distruggerli affinchè questo "male" non si diffonda? Paura, e proprio questo è uno dei temi velati ma più suggestivi e toccanti del romanzo. Paura del diverso, dell'innovazione, del cambiamento, di essere oltrepassati e dimenticati,  paura dettata dalla suggestione, dall'ignoranza, dall'irrazionale sentimento di prevalsa e arroganza. 

"Perchè hanno paura? Noi non facciamo mica del male"
"Non sono sicuro di saperlo bene neppure io, il perchè. Ma hanno paura; è una cosa irrazionale, un sentimento, non un pensiero. E più sono stupidi, più pensano che gli altri dovrebbero essere uguali a loro. E quando hanno paura, diventano crudeli e vogliono fare del male a quelli che sono differenti"

Trovo questo romanzo particolarmente suggestivo e originale, nella trama e impianto di base, ricco di tematiche e spunti di riflessione: fantascienza, fanatismo religioso, chiusura e evoluzione si mescolano creando un romanzo distopico diverso. Tuttavia avrei preferito qualche pizzico in più di azione, per alleviare qualche attimo in cui la narrazione sembrava appiattirsi, e un finale maggiormente sviluppato che, a mio parere, rimane incompleto nella sua completezza. 



VOTO:

Che ne pensate?
Voi lo avete letto?

4 commenti:

  1. Capolavoro, Wyndham è un maestro

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  2. Il genere mi piace, potrei anche dargli una possibilità! Magari più avanti, visto che alla fin fine non lo consigli appieno!

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    Risposte
    1. Ilenia, in realtà te lo consiglio pienamente!
      Non gli ho dato 5 stelle perchè sono difficile di gusti ma è un bel romanzo, a mio parere di gran lunga migliore rispetto a tutti gli ultimi distopici (hunger games, divergent, the maze runner)!

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  3. Mi ispira, anche se non è propriamente il mio genere. Però il fatto che tu dice che avresti preferito più azione mi frena ... magari più avanti potrei prenderlo in considerazione...
    Alla prossima!

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